Il Tirreno

Pistoia

Demolizioni al Ceppo, si parte davvero

di Fabio Calamati
L’ex ospedale del Ceppo: al centro della foto la piastra chirurgica, destinata ad essere demolita (foto Gori)
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L’ex ospedale del Ceppo: al centro della foto la piastra chirurgica, destinata ad essere demolita (foto Gori)

Pistoia, i tecnici dell’Asl puntano ad aprire il cantiere attorno al 24 ottobre. Contatti Comune-Regione per ridiscutere gli accordi

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PISTOIA. Dureranno ancora per poco la quiete e il silenzio nell’area dell’ex ospedale del Ceppo, chiusa dal 2013. I tecnici dell’Asl Toscana Centro si sono infatti segnati una data con il pennarello rosso nel calendario: 24 ottobre. Quel giorno dovrebbe iniziare l’allestimento del cantiere per la demolizione di 5.000 metri quadri di edifici, primo e indispensabile passo per la riqualificazione della zona. Il condizionale è d’obbligo, visto che – rispetto alle prime previsioni – l’apertura del cantiere è in ritardo di un anno circa. Ma questa dovrebbe essere davvero la volta buona.

In base all’accordo di programma siglato tra Comune e Regione ai primi di maggio, la demolizione, del costo di quasi 4 milioni di euro, la pagherà la Regione e durerà un anno e mezzo. Prenderà di mira soprattutto l’area centrale del vecchio ospedale: al posto della piastra chirurgica, ad esempio, sarà lasciata una grande piazza, attorno alla quale sorgeranno edifici per ac cogliere abitazioni e uffici: il cuore del nuovo quartiere.

Sul fronte di viale Matteotti resteranno le funzioni sanitarie e l’Asl realizzerà anzi una Casa della salute con uffici, sportelli, laboratori e ambulatori. Sul fronte opposto, gli edfici storici dell’ospedale del Ceppo (già, in larga parte, recuperati) ospiteranno il museo dei ferri chirurgici (già pronto), un moderno Urban center (centro di documentazione e informazione sulla storia della città) e altri spazi museali. Nel mezzo, il grande padiglione Cassa di risparmio, originariamente destinato ad accogliere gli uffici comunali ma possibile futura sede degli uffici giudiziari pistoiesi, secondo una proposta sulla quale il Ministero della giustizia da un anno a questa parte non ha ancora detto la sua.

Per far nascere tutto questo ovviamente bisognerà cominciare demolendo gli edifici non ricompresi nello schema di riqualificazione. L’Asl ha affidato a maggio i lavori all’associazione temporanea di imprese guidata dalla Del Debbio spa di Lucca e composta anche da Baldassarri impianti elettrici di Capannori e Gruppo Sei srl di Camaiore. Da maggio ad oggi sono stati soprattutto passaggi burocratici e contrattempi formali a congelare l’operazione. Ma nelle settimane scorse anche la commissione edilizia del Comune ha alzato disco verde, pur prescrivendo molte cautele soprattutto riguardo al rumore e alla polvere che inevitabilmente il cantiere produrrà in dosi massicce.

Dove invece l’attuale amministrazione vede dei problemi è nell’assetto generale dell’operazione definita dall’Accordo di programma. Il centrodestra non ha mai fatto mistero di essere poco convinto della fattibilità dell’operazione e ora che è al governo della città, intende misurare piste alternative. Per questo sindaco e assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi ai primi della prossima settimana avranno più di un incontro con l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. «Gli aspetti da verificare – spiega lo stesso Capecchi – sono diversi. Tra Ceppo e ville Sbertoli l’accordo prevede che l’Asl, vendendo gli edifici nuovi o ristrutturati (alle villa Sbertoli è prevista la realizzazione di 50 alloggi, ndr) realizzi un utile di 18 milioni che pare difficilmente concretizzabile alle attuali tendenze di mercato. Una parte di questi soldi dovrebbe servire per realizzare la Casa della salute, ma si rischiano tempi lunghissimi. Infine, anche la ristrutturazione del padiglione Cassa di risparmio appare oggi assai più oneroso di quello che sembrava. Insomma, quell’Accordo va rimesso in discussione».

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