Il dolore
Più telecamere per la sicurezza
Pistoia, dopo i furti, i commercianti del centro chiedono però anche maggiori passaggi delle forze dell’ordine
PISTOIA. Dopo il tris di furti, nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 ottobre, lungo le centralissime via Buozzi e via Cavour, torna in prima linea la questione telecamere, richieste a gran voce da esercenti e commercianti della zona. Gran parte del vecchio sistema di videsorveglianza, infatti, è inattivo da molto tempo, mentre il posizionamento delle nuove telecamere, ancora in corso di installazione - tra piazza del Duomo, la Sala, via degli Orafi, piazza Gavinana, via Roma, via Cino e via dell’Abbondanza - saranno attive entro dicembre 2017. Il nuovo sistema di video sorveglianza sarà anche collegato alle centrali operative di questura, carabinieri e polizia municipale. Entro febbraio 2018 l'intero sistema di videosorveglianza - esteso anche alle Fornaci, la stazione, piazza San Francesco, i parcheggi Cellini, Cavallotti e Pertini, il Giardino volante e lo stadio - sarà funzionante.
«Le telecamere sono necessarie – è il commento comune di chi lavora in centro – perché, oltre a servire da deterrente, sono importanti per contribuire alle indagini, in caso di furti». Le telecamere, però, non sono l'unica richiesta. «Servono più controlli – dicono - Polizia e carabinieri passano spesso, ma i vigili urbani non si vedono mai». A esprimere più timori per la questione sicurezza sono le attività che aprono presto al mattino, o chiudono tardi la sera, quando in giro ci sono poche persone e, complice il buio, le strade appaiono più insicure.
«La paura c'è sempre – racconta Maria Concetta Reitano del Caffè da Erica, in via Curtatone e Montanara – La mattina alle 6, quando apro il bar da sola, entro veloce e mi chiudo dentro a chiave per preparare i panini. Solo dopo apro il locale». Due anni fa il suo bar è stato vittima di un furto, ma casi di piccola criminalità sono molto più frequenti. «Venti giorni fa – prosegue la titolare – a mia figlia hanno rubato il portafoglio mentre era qui a lavoro». Timori simili sono espressi anche dalle commesse di Intimissimi, il negozio di via Buozzi a due passi da quello di Calzedonia, vittima del furto di martedì notte.
«Noi chiudiamo il negozio intorno alle 20 – racconta una giovane commessa – però poi usciamo più tardi, quando già è buio. Un po' di paura ce l'ho sempre, anche quando magari andiamo a fare dei versamenti in banca. Ci vorrebbero più controlli, sicuramente. Vedere le volanti della polizia mi dà più sicurezza. Specialmente da ora in avanti, quando il buoi arriverà sempre prima mi piacerebbe vedere maggiori passaggi di polizia e carabinieri».
«Che la situazione nelle strade sia cambiata – commenta il titolare di un bar di via Bozzi – è innegabile, anche in centro storico, e bisognerebbe che queste telecamere funzionassero davvero, sennò sono inutili. A me, per fortuna non è mai successo niente, ma a dei miei parenti che hanno una lavanderia a gettoni in via Frosini hanno svaligiato più volte le macchinette che scambiano le monete in gettoni. Certo, se poi si pensa a quello che è successo al tabaccaio di via dello Stadio (l'uomo aggredito e lievemente ferito al volto e alla mano da un ladro, intorno alle 7 di lunedì mattina – ndr) allora c'è da preoccuparsi davvero».
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