Il Tirreno

Pistoia

Nuovo stop per il processo bis sull’ammanco in Comunità montana

L’avvocata Pamela Bonaiuti insieme al suo assistito Giuliano Sichi (foto Gori)
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L’avvocata Pamela Bonaiuti insieme al suo assistito Giuliano Sichi (foto Gori)

Pistoia. dopo tre anni di false partenze il difensore di Sichi chiede la riunione con il procedimento principale: testimoni in comune a rischio genuinità

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PISTOIA. Prima l’accorpamento con l’altro processo già in corso sul maxi-ammanco in Comunità montana, che vede sul banco degli imputati l’ex economo Giuliano Sichi. Poi il trasferimento di uno dei giudici, l’attesa per trovare il sostituto, la presa d’atto che quest’ultimo non sarebbe stato compatibile con gli imputati del nuovo filone dell’inchiesta, in cui sono imputati dirigenti, revisori dei conti e lo stesso Sichi. E, di conseguenza, la decisione di separare nuovamente i due procedimenti. Altri mesi di attesa, e finalmente ecco un giudice che può far parte del collegio del processo bis. Se non fosse che, il giorno dell’udienza, viene annunciato il suo imminente trasferimento. Nuovo rinvio. La ricerca riprende e del collegio entra a far parte un giudice onorario. E ieri, dopo tre anni di false partenze, la prima udienza dibattimentale. Sembra filare tutto liscio, parla la prima testimone, poi, prendendo spunto da questa deposizione, uno degli avvocati difensori presenza un’istanza: chiede nuovamente la riunione dei due processi. E il collegio congela tutto, rimettendo gli atti al presidente del Tribunale affinché decida.

Insomma, un processo che non riesce a partire quello che vede sotto accusa Rosa Apolito, ex segretario generale e dirigente generale dell’area amministrativa della disciolta Comunità montana, e Roberto Fedeli, a capo dell’ufficio tecnico urbanistico; Antonella Giovannetti, revisore dei conti dal 2000 al 2006, e Alessandro Michelotti, revisore dei conti dal 2006 al 2011 (la posizione di quest’ultimo, accusato anche di abuso d’ufficio, è più delicata rispetto a quella della collega). Tutti loro, non adempiendo all’obbligo imposto loro dalla legge e dal regolamento della Comunità montana di controllare l’operato del Sichi, avrebbero consapevolmente accettato il rischio che l’ex economo e responsabile del servizio finanziario potesse commettere i reati per i quali è imputato nell’altro processo. E a giudizio per abuso d’ufficio, per aver liquidato a Michelotti, per tre anni consecutivi, fatture assai maggiori di quelle spettanti, in questo secondo processo c’è anche lo stesso Giuliano Sichi: secondo la procura, negli anni 2008, 2009 e 2010, aveva fatto percepire al revisore una somma maggiore rispetto a quella stabilita nella delibera di nomina.

A presentare ieri l’istanza di riunione, due giorni dopo l’udienza dell’altro processo in cui il suo assistito aveva fatto una lunga deposizione, l’avvocata di Sichi, Pamela Bonaiuti. Richiesta avanzata sì in base all’articolo 12 del codice di procedura penale (in quanto si tratta di procedimenti che riguardano fatti tra di loro connessi), ma soprattutto perché molti testimoni sono comuni ai due procedimenti: già chiamati a rispondere alle domande di accusa e difesa in uno dei due processi, potrebbero essere oggettivamente ancora “genuini”, non influenzati, quando poi dovranno testimoniare nell’altro? (m.d.)

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