Proteste
Bertinelli, la procura chiederà il processo
di Massimo Donati
L’ex sindaco accusato di abuso d’ufficio e induzione indebita assieme all’ex assessora Nuti e a 7 fra dirigenti e funzionari
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PISTOIA. I reati contestati sono quelli di abuso d’ufficio e di induzione indebita. Due i filoni dell’inchiesta: uno relativo alla nomina di alcuni dirigenti comunali; l’altro a presunte pressioni per la concessione gratuita di spazi o per l’erogazione di contributi ad associazioni da parte del Comune in occasione di manifestazioni. Al termine di quasi due anni di accertamenti, la procura di Pistoia ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Samuele Bertinelli, dell’ex assessore Tina Nuti e di altre sette persone fra funzionari e dirigenti di Palazzo di Giano: Annarita Settesoldi, Stefano Tognozzi, Elisa Spilotros, Nicola Stefanelli, Maria Teresa Carosella, Lorenzo Paoli e Stefania Fanfani (gli ultimi due professionisti esterni componenti di alcune commissioni esaminatrici).
Numerose anche le posizioni per le quali la procura (titolari dell’inchiesta, il procuratore capo Paolo Canessa e i sostituti Fabio Di Vizio e Linda Gambassi), fra cui quelle degli ex assessori Daniela Belliti, Mario Tuci ed Elena Becheri. Intenzione degli inquirenti è inoltre quella di chiedere l’archiviazione relativamente a determinati episodi contestati agli indagati per i quali è decisa a presentare la richiesta di rinvio a giudizio.
Ieri mattina, l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai difensori di tutti gli indagati. Che adesso, a differenza di quanto avvenuto fino ad ora, avranno accesso a tutti gli atti contenuti nel fascicolo della procura, in modo da poter contestare le conclusioni raggiunte dagli inquirenti depositando una memoria difensiva, oppure chiedendo un nuovo interrogatorio dei rispettivi assistiti, o chiedendo che vengano svolte ulteriori indagini. Dopodiché, passati venti giorni, partirà la richiesta di rinvio a giudizio (o di archiviazione, nel caso emergano elementi a discarico dell’indagato).
«Abbiamo concluso l’indagine e abbiamo depositato tutti gli atti, che da oggi saranno a disposizione dei difensori – spiega il procuratore capo Paolo Canessa – Un’ampia indagine, che ci ha consentito di verificare, con gli elementi raccolti dai carabinieri del nucleo investigativo, la sussistenza – nella fase procedurale in cui ci troviamo – dei fatti addebitati a ciascuno degli indagati per i quali chiederemo il rinvio a giudizio. I testi che abbiamo sentito hanno riscontrato ampiamente le ipotesi accusatorie, per cui riteniamo che buona parte delle posizioni necessiti di un approfondimento processuale».
Le richieste di archiviazione. Al termine dell’inchiesta, la procura è decisa a chiedere l’archiviazione delle accuse nei confronti di molti indagati, fra cui l’ex vicesindaca Daniela Belliti, l’ex capo di gabinetto del sindaco Simone Ferretti, l’ex assessore a Sport e Lavori pubblici Mario Tuci, l’ex assessore alla Cultura Elena Becheri, l’ex assessore a Bilancio e Personale Giuliano Palagi, i dirigenti Daria Vitale e Francesco Bragagnolo (oltre ad altri con ruoli minori).
Le nomine dei dirigenti. Obiettivo iniziale dell’inchiesta era quello di far luce sulla nomina di alcuni dirigenti comunali, con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Cinque le nomine nel mirino: Francesco Bragagnolo ai Lavori pubblici; Stefano Tognozzi al Personale; Maria Teresa Carosella a Mobilità e Lavori pubblici; Elisa Spilotros all’Edilizia privata; Nicola Stefanelli all’Edilizia privata. Soltanto per le ultime due la procura intende chiedere il rinvio a giudizio: oltre che dei due dirigenti nominati, dell’ex sindaco Bertinelli e della componente della commissione valutatrice Annarita Settesoldi.
Le pressioni “politiche”. È stato durante l’esame di alcuni dirigenti e funzionari comunali chiamati a testimoniare sulle nomine sospette che è nato il secondo filone dell’inchiesta: relativo a indebite pressioni che – valicando il limite fra lecita azione di indirizzo e rispetto della legge – sarebbero state esercitate da parte dei rappresentanti “politici” del Comune su componenti della macchina amministrativa dello stesso, in particolare dell’ufficio Sviluppo economico e Politiche sociali, per forzare loro la mano su determinate scelte. Secondo alcuni degli stessi dirigenti o funzionari, a volte anche prospettando eventuali procedimenti disciplinari per chi non avesse avallato le scelte della giunta, relative, nello specifico, allo concessione di contributi o di spazi gratuiti ad associazioni per iniziative e manifestazioni.
In questo filone d’indagine i reati contestati sono, alternativamente, induzione indebita e abuso d’ufficio.
Tra i fatti contestati dalla procura, il tentativo di indurre un dirigente e un funzionario ad erogare un contributo di 7.500 euro per realizzare le luminarie natalizie in centro storico nel 2015; il tentativo di consentire, attraverso una deliberazione di compartecipazione, l’utilizzo gratuito della Cattedrale ex Breda per l’iniziativa a scopo benefico “La Galleria dell’anima”; la deliberazione di giunta che avrebbe autorizzato che l’iniziativa “Sconcerto di Quartiere”, prevista all’aperto, potesse utilizzare i locali della “Fabbrica delle Emozioni” in caso di pioggia (circostanza che non si verificò); la possibilità di consentire durante l’iniziativa “Pasqualand” l’utilizzo di conigli vivi; la possibile autorizzazione affinché il mercatino natalizio proposto dall’associazione “Colorando la città” potesse svolgersi (cosa non avvenuta) per il periodo continuativo dal 14 al 24 dicembre 2014 in Galleria nazionale; l’autorizzazione della manifestazione “Percorsi Notturni” del luglio 2014 che sarebbe stata concessa da un determinato ufficio invece che da un altro.
