Il dolore
Tomasi: no a giudizi morali sulla storia
Il sindaco ha ricordato le vittime del bombardamento alleato del 24 ottobre 1943
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PISTOIA. Furono 140 i pistoiesi che trovarono la morte sotto le bombe e altri 260 rimasero feriti nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1943, quando gli Alleati bombardarono per la prima volta la città. Ieri la città ha ricordato quella terribile data, con due distinte cerimonie.
Alla prima, nella piazzetta Giuseppe Camposampiero (dal nome del docente che trovò anch’egli la morte nel bombardamento), il sindaco Alessandro Tomasi ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che ricorda le vittime. Erano presenti anche alcune classi degli istituti Pacini e Pacinotti e del liceo classico Forteguerri, che si trovano nelle vicinanze. La seconda si è svolta a Villa Puccini, dove ci furono altre vittime civili e dove un’altra lapide ricorda l’episodio.
Parlando alla prima iniziativa, Alessandro Tomasi ha ammonito a distinguere tra storia e giudizi morali.
«Io – ha detto il sindaco, il primo di centrodestra a guidare la città dopo le elezioni di giugno – non dò un giudizio morale alla storia, la storia non si deve interpretare o tirarla per la giacchetta, va riconsegnata agli storici. Certo l’insegnamento va colto e noi tutti i giorni, nella pratica quotidiana della democrazia, con i nostri comportamenti facciamo il possibile perché non si ripetano quelle pagine buie, ma i giudizi morali vanno lasciati da parte e vanno consegnati alla storia. Oggi, con le nostre azioni, bisogna essere d’esempio».
Nel corso della cerimonia c’è stata anche l’intitolazione ufficiale a Giuseppe Camposampiero della piccola piazza che si apre lungo il corso Gramsci, che lambisce il centro storico pistoiese. Camposampiero era un professore di lettere che proprio durante quei tragici fatti sacrificò la propria vita in uno degli appartamenti affacciati sulla piazza per salvare l’anziana vicina di casa.
Alla prima, nella piazzetta Giuseppe Camposampiero (dal nome del docente che trovò anch’egli la morte nel bombardamento), il sindaco Alessandro Tomasi ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che ricorda le vittime. Erano presenti anche alcune classi degli istituti Pacini e Pacinotti e del liceo classico Forteguerri, che si trovano nelle vicinanze. La seconda si è svolta a Villa Puccini, dove ci furono altre vittime civili e dove un’altra lapide ricorda l’episodio.
Parlando alla prima iniziativa, Alessandro Tomasi ha ammonito a distinguere tra storia e giudizi morali.
«Io – ha detto il sindaco, il primo di centrodestra a guidare la città dopo le elezioni di giugno – non dò un giudizio morale alla storia, la storia non si deve interpretare o tirarla per la giacchetta, va riconsegnata agli storici. Certo l’insegnamento va colto e noi tutti i giorni, nella pratica quotidiana della democrazia, con i nostri comportamenti facciamo il possibile perché non si ripetano quelle pagine buie, ma i giudizi morali vanno lasciati da parte e vanno consegnati alla storia. Oggi, con le nostre azioni, bisogna essere d’esempio».
Nel corso della cerimonia c’è stata anche l’intitolazione ufficiale a Giuseppe Camposampiero della piccola piazza che si apre lungo il corso Gramsci, che lambisce il centro storico pistoiese. Camposampiero era un professore di lettere che proprio durante quei tragici fatti sacrificò la propria vita in uno degli appartamenti affacciati sulla piazza per salvare l’anziana vicina di casa.
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