Il Tirreno

Pistoia

Tabaccaio rapinato con il coltello alla gola

di Tommaso Artioli
Tabaccaio rapinato con il coltello alla gola

Momenti di paura in via dello Stadio. «Ho cercato di allontanare la lama e mi ha ferito alla guancia e a un dito»

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PISTOIA. Aveva da poco aperto e tolto l’incasso dal distributore automatico di sigarette quando è stato sorpreso alle spalle da un uomo armato di coltello che voleva il contenuto della cassa. Erano all’incirca le sette di ieri mattina. Gian Pietro Ciuti, titolare della Tabaccheria cartoleria Pistoiese di via dello Stadio, in un primo momento ha cercato di reagire, di allontanare quella lama dal suo collo, restando però ferito a un dito e ad una guancia. Quindi si è visto così costretto a consegnare l’incasso: circa 1. 000 euro che il rapinatore ha infilato assieme a una ventina di pacchetti di sigarette nel sacco per la raccolta differenziata della carta che aveva con sé.

Una rapina consumata in pochi ma intensi istanti: quelli trascorsi dal momento in cui il titolare si è visto puntare contro il coltello da quell’uomo incappucciato e con il volto coperto da una sciarpa a quello in cui il rapinatore, «alto almeno 1,85 e che parlava italiano senza accenti dialettali», è fuggito a piedi verso via dei Macelli. A quel punto Ciuti ha chiamato il 113.

È stato proprio l’arrivo sul posto della Volante della polizia e di un’ambulanza della Croce verde a richiamare l’attenzione delle titolari del bar vicino, che si sono precipitate nella tabaccheria. All’interno dell’esercizio, sangue sul pavimento, sul bancone, sulla fotocopiatrice. Per fortuna, però, Ciuti stava bene, tant’è che ha voluto farsi medicare sul posto, senza essere trasportato al pronto soccorso.

«Ero qui che stavo sistemando alcune cose – racconta il titolare della tabaccheria – quando sono stato afferrato alle spalle da quest’uomo molto alto che mi ha puntato il coltello. Mi ha chiesto i soldi della cassa; voleva anche il portafogli e il cellulare, ma gli ho detto che non li avevo con me. Ho provato a fargli allontanare la lama che mi stava puntando in faccia ed è stato in quel momento che sono stato ferito alla guancia e al dito. Poi sono andato alla cassa, l’ho aperta e gli ho consegnato 1.000 euro. Dopo ha arraffato qualche pacchetto di sigarette e se n’è andato a piedi».

Una dinamica che Ciuti ricostruisce con lucidità.

«Non ho mai pensato che potesse finire male – spiega – forse non ho nemmeno avuto il tempo di pensarci, ma gli ho subito fatto capire che gli avrei dato i soldi. Passato il momento, mi sento tranquillo. Adesso vado avanti».

Gian Pietro Ciuti ha rilevato la tabaccheria di via dello Stadio 4 anni fa. «Non erano mai capitato qualcosa del genere – prosegue – e per me questa resta una zona tranquilla».

Negli ultimi giorni, il commerciante aveva notato una presenza insolita nei paraggi del negozio. «Sabato – ricorda – ho visto sia all’apertura che alla chiusura un uomo con una felpa col cappuccio, che, a distanza di ore, rimaneva fuori ad osservare l’entrata della tabaccheria. Era piuttosto alto, come quello che mi ha rapinato».

Tra le prime ad entrare nell’esercizio subito dopo la rapina, le due titolari del vicino Banga Bar, Gaia Bottari ed Elisa Lottini. «Quando ho visto arrivare la Polizia e l’ambulanza – dice Gaia – sono andata in tabaccheria: dentro c’erano macchie di sangue dappertutto perché Gian Pietro si era ferito per spostare il coltello che il rapinatore gli aveva appoggiato al volto. Purtroppo questa zona sta diventando problematica. Nella tabaccheria i ladri erano entrati di notte qualche anno fa, prima che la rilevasse Gian Pietro. Pochi mesi fa, invece, c’è stata una serie di furti nelle cantine del condominio dall’altra parte della strada, dove sono poi state installate delle telecamere per la videosorveglianza. In generale, da quando è stato chiuso il pallone per il pattinaggio tra lo stadio e il parco della Rana, la sera la zona è malfrequentata».

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