allarme dopo L’inchiesta de le iene in campania
L’Avis rassicura: «A Pistoia donazioni secondo le regole»
PISTOIA. Nessun rischio, da noi le regole vengono rispettate, sempre: a rassicurare i cittadini è l’Avis di Pistoia, all’indomani della bufera scatenata dalla trasmissione Le Iene sulla presunta...
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PISTOIA. Nessun rischio, da noi le regole vengono rispettate, sempre: a rassicurare i cittadini è l’Avis di Pistoia, all’indomani della bufera scatenata dalla trasmissione Le Iene sulla presunta gestione irregolare della raccolta di sangue in Campania.
«In Toscana sono anni che non vengono più utilizzate le autoemoteche, cioè i mezzi con i quali si raggiungevano paesi e piccole frazioni e gestite in proprio dalle associazioni – spiega Igli Zannerini, presidente Avis Pistoia – A Pistoia, in particolare, la raccolta viene effettuati nel centro apposito di via del Ceppo, accreditato Asl, dal 1995, anno in cui è stato posto fine al mercato del sangue. L’Avis è solo un intermediario, si occupa di divulgare informazioni e chiamare i donatori al bisogno, tutto il resto lo fa l’Asl. Nel centro trasfusionale di via del Ceppo operano medici, infermieri e dipendenti dell’Asl».
A nessun donatore è permesso donare fin dalla prima volta: viene prima visitato e sottoposto ad un semplice prelievo e potrà effettuare la prima donazione solo dopo aver ricevuto l’idoneità. «Il nostro è un lavoro serio ed altamente scrupoloso. Chi dona lo fa con carta d'identità e tessera sanitaria alla mano – continua Zannerini – Al donatore che si reca in paesi a rischio, per esempio, è vietato effettuare una donazione per i successivi 6 mesi. L’Avis organizza la chiamata, in base alle scadenze, ai quasi 3.000 donatori che abbiamo nel comune di Pistoia, quasi 9.000 nell’intera provincia. Tutto questo per evitare esuberi e carenze, dato che il sangue, pur conservato in frigoemoteca, è utilizzabile solo entro 42 giorni. La programmazione è dunque lo strumento migliore per rispondere ai bisogni».
«Operiamo in trasparenza assoluta, nessun rapporto diretto tra donazione e trasfusione, tutto passa dall’Asl – aggiunge Alessandro Pratesi, dell’Avis Pistoia – I donatori in genere rispondono alle chiamate, sono disponibili. I periodi peggiori sono la fine di agosto e gennaio, per il periodo delle influenze, ma a Pistoia e nell’intera provincia la situazione è buona».
«Abbiamo l’obbligo di verificare la corretta gestione della contabilità e di assicurare la trasparenza – spiega Tiberio Fedi, presidente dei sindaci revisori – Facciamo controlli ogni tre mesi, partecipiamo alle assemblee, c’è un tesoriere particolarmente scrupoloso. Le attività sono svolte in modo regolare e trasparente».
Alessandra Tuci
«In Toscana sono anni che non vengono più utilizzate le autoemoteche, cioè i mezzi con i quali si raggiungevano paesi e piccole frazioni e gestite in proprio dalle associazioni – spiega Igli Zannerini, presidente Avis Pistoia – A Pistoia, in particolare, la raccolta viene effettuati nel centro apposito di via del Ceppo, accreditato Asl, dal 1995, anno in cui è stato posto fine al mercato del sangue. L’Avis è solo un intermediario, si occupa di divulgare informazioni e chiamare i donatori al bisogno, tutto il resto lo fa l’Asl. Nel centro trasfusionale di via del Ceppo operano medici, infermieri e dipendenti dell’Asl».
A nessun donatore è permesso donare fin dalla prima volta: viene prima visitato e sottoposto ad un semplice prelievo e potrà effettuare la prima donazione solo dopo aver ricevuto l’idoneità. «Il nostro è un lavoro serio ed altamente scrupoloso. Chi dona lo fa con carta d'identità e tessera sanitaria alla mano – continua Zannerini – Al donatore che si reca in paesi a rischio, per esempio, è vietato effettuare una donazione per i successivi 6 mesi. L’Avis organizza la chiamata, in base alle scadenze, ai quasi 3.000 donatori che abbiamo nel comune di Pistoia, quasi 9.000 nell’intera provincia. Tutto questo per evitare esuberi e carenze, dato che il sangue, pur conservato in frigoemoteca, è utilizzabile solo entro 42 giorni. La programmazione è dunque lo strumento migliore per rispondere ai bisogni».
«Operiamo in trasparenza assoluta, nessun rapporto diretto tra donazione e trasfusione, tutto passa dall’Asl – aggiunge Alessandro Pratesi, dell’Avis Pistoia – I donatori in genere rispondono alle chiamate, sono disponibili. I periodi peggiori sono la fine di agosto e gennaio, per il periodo delle influenze, ma a Pistoia e nell’intera provincia la situazione è buona».
«Abbiamo l’obbligo di verificare la corretta gestione della contabilità e di assicurare la trasparenza – spiega Tiberio Fedi, presidente dei sindaci revisori – Facciamo controlli ogni tre mesi, partecipiamo alle assemblee, c’è un tesoriere particolarmente scrupoloso. Le attività sono svolte in modo regolare e trasparente».
Alessandra Tuci
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