Gioco
in 12 sotto processo
Per lo scandalo dei cimiteri sfilano i testimoni della difesa
PISTOIA. Lapidi e arredi funebri usati, riciclati e rivenduti, anche da chi di professione non faceva il marmista; salme riesumate prima del tempo, altre chiuse in sacchi e lasciate in deposito,...
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PISTOIA. Lapidi e arredi funebri usati, riciclati e rivenduti, anche da chi di professione non faceva il marmista; salme riesumate prima del tempo, altre chiuse in sacchi e lasciate in deposito, senza nulla che le potesse identificare, altre ancora ritrovate a condividere la stessa fossa. Nuova udienza ieri in tribunale del processo per lo scandalo dei cimiteri, che vede sotto accusa 12 persone, fra operatori cimiteriali, artigiani, un ispettore comunale e un assistente della polizia municipale. I capi di imputazione sono 41, con reati che vanno dalla soppressione e distruzione di cadavere al peculato, dalla violazione di sepolcro all’abuso d’ufficio, dall’omessa denuncia al falso. Ieri sono stati ascoltati nuovi testimoni delle difese, fra cui l’ex architetto del Comune di Pistoia Francesco Bragagnolo, chiamato a spiegare quella che era la prassi relativa alle lapidi e agli arredi funebri delle tombe interessati dalle riesumazioni (che alcuni imputati sono accusati di aver riciclato): in pratica era tutto di proprietà dei familiari del defunto; ma se, dopo l’avvertimento scritto ricevuto dal Comune questi non comunicavano cosa volevano fare dei resti delle sepolture, questi venivano mandati in discarica.
Prossima udienza, il 12 dicembre.
Prossima udienza, il 12 dicembre.
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