La protesta
Tennis Casalguidi, abbreviato per tre
Abuso d’ufficio: la scelta dei tecnici del Comune e del rappresentante della società di gestione
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PISTOIA. Si dividono i destini degli imputati per la vicenda della gestione in project financing dei campi da tennis di Casalguidi. Il sindaco di Serravalle dell’epoca (giugno 2013) Patrizio Mungai, i suoi assessori e tutti i consiglieri comunali di maggioranza (meno uno, assente) potrebbero essere rinviati a giudizio dal Gup di Pistoia Maria Elena Mele, con l’accusa di abuso d’ufficio. Questa, infatti, la richiesta formulata nei loro confronti dal pm Fabio Di Vizio.
I due tecnici dell’amministrazione comunale serravallina, vale a dire la dirigente Federica Simoni, dirigente dell’area finanziaria e il funzionario dell’unità acquisti Claudio Occupati, hanno invece scelto di essere sottoposti a giudizio abbreviato, insieme al legale rappresentante della società Tennis Club Casalguidi Paolo Franchi. Per loro il pm Di Vizio ha già chiesto una pena di un anno. Sarà quindi il Gup a pronunciare sentenza, sugli atti attualmente a disposizione e con pene ridotte di un terzo.
Infine, per il segretario generale del Comune Fernando Francione è stata avanzata la richiesta di proscioglimento.
Le richieste sono state tutte avanzate nell’udienza di ieri davanti al Gup Maria Elena Mele. Dopo il pm Di Vizio, hanno preso la parola i difensori degli imputati. È stata già fissata una nuova udienza, il 13 dicembre, per la replica del pm e le eventuali controrepliche dei difensori. Poi la parola passerà finalmente al giudice.
L’indagine venne alla luce nel settembre 2015, quando gli investigatori erano al lavoro già da mesi, in seguito alla formalizzazione agli imputati della richiesta di proroga delle indagini, che si sono poi chiuse nell’aprile successivo.
In sostanza, tecnici e amministratori del Comune di Serravalle sono accusati di aver illecitamente favorito la società Tennis Club Casalguidi (il cui rappresentante, come detto, è anch’egli coinvolto) nel rinnovo della concessione della gestione - in project financing - per dieci anni dei campi da tennis di Casalguidi, gestione che durava dal 2001. L’intesa prevedeva che la società , in cambio di alcuni contributi, svolgesse dei lavori di manutenzione. E proprio i ritardi nell’effettuazione di questi ultimi, insieme a problemi nella documentazione, suscitarono la forte opposizione dei gruppi di minoranza, che misero poi nero su bianco i loro sospetti. Da quelle denunce sono nate una inchiesta della magistratura contabile (che ha poi archiviato il caso) e una inchiesta penale, che adesso – come detto – è arrivata all’udienza preliminare.
I due tecnici dell’amministrazione comunale serravallina, vale a dire la dirigente Federica Simoni, dirigente dell’area finanziaria e il funzionario dell’unità acquisti Claudio Occupati, hanno invece scelto di essere sottoposti a giudizio abbreviato, insieme al legale rappresentante della società Tennis Club Casalguidi Paolo Franchi. Per loro il pm Di Vizio ha già chiesto una pena di un anno. Sarà quindi il Gup a pronunciare sentenza, sugli atti attualmente a disposizione e con pene ridotte di un terzo.
Infine, per il segretario generale del Comune Fernando Francione è stata avanzata la richiesta di proscioglimento.
Le richieste sono state tutte avanzate nell’udienza di ieri davanti al Gup Maria Elena Mele. Dopo il pm Di Vizio, hanno preso la parola i difensori degli imputati. È stata già fissata una nuova udienza, il 13 dicembre, per la replica del pm e le eventuali controrepliche dei difensori. Poi la parola passerà finalmente al giudice.
L’indagine venne alla luce nel settembre 2015, quando gli investigatori erano al lavoro già da mesi, in seguito alla formalizzazione agli imputati della richiesta di proroga delle indagini, che si sono poi chiuse nell’aprile successivo.
In sostanza, tecnici e amministratori del Comune di Serravalle sono accusati di aver illecitamente favorito la società Tennis Club Casalguidi (il cui rappresentante, come detto, è anch’egli coinvolto) nel rinnovo della concessione della gestione - in project financing - per dieci anni dei campi da tennis di Casalguidi, gestione che durava dal 2001. L’intesa prevedeva che la società , in cambio di alcuni contributi, svolgesse dei lavori di manutenzione. E proprio i ritardi nell’effettuazione di questi ultimi, insieme a problemi nella documentazione, suscitarono la forte opposizione dei gruppi di minoranza, che misero poi nero su bianco i loro sospetti. Da quelle denunce sono nate una inchiesta della magistratura contabile (che ha poi archiviato il caso) e una inchiesta penale, che adesso – come detto – è arrivata all’udienza preliminare.
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