Numerose anche le posizioni per le quali la procura (titolari dell’inchiesta, il procuratore capo Paolo Canessa e i sostituti Fabio Di Vizio e Linda Gambassi), fra cui quelle degli ex assessori Daniela Belliti, Mario Tuci ed Elena Becheri. Intenzione degli inquirenti è inoltre quella di chiedere l’archiviazione relativamente a determinati episodi contestati agli indagati per i quali è decisa a presentare la richiesta di rinvio a giudizio.
Ieri mattina, l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai difensori di tutti gli indagati. Che adesso, a differenza di quanto avvenuto fino ad ora, avranno accesso a tutti gli atti contenuti nel fascicolo della procura, in modo da poter contestare le conclusioni raggiunte dagli inquirenti depositando una memoria difensiva, oppure chiedendo un nuovo interrogatorio dei rispettivi assistiti, o chiedendo che vengano svolte ulteriori indagini. Dopodiché, passati venti giorni, partirà la richiesta di rinvio a giudizio (o di archiviazione, nel caso emergano elementi a discarico dell’indagato).
«Abbiamo concluso l’indagine e abbiamo depositato tutti gli atti, che da oggi saranno a disposizione dei difensori – spiega il procuratore capo Paolo Canessa – Un’ampia indagine, che ci ha consentito di verificare, con gli elementi raccolti dai carabinieri del nucleo investigativo, la sussistenza – nella fase procedurale in cui ci troviamo – dei fatti addebitati a ciascuno degli indagati per i quali chiederemo il rinvio a giudizio. I testi che abbiamo sentito hanno riscontrato ampiamente le ipotesi accusatorie, per cui riteniamo che buona parte delle posizioni necessiti di un approfondimento processuale».
Le richieste di archiviazione. Al termine dell’inchiesta, la procura è decisa a chiedere l’archiviazione delle accuse nei confronti di molti indagati, fra cui l’ex vicesindaca Daniela Belliti, l’ex capo di gabinetto del sindaco Simone Ferretti, l’ex assessore a Sport e Lavori pubblici Mario Tuci, l’ex assessore alla Cultura Elena Becheri, l’ex assessore a Bilancio e Personale Giuliano Palagi, i dirigenti Daria Vitale e Francesco Bragagnolo (oltre ad altri con ruoli minori).
Le nomine dei dirigenti. Obiettivo iniziale dell’inchiesta era quello di far luce sulla nomina di alcuni dirigenti comunali, con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Cinque le nomine nel mirino: Francesco Bragagnolo ai Lavori pubblici; Stefano Tognozzi al Personale; Maria Teresa Carosella a Mobilità e Lavori pubblici; Elisa Spilotros all’Edilizia privata; Nicola Stefanelli all’Edilizia privata. Soltanto per le ultime due la procura intende chiedere il rinvio a giudizio: oltre che dei due dirigenti nominati, dell’ex sindaco Bertinelli e della componente della commissione valutatrice Annarita Settesoldi.
Le pressioni “politiche”. È stato durante l’esame di alcuni dirigenti e funzionari comunali chiamati a testimoniare sulle nomine sospette che è nato il secondo filone dell’inchiesta: relativo a indebite pressioni che – valicando il limite fra lecita azione di indirizzo e rispetto della legge – sarebbero state esercitate da parte dei rappresentanti “politici” del Comune su componenti della macchina amministrativa dello stesso, in particolare dell’ufficio Sviluppo economico e Politiche sociali, per forzare loro la mano su determinate scelte. Secondo alcuni degli stessi dirigenti o funzionari, a volte anche prospettando eventuali procedimenti disciplinari per chi non avesse avallato le scelte della giunta, relative, nello specifico, allo concessione di contributi o di spazi gratuiti ad associazioni per iniziative e manifestazioni.
In questo filone d’indagine i reati contestati sono, alternativamente, induzione indebita e abuso d’ufficio.
Tra i fatti contestati dalla procura, il tentativo di indurre un dirigente e un funzionario ad erogare un contributo di 7.500 euro per realizzare le luminarie natalizie in centro storico nel 2015; il tentativo di consentire, attraverso una deliberazione di compartecipazione, l’utilizzo gratuito della Cattedrale ex Breda per l’iniziativa a scopo benefico “La Galleria dell’anima”; la deliberazione di giunta che avrebbe autorizzato che l’iniziativa “Sconcerto di Quartiere”, prevista all’aperto, potesse utilizzare i locali della “Fabbrica delle Emozioni” in caso di pioggia (circostanza che non si verificò); la possibilità di consentire durante l’iniziativa “Pasqualand” l’utilizzo di conigli vivi; la possibile autorizzazione affinché il mercatino natalizio proposto dall’associazione “Colorando la città” potesse svolgersi (cosa non avvenuta) per il periodo continuativo dal 14 al 24 dicembre 2014 in Galleria nazionale; l’autorizzazione della manifestazione “Percorsi Notturni” del luglio 2014 che sarebbe stata concessa da un determinato ufficio invece che da un altro.
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