Gioco
Il compleanno del Pd
Trallori fiducioso: «Tesserati in crescita»
di Pasquale Petrella
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Il brindisi alla Caffetteria Marini per i 10 anni del Pd (Foto Gori)Il segretario provinciale: dopo il ko a Pistoia ho pensato di lasciare ma poi in tanti mi hanno dato fiducia. Ora pronti a nuove sfide»
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PISTOIA. La delicata partita da giocare per le amministrative di Pescia e per il dopo Galligani a Ponte Buggianese. Ridare centralità ai circoli quali «hub sui territori per raccogliere le voci dei cittadini per arricchire la proposta di governo», apertura verso l’esterno, non solo nel centrosinistra «ma anche verso tutti coloro che vorranno dare una mano». Nessun tabù in eventuali collaborazioni fra pubblico e privato nel campo del welfare, dello sviluppo culturale ed economico. E poi l’elaborzione programmatica per disegnare il volto della Pistoia del futuro e che «dovrà presentare concretamente soluzioni a temi irrisolti e fondamentali dei prossimi anni: dall’area dell’ex Breda incompiuta, dallo sviluppo nella zona di Pistoia Sud, alle urgenze connesse con l’impiantistica sportiva». Sono tanti i temi che in una manciata di minuti Riccardo Trallori snocciola come segretario provinciale del Partito democratico uscente e unico candidato per ricoprire lo stesso ruolo, in occasione della festa per i dieci anni del Partito democratico. E’ in pratica un piccolo resoconto di quanto illustrerà probabilmente il giorno del congresso che lo porterà ad essere riconfermato nel ruolo di segretario provinciale di un Partito democratico che a Pistoia ha molto su cui riflettere e Trallori lo sa benissimo. Come lo sanno i parlamentari Caterina Bini ed Edoardo Fanucci, i consiglieri regionali Massimo Baldi e Marco Niccolai che sono accanto a lui assieme al candidato unitario per la segreteria comunale del Pd di Pistoia, Maurizio Bozzaotre.
«Il partito democratico è un partito che sa accettare le sfide e sa anche vincerle come ha dimostrato in passato - dice Trallori - Certo abbiamo perso Pistoia, Serravalle e Abetone, e non siamo riusciti a riconquistare Marliana. Saranno questi i punti di partenza per fare squadra e creare proposte convincenti sui territori».
Poi non evita di rispondere anche sulle polemiche che hanno fatto seguito alla sua candidatura unitaria per il ruolo di segretario provinciale così come per quello comunale. «Intanto vorrei dire che all’indomani della sconfitta elettorale a Pistoia ho seriamente pensato di dare le dimissioni - conferma Trallori - Ho riflettuto a lungo su cosa serve al partito e cosa serve a me. Io potevo anche farmi da parte, il partito va avanti anche senza Trallori mi sono detto. C’è stato un dibattito anche dai toni accesi ma alla fine il congresso mi ha ridato fiducia, e sono pronto pe rle nuove sfide».
«La mancanza di primarie? Io, in passato, le ho sempre sostenute. Sono uno strumento importante ma non possono essere la soluzione di tutti i mali. Credo che negli ultimi tempi in alcuni casi si sia fatto un uso sbagliato delle primarie destinandole a una guerra fra bande - dice Trallori - Sono le sezioni e i circoli che dovrebbero servire per il dibattito e lo scontro, le primarie invece dovrebbero servire solo per arricchire il dibattito e non per acuire le divergenze. Oggi il partito presenta candidature unitarie ai congressi e credo che sia una cosa giusta». Infine un dato sul numero dei tesserati, «Cominciando dal 2008 si può notare che siamo in crescita. Il 2007, l’anno della fondazione, ha una storia a sè che non può essere un punto di riferimetno»
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il partito democratico è un partito che sa accettare le sfide e sa anche vincerle come ha dimostrato in passato - dice Trallori - Certo abbiamo perso Pistoia, Serravalle e Abetone, e non siamo riusciti a riconquistare Marliana. Saranno questi i punti di partenza per fare squadra e creare proposte convincenti sui territori».
Poi non evita di rispondere anche sulle polemiche che hanno fatto seguito alla sua candidatura unitaria per il ruolo di segretario provinciale così come per quello comunale. «Intanto vorrei dire che all’indomani della sconfitta elettorale a Pistoia ho seriamente pensato di dare le dimissioni - conferma Trallori - Ho riflettuto a lungo su cosa serve al partito e cosa serve a me. Io potevo anche farmi da parte, il partito va avanti anche senza Trallori mi sono detto. C’è stato un dibattito anche dai toni accesi ma alla fine il congresso mi ha ridato fiducia, e sono pronto pe rle nuove sfide».
«La mancanza di primarie? Io, in passato, le ho sempre sostenute. Sono uno strumento importante ma non possono essere la soluzione di tutti i mali. Credo che negli ultimi tempi in alcuni casi si sia fatto un uso sbagliato delle primarie destinandole a una guerra fra bande - dice Trallori - Sono le sezioni e i circoli che dovrebbero servire per il dibattito e lo scontro, le primarie invece dovrebbero servire solo per arricchire il dibattito e non per acuire le divergenze. Oggi il partito presenta candidature unitarie ai congressi e credo che sia una cosa giusta». Infine un dato sul numero dei tesserati, «Cominciando dal 2008 si può notare che siamo in crescita. Il 2007, l’anno della fondazione, ha una storia a sè che non può essere un punto di riferimetno»
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