Attenzione
Maltrattamenti, accusate due responsabili dell’Oami
I fatti per cui il pm ha chiesto il rinvio a giudizio sono compresi tra il 2009 e il 2012 «Ospiti fatti alzare alle 4 e 30 del mattino e riscaldamenti accesi solo 4 ore al giorno»
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QUARRATA. Avevano instaurato nella comunità “un clima generalizzato di sofferenze, disagi, umiliazioni e maltrattamenti fisici”. Non collegato, afferma il sostituto procuratore Giuseppe Grieco nella richiesta di rinvio a giudizio, a “comportamenti vessatori nei confronti di determinati soggetti”. Ma in grado di creare “uno stato di sofferenza e umiliazione nella gran parte dei degenti”.
Ancora un centro che ospita anziani e portatori di handicap nel mirino della magistratura. Dopo il Maic l’Oami, particolarmente cara ai quarratini perché realizzata grazie al loro contribuito venti anni fa, nel 1997, e considerata un fiore all’occhiello nell’assistenza ai bisognosi.
È fissata al 28 novembre l’udienza preliminare in cui sarà discusso davanti al giudice Alessandro Buzzegoli l’eventuale rinvio a giudizio della ex coordinatrice del personale e della responsabile interna della Casa Famiglia Oami (Opera assistenza malati impediti) di Quarrata.
I fatti oggetto di indagine da parte della procura sarebbero avvenuti tra il 2009 e il 2012. Le due operatrici, entrambe 59enni, sono difese dall’avvocato Andrea Niccolai, del Foro di Pistoia, e dall’avvocato Nicola Ciurli, del Foro di Pisa.
Nei confronti delle due donne Grieco ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato previsto dall’articolo 572 del Codice di procedura penale (maltrattamenti in famiglia). Gli abusi nei confronti degli ospiti, messi in atto attraverso “specifiche direttive” da parte della coordinatrice del personale non sarebbero stati contrastati dalla responsabile interna. Il magistrato parla di “un deliberato astenersi”.
Condotte abituali che “rendevano consapevolmente disagevole e sofferta la permanenza all’interno della struttura”. Ospiti avrebbero riferito di episodi di umiliazione patiti da alcuni di loro. Sarebbero altresì state applicate punizioni che, secondo il magistrato, pur perseguendo un intento correttivo ed educativo, avevano “un connotato di violenza”.
Era stata instaurata una prassi, andata avanti almeno due anni, che prevedeva la sveglia dei pazienti alle 4 e 30 del mattino, “con l’obbiettivo che fossero tutti lavati prima delle 7 del mattino”. La responsabile interna avrebbe dato personalmente indicazione che il riscaldamento nella struttura dovesse essere acceso due ore la mattina e due ore la sera, con il personale che “si vedeva costretto a chiedere l’attivazione di una password dell’impianto di riscaldamento per evitarne lo spegnimento”.
«Non posso dir niente al momento - afferma il suo legale, Nicola Ciurli - se non che nell’udienza di novembre sarà discusso l’eventuale rinvio a giudizio. La mia assistita (la coordinatrice del personale, ndr) non lavora più all’Oami da alcuni anni».
Le indagini sono state lunghe e complesse. Sono partite, sembra, su richiesta dei sindacati dopo alcune segnalazioni del personale interno. Non ci sono, al momento, famiglie di ospiti dell’Oami che si sono costituiti parte civile.
L’udienza preliminare del 28 novembre sarà per gli avvocati difensori delle due 59enni il termine ultimo per chiedere il patteggiamento con sconto della pena fino a un terzo, oppure il giudizio abbreviato.
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ancora un centro che ospita anziani e portatori di handicap nel mirino della magistratura. Dopo il Maic l’Oami, particolarmente cara ai quarratini perché realizzata grazie al loro contribuito venti anni fa, nel 1997, e considerata un fiore all’occhiello nell’assistenza ai bisognosi.
È fissata al 28 novembre l’udienza preliminare in cui sarà discusso davanti al giudice Alessandro Buzzegoli l’eventuale rinvio a giudizio della ex coordinatrice del personale e della responsabile interna della Casa Famiglia Oami (Opera assistenza malati impediti) di Quarrata.
I fatti oggetto di indagine da parte della procura sarebbero avvenuti tra il 2009 e il 2012. Le due operatrici, entrambe 59enni, sono difese dall’avvocato Andrea Niccolai, del Foro di Pistoia, e dall’avvocato Nicola Ciurli, del Foro di Pisa.
Nei confronti delle due donne Grieco ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato previsto dall’articolo 572 del Codice di procedura penale (maltrattamenti in famiglia). Gli abusi nei confronti degli ospiti, messi in atto attraverso “specifiche direttive” da parte della coordinatrice del personale non sarebbero stati contrastati dalla responsabile interna. Il magistrato parla di “un deliberato astenersi”.
Condotte abituali che “rendevano consapevolmente disagevole e sofferta la permanenza all’interno della struttura”. Ospiti avrebbero riferito di episodi di umiliazione patiti da alcuni di loro. Sarebbero altresì state applicate punizioni che, secondo il magistrato, pur perseguendo un intento correttivo ed educativo, avevano “un connotato di violenza”.
Era stata instaurata una prassi, andata avanti almeno due anni, che prevedeva la sveglia dei pazienti alle 4 e 30 del mattino, “con l’obbiettivo che fossero tutti lavati prima delle 7 del mattino”. La responsabile interna avrebbe dato personalmente indicazione che il riscaldamento nella struttura dovesse essere acceso due ore la mattina e due ore la sera, con il personale che “si vedeva costretto a chiedere l’attivazione di una password dell’impianto di riscaldamento per evitarne lo spegnimento”.
«Non posso dir niente al momento - afferma il suo legale, Nicola Ciurli - se non che nell’udienza di novembre sarà discusso l’eventuale rinvio a giudizio. La mia assistita (la coordinatrice del personale, ndr) non lavora più all’Oami da alcuni anni».
Le indagini sono state lunghe e complesse. Sono partite, sembra, su richiesta dei sindacati dopo alcune segnalazioni del personale interno. Non ci sono, al momento, famiglie di ospiti dell’Oami che si sono costituiti parte civile.
L’udienza preliminare del 28 novembre sarà per gli avvocati difensori delle due 59enni il termine ultimo per chiedere il patteggiamento con sconto della pena fino a un terzo, oppure il giudizio abbreviato.
Tiziana Gori
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