Gioco
la chiesa e le droghe leggere
Burchietti (Ceis): «Legalizzare? Don Biancalani sbaglia»
PISTOIA. «Tutti gli esperti sono concordi nel dichiarare che anche la cannabis, al di là del suo uso terapeutico sotto controllo medico, se abusata, crea danni importanti al cervello». Franco...
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PISTOIA. «Tutti gli esperti sono concordi nel dichiarare che anche la cannabis, al di là del suo uso terapeutico sotto controllo medico, se abusata, crea danni importanti al cervello».
Franco Burchietti, presidente provinciale del Ceis , ricorda la stima più volte espressa nei confronti di Massimo Biancalani: «Apprezzo molte delle iniziative e delle attività portate avanti sulla tematica dell’accoglienza e della carità». Ma l’intervista rilasciata dal parroco di Vicofaro a Giuseppe Cruciani e David Parenzo, alla trasmissione radio La Zanzara, tre sere fa, e ribadita sulla carta stampata, ha suscitato aspre critiche. E tra queste, anche quella del Ceis. «Mi auguro – afferma Burchietti – che don Biancalani possa rivedere le sue posizioni. Lo invitiamo a confrontarsi con noi, che lottiamo quotidianamente contro i danni devastanti provocati dall’uso di sostanze stupefacenti».
La posizione favorevole del parroco sulla legalizzazione delle droghe leggere non trova d’accordo la Comunità di recupero. «In primo luogo – spiega Burchietti – parlare di distinzione tra droghe leggere e pesanti è già un errore fondamentale. Tutte le sostanze, se abusate, creano dipendenza, in quanto il loro uso è difficilmente controllabile, soprattutto nei giovani. Parlare di liberalizzazione come strumento di lotta alla criminalità è sostanzialmente fuorviante. Ma anche se il contrasto alla criminalità è un obbiettivo importante, quello di cui occorre tener conto sono le conseguenze dirette che l’abuso provoca sulla salute. Oggi, poi, il “mercato” offre ai giovani cannabinoidi contenenti una quantità di principio attivo molto elevata – tre volte quella presente solo pochi anni fa – e tale da indurre più rapidamente alla dipendenza».
Tiziana Gori
Franco Burchietti, presidente provinciale del Ceis , ricorda la stima più volte espressa nei confronti di Massimo Biancalani: «Apprezzo molte delle iniziative e delle attività portate avanti sulla tematica dell’accoglienza e della carità». Ma l’intervista rilasciata dal parroco di Vicofaro a Giuseppe Cruciani e David Parenzo, alla trasmissione radio La Zanzara, tre sere fa, e ribadita sulla carta stampata, ha suscitato aspre critiche. E tra queste, anche quella del Ceis. «Mi auguro – afferma Burchietti – che don Biancalani possa rivedere le sue posizioni. Lo invitiamo a confrontarsi con noi, che lottiamo quotidianamente contro i danni devastanti provocati dall’uso di sostanze stupefacenti».
La posizione favorevole del parroco sulla legalizzazione delle droghe leggere non trova d’accordo la Comunità di recupero. «In primo luogo – spiega Burchietti – parlare di distinzione tra droghe leggere e pesanti è già un errore fondamentale. Tutte le sostanze, se abusate, creano dipendenza, in quanto il loro uso è difficilmente controllabile, soprattutto nei giovani. Parlare di liberalizzazione come strumento di lotta alla criminalità è sostanzialmente fuorviante. Ma anche se il contrasto alla criminalità è un obbiettivo importante, quello di cui occorre tener conto sono le conseguenze dirette che l’abuso provoca sulla salute. Oggi, poi, il “mercato” offre ai giovani cannabinoidi contenenti una quantità di principio attivo molto elevata – tre volte quella presente solo pochi anni fa – e tale da indurre più rapidamente alla dipendenza».
Tiziana Gori
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