Sicurezza
Ramini, vivai depredati e cresce il sospetto dei furti su commissione
Sono circa una decina le aziende nel mirino dei malviventi Rubate migliaia di piantine, c’è chi è arrivato a 9 denunce
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PISTOIA. Piantine sbarbate da terra e vasetteria portata via. Attrezzature, macchine agricole e diserbanti spariti. È lunga la lista dei furti nei vivai che, da qualche mese, si sono intensificati nella frazione di Ramini.
A denunciare i continui colpi, una decina di vivaisti della zona «arrivati all'esasperazione». Riuniti nei vivai Baldacci, a raccontare i colpi di cui sono rimasti vittime nel tempo, Luciano Aroni, Paolo Chiti, Stefano Agostini, Andrea Galardi, la società Tesi Roberto e i Vivai Vas Claudio. Con loro anche il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Vannelli, che ha un vivaio nella vicina frazione di Masiano.
Solo nell'ultima settimana, due i furti a danno dei Vivai Baldacci, dai cui campi sono spariti 2.000 euro di piantine di magnolia, e dei Vivai Cappellini Rossano, dove invece sono stati portati via 2.500 euro di una specie di sempreverde simile al cipresso. «Più del problema economico - spiega Romano Baldacci – quello che ci colpisce maggiormente sono i danni al terreno e all'intero sistema di produzione». Le piantine messe e dimora e poi sbarbate, infatti, sono difficilmente sostituibili. Quindi, oltre a perdere i soldi spesi per il loro acquisto e le ore di lavoro svolte, si perdono anche i ricavi derivanti dalla loro successiva vendita.
E i colpi ravvicinati demoralizzano le attività. «La questione dei furti nei vivai – aggiunge Vannelli – va a peggiorare la situazione di un settore già duramente colpito. Con la crisi che va avanti da anni, infatti, anche piccoli furti del genere rischiano di diventare problemi enormi da gestire per un'azienda».
«Qui c'è un problema di riciclaggio di piante e di furti su commissione - tuona Paolo Chiti, che nell'agosto scorso è rimasto vittima di un vero e proprio raid vandalico nel suo vivaio, con decine di lecci danneggiati e l'impianto di irrigazione distrutto – Servono più controlli e garanzie. Così non si può lavorare».
Record negativo anche per la Vivai Piante Agostini Stefano dove, nel settembre scorso sono stati portati via oltre duemila innesti. «Negli ultimi anni - spiega Agostini - ho sporto nove denunce, e solo per i furti più grossi».
A essere presi di mira, però, non sono solo i vivai. Anche i furti nelle case di Ramini sono in aumento, come spiega Luciano Aroni.
«Siamo davvero esasperati. Mi rendo conto che sia impossibile garantire controlli in tutta l'area e nei vivai, ma qualcosa dovrà pur essere fatto. Magari telecamere negli angoli delle strade, o più passaggi delle volanti in questa zona, Le persone, così, si sentono abbandonate e il rischio è che diventi il Far west, con la gente che decide di farsi giustizia da sola. E questo è inaccettabile».
Valentina Vettori
A denunciare i continui colpi, una decina di vivaisti della zona «arrivati all'esasperazione». Riuniti nei vivai Baldacci, a raccontare i colpi di cui sono rimasti vittime nel tempo, Luciano Aroni, Paolo Chiti, Stefano Agostini, Andrea Galardi, la società Tesi Roberto e i Vivai Vas Claudio. Con loro anche il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Vannelli, che ha un vivaio nella vicina frazione di Masiano.
Solo nell'ultima settimana, due i furti a danno dei Vivai Baldacci, dai cui campi sono spariti 2.000 euro di piantine di magnolia, e dei Vivai Cappellini Rossano, dove invece sono stati portati via 2.500 euro di una specie di sempreverde simile al cipresso. «Più del problema economico - spiega Romano Baldacci – quello che ci colpisce maggiormente sono i danni al terreno e all'intero sistema di produzione». Le piantine messe e dimora e poi sbarbate, infatti, sono difficilmente sostituibili. Quindi, oltre a perdere i soldi spesi per il loro acquisto e le ore di lavoro svolte, si perdono anche i ricavi derivanti dalla loro successiva vendita.
E i colpi ravvicinati demoralizzano le attività. «La questione dei furti nei vivai – aggiunge Vannelli – va a peggiorare la situazione di un settore già duramente colpito. Con la crisi che va avanti da anni, infatti, anche piccoli furti del genere rischiano di diventare problemi enormi da gestire per un'azienda».
«Qui c'è un problema di riciclaggio di piante e di furti su commissione - tuona Paolo Chiti, che nell'agosto scorso è rimasto vittima di un vero e proprio raid vandalico nel suo vivaio, con decine di lecci danneggiati e l'impianto di irrigazione distrutto – Servono più controlli e garanzie. Così non si può lavorare».
Record negativo anche per la Vivai Piante Agostini Stefano dove, nel settembre scorso sono stati portati via oltre duemila innesti. «Negli ultimi anni - spiega Agostini - ho sporto nove denunce, e solo per i furti più grossi».
A essere presi di mira, però, non sono solo i vivai. Anche i furti nelle case di Ramini sono in aumento, come spiega Luciano Aroni.
«Siamo davvero esasperati. Mi rendo conto che sia impossibile garantire controlli in tutta l'area e nei vivai, ma qualcosa dovrà pur essere fatto. Magari telecamere negli angoli delle strade, o più passaggi delle volanti in questa zona, Le persone, così, si sentono abbandonate e il rischio è che diventi il Far west, con la gente che decide di farsi giustizia da sola. E questo è inaccettabile».
Valentina Vettori
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