Gioco
Controlli antisismici solo in 5 scuole su 54, l’allarme in consiglio
Almeno la metà degli edifici non desterebbe preoccupazioni ma tra quelli verificati, due (Cino e Frosini) sono stati chiusi
PISTOIA. Gli edfici del Comune destinati ad ospitare scuole a Pistoia sono in tutto 54. Di questi, solo 5 sono stati sottoposti ad un approfondito controllo sulla vulnerabilità sismica e sulle condizioni di staticità. E in due casi (prefabbricato della Cino da Pistoia, scuola elementare Frosini) i controlli hanno portato alla chiusura dell’edificio. Per il resto, su altre tre scuole la verifica è in corso o in via di progettazione. Poi c’è un congruo numero di edifici realizzati dopo il 1982, quindi in regola con i moderni criteri antisismici. Resta grosso modo la metà degli spazi scolastici di proprietà del Comune, che sono stati realizzati oltre trent’anni fa e che non hanno mai subito una verifica antisismica: complessivamente si tratta di 360.000 metri cubi di edifici scolastici, per i quali sarebbe necessario spendere circa 900.000 euro per effettuare i necessari controlli.
Questo il quadro, tutt’altro che rassicurante, fornito ieri in consiglio comunale dall’assessore alla pubblica istruzione Alessandra Frosini, chiamata a rispondere a una interpellanza urgente del capogruppo di Pistoia sorride Alessandro Cenerini, che chiedeva di conoscere lo stato di attuazione delle verifiche antisismiche, quelle rese obbligatorie da un’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri del 2003, che dopo numerose proroghe è scaduta nel 2013.
Gli edifici effettivamente controllati sono, come detto, 5: si tratta del prefabbricato della scuola media Cino da Pistoia, della scuola elementare Frosini, delle scuole materne La Girandola e La Balena e del Melograno. Il prefabbricato della Cino è stato dichiarato inagibile tre anni fa, la Frosini quest’estate. E mentre sulla seconda il Comune sta lavorando per effettuare la progettazione degli interventi necessari alla messa a norma, sul fronte della Cino non ci sono novità. Peraltro sia gli studenti della prima che della seconda hanno trovato ospitalità temporanea nell’edificio della scuola Roncalli, al Bastione Thyrion.
Alla scuola d’infanzia Balena si effettueranno opere strutturali per 135.000 euro, grazie ad un finanziamento della Fondazione Caripit, l’appalto dovrebbe essere pronto entro il 2018. Alla scuola Girandola, come sanno bene le famiglie, i lavori sono in corso e al Melograno l’asilo è ok mentre restano da completare gli interventi sulla materna.
Il Comune ha poi in corso una verifica al nido Il Mulino e presto ne scatterà un’altra alla scuola Raffaello con la collaborazione dell’Università di Firenze e il contributo della Fondazione.
Ma a parte questo, la maggior parte del lavoro rimane da fare. Non è affatto una situazione ottimale, e lo stesso assessore non l’ha nascosto, sottolineando che «vista la complessità del quadro, occorrerà programmare gli interventi in più anni, in modo da avere un miglioramento rispetto al lavoro di chi ci ha preceduto». Le priorità della amministrazione saranno gli edifici più vecchi, quelli con maggiore presenza contemporanea di persone e quelli con problemi particolari.
In sede di replica, il consigliere comunale Cenerini ha condiviso la preoccupazione ma ha anche reclamato per la «mancanza di chiarezza» della risposta dell’assessore, che impedisce ad esempio di avere un riferimento preciso della situazione scuola per scuola. «Nessuno vi accusa di ritardi, sappiamo che questi sono colpa del passato, ma vorremmo sapere a che punto siamo oggi».
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