Gioco
Costretti a vivere accanto a una fogna a cielo aperto
Associazioni e residenti invocano l’intervento di Comune e Publiacqua per risolvere il problema del fosso di via Matteotti: «Ci ha risposto solo l’Arpat»
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AGLIANA. Acqua bene comune Pistoia e Legambiente Agliana uniscono le proprie voci per chiedere un intervento sul fosso di via Matteotti, ad Agliana. Una maleodorante fogna a cielo aperto che costringe a tenere le finestre chiuse e che scorre anche a fianco di un parco giochi.
«L’unica che ci ha risposto è stata l’Arpat. Ma purtroppo non è l’ente preposto a darci queste informazioni, non è suo il compito», sottolinea Rosanna Crocini del Comitato Acqua bene comune Pistoia, mostrando l’email di risposta nella quale l’Arpat informa il comitato che nel Piano stralcio deliberato dall’Autorità idrica della Toscana nel luglio 2016 si approva “il collettamento del collettore fognario che recapita nel fosso citato in oggetto, contestualmente ad altri collettori presenti in zona e alla dismissione dell’impianto di depurazione di Salceto, con un intervento di 2.900.000 euro e conclusione al 2020” e che l’Ait “ha disposto la trasmissione del provvedimento ai gestori del servizio idrico integrato al fine di dare piena attuazione agli interventi previsti”.
Secondo le due associazioni le risposte dovrebbero però venire «da Regione, Comune oppure Publiacqua, perché, se il progetto non fosse portato a termine, che cosa diciamo? Che ce lo aveva detto l’Arpat che sarebbe stato fatto?».
«Stiamo appoggiando Acqua Bene Comune per stimolare l’apparato affinché vengano fatti questi interventi – spiega Simone Bartolini di Legambiente Agliana – Publiacqua per un verso e il Comune per l’altro devono risolvere il problema. La zona è insalubre e non è in sicurezza» dice riferendosi al cattivo odore che viene dal fosso, che si trova a due passi da un’area giochi per bambini e alla sgambatura cani, senza che ci sia una minima recinzione a delimitare il fosso.
«Mia sorella ci stava finendo dentro con il cane qualche tempo fa» racconta Maria Rosa Fusca, una delle residenti. Sono una quindicina le famiglie che vivono in prossimità del fosso: «È da tempo che c’è il cattivo odore e che lo segnaliamo, solo dopo lo sversamento di gasolio se ne sono iniziati ad interessare di più».
«D’estate siamo costretti a stare a finestre chiuse a causa del cattivo odore e delle zanzare. Lo abbiamo segnalato tante volte ma non è stata fatta neppure la disinfestazione» raccontano le sorelle Francesca e Maria Rosa Fusca. «Dopo la vicenda del gasolio sono venuti e hanno anche tagliato l’erba, ma l’hanno lasciata dentro, così ha fatto da tappo» aggiunge Massimiliano Sorrento.
Adele Tasselli
«L’unica che ci ha risposto è stata l’Arpat. Ma purtroppo non è l’ente preposto a darci queste informazioni, non è suo il compito», sottolinea Rosanna Crocini del Comitato Acqua bene comune Pistoia, mostrando l’email di risposta nella quale l’Arpat informa il comitato che nel Piano stralcio deliberato dall’Autorità idrica della Toscana nel luglio 2016 si approva “il collettamento del collettore fognario che recapita nel fosso citato in oggetto, contestualmente ad altri collettori presenti in zona e alla dismissione dell’impianto di depurazione di Salceto, con un intervento di 2.900.000 euro e conclusione al 2020” e che l’Ait “ha disposto la trasmissione del provvedimento ai gestori del servizio idrico integrato al fine di dare piena attuazione agli interventi previsti”.
Secondo le due associazioni le risposte dovrebbero però venire «da Regione, Comune oppure Publiacqua, perché, se il progetto non fosse portato a termine, che cosa diciamo? Che ce lo aveva detto l’Arpat che sarebbe stato fatto?».
«Stiamo appoggiando Acqua Bene Comune per stimolare l’apparato affinché vengano fatti questi interventi – spiega Simone Bartolini di Legambiente Agliana – Publiacqua per un verso e il Comune per l’altro devono risolvere il problema. La zona è insalubre e non è in sicurezza» dice riferendosi al cattivo odore che viene dal fosso, che si trova a due passi da un’area giochi per bambini e alla sgambatura cani, senza che ci sia una minima recinzione a delimitare il fosso.
«Mia sorella ci stava finendo dentro con il cane qualche tempo fa» racconta Maria Rosa Fusca, una delle residenti. Sono una quindicina le famiglie che vivono in prossimità del fosso: «È da tempo che c’è il cattivo odore e che lo segnaliamo, solo dopo lo sversamento di gasolio se ne sono iniziati ad interessare di più».
«D’estate siamo costretti a stare a finestre chiuse a causa del cattivo odore e delle zanzare. Lo abbiamo segnalato tante volte ma non è stata fatta neppure la disinfestazione» raccontano le sorelle Francesca e Maria Rosa Fusca. «Dopo la vicenda del gasolio sono venuti e hanno anche tagliato l’erba, ma l’hanno lasciata dentro, così ha fatto da tappo» aggiunge Massimiliano Sorrento.
Adele Tasselli
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