Il Tirreno

Pistoia

Muore a 48 anni ucciso da fumo e fiamme

di Tiziana Gori
Muore a 48 anni ucciso da fumo e fiamme

Quarrata, Paolo Viliani aveva messo a cuocere le castagne in un contenitore in tetrapak. Forse stordito dalle esalazioni

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QUARRATA. Non rispondeva al telefono. Né ai genitori, dal giorno prima, né alla ex moglie che ieri mattina lo chiamava per farsi aprire la porta. Lei aveva una chiave, ma anche quella di Paolo Viliani era nella toppa. Un calcio ben assestato da parte di uno dei proprietari dello stabile ha permesso a lui e alla donna di entrare dentro.

Viliani, 48 anni, originario di Lastra a Signa ma residente da molti anni a Quarrata, giaceva supino, ormai senza vita, accanto al letto. Il corpo semicarbonizzato dalla vita in giù. Una morte terribile, provocata probabilmente dalle esalazioni di fumo. La stanza dove Viliani viveva da circa un anno è al terzo piano di un palazzo di via Roma, in pieno centro, all’angolo con piazza Risorgimento. Al piano inferiore si trova il laboratorio della gelateria Garten 3.

Da una prima ricostruzione sembra che Viliani mercoledì sera abbia acceso un braciere improvvisato per arrostire le castagne. Alquanto incautamente l’uomo aveva messo le caldarroste in un contenitore di tetrapak usato. Le esalazioni della confezione, che si è fusa, hanno impregnato tutto l’appartamento. Viliani avrebbe perso i sensi, cadendo sul fuoco, che gli ha ustionato la parte inferiore del corpo. Non si è sviluppato un incendio che ha coinvolto il letto e i mobili nella stanza. Nessuno in via Roma ha telefonato ai pompieri. Le suppellettili erano annerite, ma non bruciate. Un odore acre di fumo è sprigionato all’esterno, quando ieri mattina intorno alle dieci è stata aperta la porta d’ingresso.

In via Roma sono intervenuti il medico del 118, che ha constatato il decesso del 48enne fiorentino, i Vigili del fuoco e i carabinieri. Quelli della Stazione di Quarrata, ma anche i colleghi del Nucleo investigativo e del Norm.

I rilievi sono proseguti sino a metà pomeriggio. Della tragedia erano stati informati il magistrato di turno, il sostituto procuratore Luigi Boccia, e il medico legale, Alberto Albertacci. Non sarebbero state evidenziate responsabilità di terzi. Una morte accidentale, dunque, ma il pm ha disposto l’esame autoptico e posto l’appartamento sotto sequestro. Il corpo di Viliani è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale San Jacopo dal servizio funebre della Misericordia di Pistoia.

«L’ultima volta l’ho sentito martedì sera – racconta Corrado Gemignani, uno dei proprietari dello stabile, amico di Viliani – Stava bene, quando ho saputo che era morto ho escluso che potesse essersi tolto la vita». Aveva problemi di salute, Viliani: «Diceva di prendere 18 tipi di medicinali». Ieri mattina Gemignani ha ricevuto la telefonata del titolare del bar Rolive, in piazza della Vittoria, dove con Viliani e altri amici era solito ritrovarsi per giocare a carte. «L’ex moglie non riusciva a entrare in casa. Credo dovesse prendere i panni da lavare, ma Paolo non le rispondeva. Provava ad aprire, ma c’era l’altra chiave nella toppa. Le ho detto di sfondare». Azione messa in atto da un altro dei proprietari dello stabile, accorso in via Roma. Viliani, inoccupato da alcuni mesi, lascia due figli di 18 e 23 anni. «Voleva rimettersi in carreggiata – afferma Gemignani – Riprendere la patente dell’auto e tornare a caccia. Era un appassionato cacciatore, come tutta la sua famiglia. Fino allo scorso anno possedeva un allevamento di cani bretoni a Casini. Era un uomo generoso, un ottimo amico, con problemi che cercava di superare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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