Il Tirreno

Pistoia

Multe ai semafori, raffica di ricorsi in arrivo

Adele Tasselli
L'avvocata Elena Baldi
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L'avvocata Elena Baldi

In assemblea 45 cittadini pizzicati dai nuovi apparecchi che registrano anche il superamento delle strisce di “stop”

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PISTOIA. L’avvocato Elena Baldi del Foro di Pistoia si occuperà dei ricorsi di un gruppo di cittadini che si sono rivolti a lei per le contravvenzioni prese nei mesi scorsi ai nove incroci della città dove la presenza di nuove telecamere (in grado di segnalare anche i superamenti delle strisce bianche di arresto) non è stata segnalata agli automobilisti o ai motociclisti fino a settembre inoltrato.

Martedì sera, 45 persone sono state ricevute dall’avvocato nel suo studio legale di via delle Pappe. L’incontro è durato un paio d’ore, che sono servite per valutare le situazioni dei multati e i margini d’azione che potevano prospettarsi per ottenere una cancellazione delle multe. Nei giorni scorsi si era parlato di una possibile “class action”, cioè una causa collettiva, ma alla fine la scelta sarà probabilmente diversa. «I ricorsi saranno davanti al giudice di pace e saranno singoli perché i vari casi presentano delle differenze – spiega l’avvocato Elena Baldi – li accomuna l’essere stati multati nel periodo in cui i nuovi dispositivi non erano segnalati da appositi cartelli, come prevede la norma».

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Infatti, al comma 5 dell’articolo 145 del Codice della Strada si legge: “I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale”. Ma quegli appositi segnali il Comune di Pistoia non li aveva ancora collocati. E così numerosi pistoiesi sono stati multati a ripetizione, sempre per la stessa infrazione.

Insomma, i margini per ottenere ragione non mancherebbero, sempre che non si sia ancora pagata la multa: «Se la contravvenzione è già stata versata, allora il ricorso non è più possibile» puntualizza l’avvocato Baldi. Che prosegue: «Altro aspetto non secondario riguarda i termini per il ricorso, che deve avvenire entro 30 giorni dalla notifica».

Proprio la questione delle notifiche si appelleranno alcuni dei ricorrenti: «C’è una sentenza della Cassazione che precisa come si devono notificare le sanzioni, ovvero tramite ufficiale giudiziario oppure per posta. In alcuni casi, invece, le sanzioni sono state notificate per conto del Comune da società private».

Le contravvenzioni possono essere molto salate. Per chi passa con il rosso vengono tolti minimo 6 punti dalla patente e la sanzione è di 200 euro quando l’infrazione è commessa la notte, tra le 22 e le 7 di mattina. Il gruppo di cittadini multati che si è mosso per fare ricorso è a disposizione per chi volesse delle informazioni. Si può chiamare Massimiliano Bianchi al 327 9079221.


 

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