Gioco
L’arte abbatte le barriere la città vista dai migranti
di Elisa Pacini
Un progetto per far scoprire ai richiedenti asilo i mille tesori di Pistoia Al Piccolo teatro Bolognini la giornata finale dell’iniziativa, con musica e premi
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PISTOIA. Il ballo finale è irresistibile, è difficile rimane seduti sui ritmi un po’ blues, un po’ reggae che da soli ricordano quanto è sconfinata, non solo geograficamente, l'Africa. Così dal pubblico in molti, salgono sul palco del teatro Bolognini.
D’altra parte “Connessioni Umane” è uno spettacolo interattivo e non per gli effetti speciali, ma per l’interazione vera tra pubblico e attori/musicisti, la compagnia diretta da Luciano Mocci e Anna Mascino, formata dai ragazzi richiedenti asilo accolti nei centri Cas (prima accoglienza) e Sprar (riservati ai richiedenti asilo) e Cas della provincia di Pistoia.
Sono una ventina, alcuni ballano, altri cantano e recitano in un buon italiano che si mescola all'italiano dialettale delle voci femminili. D’altra parte il tema del viaggio unisce popoli e culture e torna attraverso la storia: viaggiatori erano i pellegrini che nel Medioevo facevano tappa a Pistoia verso la Roma papale, viaggiatori sono i ragazzi che sfidano il mare e spesso la vita per cercare fortuna al di qua del Mediterraneo.
«Vivendo con noi quegli spazi, le nostre piazze, che sono i simboli delle democrazie occidentali. Per questo abbiamo scelto la cultura come mezzo di collegamento per parlare di noi a questi ragazzi che vengono da lontano» ha detto Claudio Rosati nell’introduzione alla giornata finale in cui la Capitale della Cultura 2017 si è vista raccontata e vissuta davvero “Con altri occhi”. Gli occhi dei richiedenti asilo accolti in provincia, spesso catalogati solo come numeri (122 quelli inseriti nei tre centri Sprar di Pistoia, Marliana e Società della Salute Valdinievole e intorno ai 900 nei Cas sparsi dalla montagna alla piana). Numeri che al Bolognini sono tornati ad avere un nome e una storia da raccontare.
È da qui che partono progetti come quello che ha portato alla formazione interculturale dei “Connexions band & theatre” e alla scoperta dell’arte della città che li ospita, vista appunto “Con altri occhi”. Un percorso che ha trovato nel Fregio Robbiano e nella sua evocazione plastica delle opere di misericordia che ricordano la Pistoia dei pellegrini viaggiatori della fede, il simbolo naturale del confronto tra occhi, emozioni e vite diverse. Con i viandanti di oggi che arrivano dai tanti “sud” del mondo.
Tiberio Favagrossa del Gruppo Incontro e Simona Turco, responsabile Sprar del Comune di Pistoia, consegnano gli attestati di partecipazione ai ragazzi: Tariq Aman, Precious Oroviwiroro, Rita Obasuyi, Joana Imasuen, Blessing Anjorin, Cynthia Nwoka, Vivian Umukoro, Kone Karim, Riaz Nazim, Hydara Saybo, Sowe Moussa, Assane John Coulibaly, Buba Keita, Haruna Jawo, Ebuka Kalu e Mamadou Bayo. Vengono da Nigeria, Gambia, Pakistan, Senegal e sono visibilmente emozionati, dopo aver ascoltato la carrellata di saluti istituzionali iniziati con il vicesindaco Annamaria Celesti e continuati con i rappresentanti di Confcooperative, Co&So e Società della Salute Valdinievole.
Tanti enti, tante sigle che evidenziano le “contaminazioni” anche tra realtà diverse alla base del progetto, dalle cooperative culturali (Itinera certa, Scripta Manent, San Gallo, Keras) a quelle che operano per l’accoglienza (Gli Altri, Pantagruel, Arkè, Cat e Incontro). «Ci siamo chiesti cosa rimane a questi ragazzi della nostra cultura- ha spiegato Valentina Donati di Itinera Certa- per questo dopo una fase di confronto e di racconto delle nostre vite, siamo andati a scoprire la città attraverso i suoi monumenti. Il Fregio Robbiano ci ha consentito di riflettere su temi universali come dar da mangiare agli affamati o vestire gli ignudi ma particolarmente gradita è stata la visita al museo della Fondazione Tronci perché se la cultura unisce, la musica di più». Per averne la conferma, basta aspettare che le parole finiscano e si apra il sipario. I ragazzi di Connexions colpiscono duramente quando raccontano pezzi di vita che non si fa fatica a capire siano veri e non verosimili, per poi sciogliere le emozioni in una musica dolce e struggente.
