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All'Agrario di Pistoia scoppia il caso parcheggio

Adele Tasselli
All'Agrario di Pistoia scoppia il caso parcheggio

Niente più auto all'interno per motivi di sicurezza: studenti, professori e residenti contro la decisione della preside

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PISTOIA. Uno sciopero contro la chiusura del parcheggio interno alla scuola è stato organizzato martedì 21 novembre dagli studenti dell’istituto agrario “De Franceschi” di via Dalmazia. Una decisione, quella della preside Anna Maria Corretti, che però non è stata gradita neppure dal personale della scuola, costretto a cercare altrove un posto auto, e, di conseguenza, neppure dai residenti della zona, che hanno visto ridursi drasticamente quelli a loro disposizione. Il braccio di ferro va avanti da quasi venti giorni, da quando la preside – dopo un confronto con il responsabile della sicurezza, l’ingegnere Atos Gaggioli – ha comunicato che lì non si poteva più parcheggiare “per ragioni di sicurezza”: tutti fuori quindi, tranne i portatori di handicap e i fornitori della scuola e del Laboratorio ausili.

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«Non è stata una decisione presa alla leggera – spiega la preside – e neppure dovuta a qualche incidente. Perché non si deve aspettare che qualcosa accada. Siamo una scuola particolare, con molti laboratori all’esterno. Il passaggio di persone è continuo e ci sono ragazzi con disabilità che si devono spostare in sicurezza. Per consentire alle auto di entrare e uscire si dovrebbe tenere aperto il cancello, perché è privo di automatismi: per cui chiunque potrebbe introdursi negli ambienti scolastici».

Una decisione additata come arbitraria dagli studenti, che son scesi in strada anche contro la mancanza di sicurezza nell’edificio: «La circolare ci ha messo di fronte al fatto compiuto, proponendoci di presentare un progetto alternativo – lamenta Giulio Gualtieri, rappresentante di istituto – È chiaro che non abbiamo le competenze, ma lo abbiamo fatto ed è stato bocciato in una riunione di istituto».

«In una scuola dove non è mai successo nulla, dove ci sono altri problemi di sicurezza, si è scelto di chiudere il parcheggio» aggiunge l’altro rappresentante, Paolo Ponis. «La chiusura è stata la scelta più facile, abbiamo quattro punti di accesso e si poteva trovare un’alternativa» aggiunge Alessio Scannelli.

Critici anche gli insegnanti. «Non ci è piaciuto che ci sia stata comunicata la decisione quando, due giorni prima, nel collegio dei docenti non era emerso nulla» spiega il professor Alessio Valdiserri.

«Al consiglio di istituto – aggiunge la professoressa Elena Bardelli, che siede anche nelle file della maggioranza in consiglio comunale – avevo fatto pervenire la proposta di un regolamento di accesso, da elaborare con il responsabile alla sicurezza, ma è stato bocciato: spero si possa riprendere in considerazione. Questa decisione ha messo in difficoltà i residenti, che ora si sono rivolti al sindaco».

E le tensioni con i residenti si sono già manifestate: «Alcuni docenti hanno trovato la carrozzeria dell’auto rigata o le ruote danneggiate. È stato trovato anche un cartello su un’auto di un professore con la scritta: “Non è il parcheggio dell’Agraria”» racconta la prof Simona Conti.

Martedì mattina, alla scuola, è arrivato anche il sindaco Alessandro Tomasi: «Il 5 dicembre ci sarà un incontro con i residenti al quale mi ha chiesto di partecipare – annuncia la preside Corretti – Tomasi ha anche offerto l’aiuto dei tecnici comunali per cercare una soluzione. Da parte mia ho scritto al Copit per chiedere altre corse o delle navette dal parcheggio di piazza Oplà».

La preside si è rivolta anche alla Provincia: «Deve sostituire il cancello con uno elettrico e dovrà reintegrare le spese per interventi immediati che per ora si accollerà la scuola».
 

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