Toscana
il personaggio
Alessio “l’amico del giaguaro” dallo Zoo di Pistoia a RaiUno
PISTOIA. Una giornata particolare quella trascorsa a Roma dal pistoiese Alessio Polletti che lunedì è stato uno personaggi da identificare durante la trasmissione “I soliti Ignoti”. Di San Pierino...
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PISTOIA. Una giornata particolare quella trascorsa a Roma dal pistoiese Alessio Polletti che lunedì è stato uno personaggi da identificare durante la trasmissione “I soliti Ignoti”.
Di San Pierino Casa al Vescovo, 38 anni, Polletti è keeper e capo squadra al Giardino zoologico di Pistoia. È anche istruttore di arti marziali miste al Centro Arti Fisiche ma per mezza Italia è semplicemente “Alessio di Pistoia: l’amico del giaguaro”.
Un appellativo che ha incuriosito tanti italiani sintonizzati su RaiUno che si sono domandati se il grosso felino vivesse con lui – lo stesso Amadeus, conduttore del programma, lo ha chiesto al “nostro” ignoto – ma per un pistoiese è stato facile supporre che Polletti fosse legato al Giardino zoologico dove lavora da 18 anni, occupandosi di grossi felini. Tra questi c’è Gulliver, giaguaro nato qui a Pistoia: “L’ho tenuto in braccio da cucciolo” racconta.
Ma come ha fatto Polletti ad approdare al mitico Teatro delle Vittorie?
«È stata la Rai a contattarmi, tramite una mia amica che aveva già partecipato alla trasmissione come addestratrice di barbagianni – spiega – ora stavano cercavano l’amico del giaguaro».
Prima di andare a Roma, è stato intervistato telefonicamente: «Mi hanno chiesto tantissime informazioni, anche personali, perché tutto può essere utile per i vari indizi che vengono forniti al concorrente». Che deve indovinare il lavoro di 8 ignoti, basandosi sull’aspetto esteriore e su qualche criptica informazione.
La registrazione della puntata è stata fatta una settimana prima della sua messa in onda e martedì 10 Polletti è partito in treno per Roma: «Ci sono stato una giornata intera. Tutto è stato organizzato e spesato dalla Rai, che mi ha retribuito per la giornata. Sono arrivato nella capitale intorno alle 10 e c’era un autista ad aspettarmi alla stazione».
Le ore che precedono il ciak non sono vuote: «Ti fanno firmare i documenti per la privacy e l’impegnativa a non divulgare nulla prima che la puntata vada in onda. Poi decidono se cambiarti l’abbigliamento, come è avvenuto nel mio caso, perché hanno preferito che mettessi una loro camicia per farmi apparire come l’uomo muscoloso».
Un capo a quadretti con le maniche arricciate e “l’amico del giaguaro” era pronto. Seguono le prove dei microfoni, quelle davanti alle telecamere («ti spiegano cosa dire e come»), il pranzo consumato al piano camerini.
Le riprese effettive durano un’ora e sono iniziate alle 15: «Il concorrente e Amadeus li vedi solamente durante lo svolgimento del gioco». E il conduttore è proprio come si vede alla tv, assicura Polletti: «simpatico e alla mano».
«Sono rientrato a Pistoia verso le 7 di sera – conclude – è stata un’esperienza positiva, fuori dagli schemi. Per me, che faccio anche teatro per passione, non è stato un problema stare davanti alla telecamera».
Adele Tasselli
Di San Pierino Casa al Vescovo, 38 anni, Polletti è keeper e capo squadra al Giardino zoologico di Pistoia. È anche istruttore di arti marziali miste al Centro Arti Fisiche ma per mezza Italia è semplicemente “Alessio di Pistoia: l’amico del giaguaro”.
Un appellativo che ha incuriosito tanti italiani sintonizzati su RaiUno che si sono domandati se il grosso felino vivesse con lui – lo stesso Amadeus, conduttore del programma, lo ha chiesto al “nostro” ignoto – ma per un pistoiese è stato facile supporre che Polletti fosse legato al Giardino zoologico dove lavora da 18 anni, occupandosi di grossi felini. Tra questi c’è Gulliver, giaguaro nato qui a Pistoia: “L’ho tenuto in braccio da cucciolo” racconta.
Ma come ha fatto Polletti ad approdare al mitico Teatro delle Vittorie?
«È stata la Rai a contattarmi, tramite una mia amica che aveva già partecipato alla trasmissione come addestratrice di barbagianni – spiega – ora stavano cercavano l’amico del giaguaro».
Prima di andare a Roma, è stato intervistato telefonicamente: «Mi hanno chiesto tantissime informazioni, anche personali, perché tutto può essere utile per i vari indizi che vengono forniti al concorrente». Che deve indovinare il lavoro di 8 ignoti, basandosi sull’aspetto esteriore e su qualche criptica informazione.
La registrazione della puntata è stata fatta una settimana prima della sua messa in onda e martedì 10 Polletti è partito in treno per Roma: «Ci sono stato una giornata intera. Tutto è stato organizzato e spesato dalla Rai, che mi ha retribuito per la giornata. Sono arrivato nella capitale intorno alle 10 e c’era un autista ad aspettarmi alla stazione».
Le ore che precedono il ciak non sono vuote: «Ti fanno firmare i documenti per la privacy e l’impegnativa a non divulgare nulla prima che la puntata vada in onda. Poi decidono se cambiarti l’abbigliamento, come è avvenuto nel mio caso, perché hanno preferito che mettessi una loro camicia per farmi apparire come l’uomo muscoloso».
Un capo a quadretti con le maniche arricciate e “l’amico del giaguaro” era pronto. Seguono le prove dei microfoni, quelle davanti alle telecamere («ti spiegano cosa dire e come»), il pranzo consumato al piano camerini.
Le riprese effettive durano un’ora e sono iniziate alle 15: «Il concorrente e Amadeus li vedi solamente durante lo svolgimento del gioco». E il conduttore è proprio come si vede alla tv, assicura Polletti: «simpatico e alla mano».
«Sono rientrato a Pistoia verso le 7 di sera – conclude – è stata un’esperienza positiva, fuori dagli schemi. Per me, che faccio anche teatro per passione, non è stato un problema stare davanti alla telecamera».
Adele Tasselli
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