D’altra parte “Connessioni Umane” è uno spettacolo interattivo e non per gli effetti speciali, ma per l’interazione vera tra pubblico e attori/musicisti, la compagnia diretta da Luciano Mocci e Anna Mascino, formata dai ragazzi richiedenti asilo accolti nei centri Cas (prima accoglienza) e Sprar (riservati ai richiedenti asilo) e Cas della provincia di Pistoia.
Sono una ventina, alcuni ballano, altri cantano e recitano in un buon italiano che si mescola all'italiano dialettale delle voci femminili. D’altra parte il tema del viaggio unisce popoli e culture e torna attraverso la storia: viaggiatori erano i pellegrini che nel Medioevo facevano tappa a Pistoia verso la Roma papale, viaggiatori sono i ragazzi che sfidano il mare e spesso la vita per cercare fortuna al di qua del Mediterraneo.
«Vivendo con noi quegli spazi, le nostre piazze, che sono i simboli delle democrazie occidentali. Per questo abbiamo scelto la cultura come mezzo di collegamento per parlare di noi a questi ragazzi che vengono da lontano» ha detto Claudio Rosati nell’introduzione alla giornata finale in cui la Capitale della Cultura 2017 si è vista raccontata e vissuta davvero “Con altri occhi”. Gli occhi dei richiedenti asilo accolti in provincia, spesso catalogati solo come numeri (122 quelli inseriti nei tre centri Sprar di Pistoia, Marliana e Società della Salute Valdinievole e intorno ai 900 nei Cas sparsi dalla montagna alla piana). Numeri che al Bolognini sono tornati ad avere un nome e una storia da raccontare.
È da qui che partono progetti come quello che ha portato alla formazione interculturale dei “Connexions band & theatre” e alla scoperta dell’arte della città che li ospita, vista appunto “Con altri occhi”. Un percorso che ha trovato nel Fregio Robbiano e nella sua evocazione plastica delle opere di misericordia che ricordano la Pistoia dei pellegrini viaggiatori della fede, il simbolo naturale del confronto tra occhi, emozioni e vite diverse. Con i viandanti di oggi che arrivano dai tanti “sud” del mondo.
Tiberio Favagrossa del Gruppo Incontro e Simona Turco, responsabile Sprar del Comune di Pistoia, consegnano gli attestati di partecipazione ai ragazzi: Tariq Aman, Precious Oroviwiroro, Rita Obasuyi, Joana Imasuen, Blessing Anjorin, Cynthia Nwoka, Vivian Umukoro, Kone Karim, Riaz Nazim, Hydara Saybo, Sowe Moussa, Assane John Coulibaly, Buba Keita, Haruna Jawo, Ebuka Kalu e Mamadou Bayo. Vengono da Nigeria, Gambia, Pakistan, Senegal e sono visibilmente emozionati, dopo aver ascoltato la carrellata di saluti istituzionali iniziati con il vicesindaco Annamaria Celesti e continuati con i rappresentanti di Confcooperative, Co&So e Società della Salute Valdinievole.
Tanti enti, tante sigle che evidenziano le “contaminazioni” anche tra realtà diverse alla base del progetto, dalle cooperative culturali (Itinera certa, Scripta Manent, San Gallo, Keras) a quelle che operano per l’accoglienza (Gli Altri, Pantagruel, Arkè, Cat e Incontro). «Ci siamo chiesti cosa rimane a questi ragazzi della nostra cultura- ha spiegato Valentina Donati di Itinera Certa- per questo dopo una fase di confronto e di racconto delle nostre vite, siamo andati a scoprire la città attraverso i suoi monumenti. Il Fregio Robbiano ci ha consentito di riflettere su temi universali come dar da mangiare agli affamati o vestire gli ignudi ma particolarmente gradita è stata la visita al museo della Fondazione Tronci perché se la cultura unisce, la musica di più». Per averne la conferma, basta aspettare che le parole finiscano e si apra il sipario. I ragazzi di Connexions colpiscono duramente quando raccontano pezzi di vita che non si fa fatica a capire siano veri e non verosimili, per poi sciogliere le emozioni in una musica dolce e struggente.
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