Sicurezza
Mungai, attacco frontale a Lunardi
L’ex sindaco Pd: dalla villa di Montaletto venduta alla discarica del Cassero, infrante le promesse elettorali
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SERRAVALLE. La rivalutazione di 14 schede disposta il 4 ottobre dal Tar che potrebbe mettere in discussione il risultato elettorale di giugno; la critica alle prime scelte operate dall’amministrazione Lunardi; il lavoro fatto nella passata legislatura e la vicenda giudiziaria sulla gestione in project financing dei campi da tennis di Casalguidi.
Abbraccia passato e presente, l’offensiva a tutto campo di Patrizio Mungai, ex sindaco Pd di Serravalle, oggi alla guida del gruppo di opposizione di centrosinistra in consiglio comunale. Uno sguardo critico ai primi mesi di governo del sindaco in carica Piero Lunardi, che con la lista Uniti per Serravalle è uscito vincitore per 5 voti (2. 247 contro 2. 242) dalle urne la sera dello scorso 11 giugno, ribaltando equilibri consolidati da decenni. «Il nostro ricorso per il riconteggio delle schede, parzialmente accolto da Tar, – spiega – era fondato e per quanto riguarda la parte non accolta ci riserviamo eventuali altre azioni perché siamo convinti delle nostre ragioni. Indipendentemente da come si concluderà questa vicenda, riconosciamo la sconfitta politica ed è chiaro che c’è un problema nel rapporto con i nostri elettori, che va recuperato».
Scelte in contrasto con la campagna elettorale. «C’è grande incoerenza tra le promesse della campagna elettorale e quello che invece è stato fatto dopo le elezioni. Avevano detto che la villa di Montaletto non andava venduta, ma a due mesi dalle elezioni hanno deciso di venderla; dopo avermi criticato per 5 anni per la mia scelta di avere una figura che facesse da portavoce, hanno assunto due persone per svolgere le funzioni di addetto stampa e portavoce. Hanno ripetuto che avrebbero chiuso per sempre la discarica Cassero, per il momento fermata dalla magistratura, senza sapere che un sindaco da solo non può decidere di chiudere l’impianto; nonostante abbiano sempre detto di voler fermare la discarica, hanno messo a bilancio del Comune per gli ultimi due mesi dell’anno gli introiti derivanti dal Cassero. C’è discrasia tra la campagna elettorale e l’azione amministrativa».
Il raddoppio ferroviario. «I lavori per il raddoppio a Serravalle sono partiti bene. Ci siamo mossi prima che iniziassero per ridurre i disagi per i cittadini. Ora che governano loro va tutto bene, mentre quando c’eravamo noi andava tutto male: la verità è che le cose vanno bene ora e a andavano bene prima, nonostante in campagna elettorale parlassero del raddoppio come di una sciagura».
I fondi sbloccati. «Avevamo ottenuto di poter spendere entro la fine di quest’anno 550. 000 euro fuori dal patto di stabilità. Volevamo destinarli ad interventi come le asfaltature e la sostituzione dei lampioni. Adesso devono decidere come spenderli entro l’anno per non perdere questa opportunità».
Project financing. Mungai parla anche della richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio formulata per lui, per i membri della sua giunta e i consiglieri di maggioranza (ad eccezione di uno) della passata legislatura per il project financing nella gestione dei campi da tennis di Casalguidi. «Ci sentiamo sereni – ricorda – ed abbiamo fiducia nella magistratura. Pensiamo di aver agito nell’interesse collettivo e non c’è nulla nella decisione di concedere la proroga al gestore degli impianti che abbia portato vantaggi personali a qualcuno di noi».
Tommaso Artioli
Abbraccia passato e presente, l’offensiva a tutto campo di Patrizio Mungai, ex sindaco Pd di Serravalle, oggi alla guida del gruppo di opposizione di centrosinistra in consiglio comunale. Uno sguardo critico ai primi mesi di governo del sindaco in carica Piero Lunardi, che con la lista Uniti per Serravalle è uscito vincitore per 5 voti (2. 247 contro 2. 242) dalle urne la sera dello scorso 11 giugno, ribaltando equilibri consolidati da decenni. «Il nostro ricorso per il riconteggio delle schede, parzialmente accolto da Tar, – spiega – era fondato e per quanto riguarda la parte non accolta ci riserviamo eventuali altre azioni perché siamo convinti delle nostre ragioni. Indipendentemente da come si concluderà questa vicenda, riconosciamo la sconfitta politica ed è chiaro che c’è un problema nel rapporto con i nostri elettori, che va recuperato».
Scelte in contrasto con la campagna elettorale. «C’è grande incoerenza tra le promesse della campagna elettorale e quello che invece è stato fatto dopo le elezioni. Avevano detto che la villa di Montaletto non andava venduta, ma a due mesi dalle elezioni hanno deciso di venderla; dopo avermi criticato per 5 anni per la mia scelta di avere una figura che facesse da portavoce, hanno assunto due persone per svolgere le funzioni di addetto stampa e portavoce. Hanno ripetuto che avrebbero chiuso per sempre la discarica Cassero, per il momento fermata dalla magistratura, senza sapere che un sindaco da solo non può decidere di chiudere l’impianto; nonostante abbiano sempre detto di voler fermare la discarica, hanno messo a bilancio del Comune per gli ultimi due mesi dell’anno gli introiti derivanti dal Cassero. C’è discrasia tra la campagna elettorale e l’azione amministrativa».
Il raddoppio ferroviario. «I lavori per il raddoppio a Serravalle sono partiti bene. Ci siamo mossi prima che iniziassero per ridurre i disagi per i cittadini. Ora che governano loro va tutto bene, mentre quando c’eravamo noi andava tutto male: la verità è che le cose vanno bene ora e a andavano bene prima, nonostante in campagna elettorale parlassero del raddoppio come di una sciagura».
I fondi sbloccati. «Avevamo ottenuto di poter spendere entro la fine di quest’anno 550. 000 euro fuori dal patto di stabilità. Volevamo destinarli ad interventi come le asfaltature e la sostituzione dei lampioni. Adesso devono decidere come spenderli entro l’anno per non perdere questa opportunità».
Project financing. Mungai parla anche della richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio formulata per lui, per i membri della sua giunta e i consiglieri di maggioranza (ad eccezione di uno) della passata legislatura per il project financing nella gestione dei campi da tennis di Casalguidi. «Ci sentiamo sereni – ricorda – ed abbiamo fiducia nella magistratura. Pensiamo di aver agito nell’interesse collettivo e non c’è nulla nella decisione di concedere la proroga al gestore degli impianti che abbia portato vantaggi personali a qualcuno di noi».
Tommaso Artioli
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