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camera di commercio
Uniser sia cinghia di trasmissione fra università e tessuto economico
PISTOIA. L’Uniser dovrà fungere da cinghia di trasmissione tra mondo accademico e della ricerca e tessuto socio-economico locale, ma su basi nuove. A sostenerlo, la Camera di commercio, che...
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PISTOIA. L’Uniser dovrà fungere da cinghia di trasmissione tra mondo accademico e della ricerca e tessuto socio-economico locale, ma su basi nuove. A sostenerlo, la Camera di commercio, che interviene nel dibattito sul futuro della società dopo che alcune realtà importanti, come il Comune di Pistoia e l’Università di Firenze, hanno deliberato l’uscita dalla compagine sociale in applicazione del decreto in materia di partecipate pubbliche.
«La Camera di Commercio, come altri enti pubblici, già in occasione della precedente revisione delle proprie partecipate si era trovata costretta ad uscire dalla società in quanto non più “indispensabile” al raggiungimento dei propri fini istituzionali: concetto non introdotto bensì solo ribadito con ancora maggior rigore dal citato Decreto 175/2016. Già allora, peraltro, la Camera auspicava un rinnovato ruolo di Uniser quale luogo di incontro tra formazione e ricerca che tenesse conto, prioritariamente, delle esigenze del sistema imprenditoriale al fine di svolgere a pieno il ruolo per il quale la società era stata costituita, ovvero quello di fungere da cinghia di trasmissione tra mondo accademico e della ricerca e tessuto socio-economico locale».
Questo auspicio la Camera di commercio lo rinnova oggi, visto che viene ribadito l’obbligo per le autonomie locali di fare un passo indietro «in applicazione di una legislazione per certi versi condivisibile nei fini ma non sempre nei metodi». E non può che valutare positivamente la proposta del presidente di Uniser, Alessandro Pagnini, di puntare su didattica e ricerca «purché ciò avvenga nel senso auspicato alcuni giorni fa dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha invitato le categorie economiche a farsi avanti per delineare assieme un progetto di rilancio di Uniser che risponda alle esigenze effettive del territorio e che non potrà che passare da un nuovo sistema di governance in cui l’iniziativa privata è chiamata a sostituirsi a quella pubblica».
In conclusione, per la Camera di commercio appare doveroso sottolineare che non vi è alcun accanimento da parte sua nei confronti di Uniser, «ma solo l’obbligo, per un ente che gestisce risorse pubbliche, di tutelare dette risorse mettendo in campo tutte le azioni previste dall’ordinamento – senza alcuna discrezionalità – pena l’assunzione di pesanti responsabilità di natura amministrativa e contabile».
«La Camera di Commercio, come altri enti pubblici, già in occasione della precedente revisione delle proprie partecipate si era trovata costretta ad uscire dalla società in quanto non più “indispensabile” al raggiungimento dei propri fini istituzionali: concetto non introdotto bensì solo ribadito con ancora maggior rigore dal citato Decreto 175/2016. Già allora, peraltro, la Camera auspicava un rinnovato ruolo di Uniser quale luogo di incontro tra formazione e ricerca che tenesse conto, prioritariamente, delle esigenze del sistema imprenditoriale al fine di svolgere a pieno il ruolo per il quale la società era stata costituita, ovvero quello di fungere da cinghia di trasmissione tra mondo accademico e della ricerca e tessuto socio-economico locale».
Questo auspicio la Camera di commercio lo rinnova oggi, visto che viene ribadito l’obbligo per le autonomie locali di fare un passo indietro «in applicazione di una legislazione per certi versi condivisibile nei fini ma non sempre nei metodi». E non può che valutare positivamente la proposta del presidente di Uniser, Alessandro Pagnini, di puntare su didattica e ricerca «purché ciò avvenga nel senso auspicato alcuni giorni fa dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha invitato le categorie economiche a farsi avanti per delineare assieme un progetto di rilancio di Uniser che risponda alle esigenze effettive del territorio e che non potrà che passare da un nuovo sistema di governance in cui l’iniziativa privata è chiamata a sostituirsi a quella pubblica».
In conclusione, per la Camera di commercio appare doveroso sottolineare che non vi è alcun accanimento da parte sua nei confronti di Uniser, «ma solo l’obbligo, per un ente che gestisce risorse pubbliche, di tutelare dette risorse mettendo in campo tutte le azioni previste dall’ordinamento – senza alcuna discrezionalità – pena l’assunzione di pesanti responsabilità di natura amministrativa e contabile».
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