La Pistoiese cerca nuovi soci
Bonechi: «Abbiamo deciso un aumento di capitale con quote da diecimila euro. Ci sono già adesioni»
PISTOIA. Di questi tempi, con società di calcio professionistico che saltano ogni estate e conti in rosso, avere nuovi soci che si affacciano all'interno di un sodalizio non è cosa di poco conto. Si tratta di persone che, magari, la domenica sono ugualmente allo stadio e che finora vivevano la Pistoiese in maniera più distaccata ma, adesso, non è così. Nel settembre scorso il presidente Orazio Ferrari aveva annunciato l'aumento di capitale sociale per aprire a nuovi soci e le risposte sono sicuramente positive. In due mesi sono già oltre 10 i soggetti entrati a far parte della Holding Arancione, la società che gestisce le finanze e controlla di fatto l'Us Pistoiese 1921: l'obiettivo è arrivare a 300.000 euro. Il 30 dicembre scadono i termini per l'aumento di capitale della Holding.
Cosa ci dice, a riguardo, il presidente di HA Andrea Bonechi che, dal momento della sua creazione nel 2009 è sempre stato al comando di questo organismo? «Questo esperimento sta andando bene visto che già più di dieci persone hanno aderito. In questo modo abbiamo riaperto ai pistoiesi la Holding Arancione che, negli ultimi anni, era rimasta più chiusa. Nello specifico si tratta di singole quote dell'1% cadauno versando 10.000 euro. L'ambizione nostra è, ovviamente, quella di arrivare in fondo raggiungendo l'obiettivo prefissato: ancora mancano quasi due mesi e vedremo quel che succederà visto che abbiamo già una lunga serie di appuntamenti per il mese di novembre».
Ci può fare qualche nome dei nuovi soci entrati nella Holding? «Fino alla chiusura dell'aumento non possiamo svelare nessun nome. Dico soltanto che si tratta di persone che hanno una credibilità all'interno della provincia di Pistoia e che trovano come motivo di orgoglio quello di impegnarsi in favore della Pistoiese. E, ovviamente, tutte persone che la domenica sono allo stadio».
La domanda che i tifosi si fanno, però, è un'altra: in genere l'aumento di capitale serve per coprire dei debiti pregressi mentre in questo caso siamo di fronte a qualcos'altro? «Con il passare degli anni cambiano i parametri da seguire e le norme sempre più restrittive (giustamente): questa mossa occorre alla Pistoiese per avere requisiti patrimoniali stabili al di là della gestione corrente che è già in equilibrio».
A questo proposito: deve essere chiuso il bilancio 2016 dell'Us. Com'è la situazione? «Come detto, il bilancio 2016 si chiuderà in equilibrio anche se ammetto che c'è stata una sofferenza maggiore rispetto ad anni precedenti però la Pistoiese si conferma società seria, che non fa il passo più lungo della gamba e che paga i giocatori e dipendenti alle scadenze prefissate».
La situazione del calcio di Serie C in Toscana è sempre preoccupante: a Pontedera la società è in vendita, ad Arezzo e Lucca la situazione non è stabile. La Pistoiese continua ad essere un'isola felice? «Lo è per merito di chi ci si impegna quotidianamente con tanta passione. E penso che potremmo avere un quadro migliore alla luce anche della crescita di spettatori, costante, che c'è stata da inizio stagione rispetto al passato».
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