Lutto
«Tomasi, una luna di miele grazie al buon governo Pd»
di Tommaso Artioli
Il segretario Pd Trallori sul debutto al governo del sindaco di centrodestra «Riaprire San Vitale non basta, lo aspettiamo sulle strategie per la città»
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PISTOIA. «Tomasi sta beneficiando dei conti risanati dall'amministrazione Bertinelli e agendo nel solco dei progetti avviati da chi l'ha preceduto. La vera sfida è la visione strategica di città, per ora assente, che la sua amministrazione proporrà per il futuro: il Partito democratico, su questo, lo aspetterà al varco». Il segretario provinciale del Pd pistoiese e consigliere comunale di maggioranza nello scorso mandato, Riccardo Trallori, interpellato dal Tirreno, risponde al sindaco Alessandro Tomasi, primo esponente di centrodestra a governare la città nel dopoguerra, nell’ intervista sul “Tirreno”.
Cosa pensa Trallori, unico candidato alla guida del Pd provinciale nel congresso in programma dal 12 al 22 ottobre, sui primi cento giorni di Tomasi?
«È estremamente complesso dare oggi un giudizio sull’amministrazione in carica: dopo soli cento giorni non sarebbe serio. Va detto che il sindaco Tomasi si è trovato una situazione di bilancio rosea grazie lavoro della giunta precedente. Nei giorni scorsi, ad esempio, ha potuto inaugurare dei nuovi autobus del Copit. Ma senza il risanamento aziendale portato avanti con l’amministrazione Bertinelli non sarebbe stato possibile oggi rinnovare il parco mezzi. Un risultato di cui va dato atto anche al presidente di Copit Antonio Di Zanni e di fronte al quale Tomasi dovrebbe riconoscere che il lavoro dell'amministrazione precedente ha portato benefici».
Per quanto riguarda Pistoia Capitale italiana della cultura? «Credo che la giunta Tomasi e lui per primo non possano dire nulla. Quando si sono insediati hanno trovato una situazione più che rosea: un progetto per Pistoia Capitale avviato e i conti pubblici risanati dalla precedente amministrazione. Riconosco che nel mandato scorso a mancare è stata la relazione con la città e il saper coinvolgere pienamente le sue varie componenti anche e non solo per Pistoia Capitale. Una carenza che abbiamo scontato».
Ma il futuro, come si presenta per il sindaco e la sua maggioranza?
«La vera sfida, adesso, è capire la visione strategica di città che ha la destra per i prossimi anni. Noi, come Pd e gruppo di opposizione a Palazzo di Giano, su questo aspetteremo Tomasi al varco. Registriamo come l’amministrazione, portando a termine progetti già avviati, in questi primi mesi si stia muovendo su molti fronti nel solco del lavoro fatto da chi ha governato prima. Se si tratta solo di migliorare la relazione con le persone e aprire il varco di San Vitale, ci sfugge però il senso di una visione strategica della città».
Tomasi ha criticato l’atteggiamento avuto dal Pd sulla vicenda di don Biancalani, il sacerdote attaccato dalla destra per la sua accoglienza dei migranti.
«Di fronte agli inaccettabili attacchi di Forza Nuova, come Pd abbiamo reagito per dare un segnale di civiltà rispetto a un approccio culturale e politico che non può esistere nel campo del confronto democratico. Non è accettabile che venga insultato un prete perché si occupa di aiutare i migranti. Il fatto che il sindaco Tomasi abbia aspettato 72 ore per prendere posizione, mi sembra che dia il senso di un intervento debole e in ritardo. Doveva dare una risposta come massima autorità civile, non limitandosi a nascondersi dietro le parole del vescovo Tardelli. Ho l’impressione che su questioni delicate come questa Tomasi cerchi sempre di non intervenire. Da esponente di destra che si rifà ai principi democratici, il sindaco dovrebbe dire che certe cose non sono accettabili».
Cosa pensa Trallori, unico candidato alla guida del Pd provinciale nel congresso in programma dal 12 al 22 ottobre, sui primi cento giorni di Tomasi?
«È estremamente complesso dare oggi un giudizio sull’amministrazione in carica: dopo soli cento giorni non sarebbe serio. Va detto che il sindaco Tomasi si è trovato una situazione di bilancio rosea grazie lavoro della giunta precedente. Nei giorni scorsi, ad esempio, ha potuto inaugurare dei nuovi autobus del Copit. Ma senza il risanamento aziendale portato avanti con l’amministrazione Bertinelli non sarebbe stato possibile oggi rinnovare il parco mezzi. Un risultato di cui va dato atto anche al presidente di Copit Antonio Di Zanni e di fronte al quale Tomasi dovrebbe riconoscere che il lavoro dell'amministrazione precedente ha portato benefici».
Per quanto riguarda Pistoia Capitale italiana della cultura? «Credo che la giunta Tomasi e lui per primo non possano dire nulla. Quando si sono insediati hanno trovato una situazione più che rosea: un progetto per Pistoia Capitale avviato e i conti pubblici risanati dalla precedente amministrazione. Riconosco che nel mandato scorso a mancare è stata la relazione con la città e il saper coinvolgere pienamente le sue varie componenti anche e non solo per Pistoia Capitale. Una carenza che abbiamo scontato».
Ma il futuro, come si presenta per il sindaco e la sua maggioranza?
«La vera sfida, adesso, è capire la visione strategica di città che ha la destra per i prossimi anni. Noi, come Pd e gruppo di opposizione a Palazzo di Giano, su questo aspetteremo Tomasi al varco. Registriamo come l’amministrazione, portando a termine progetti già avviati, in questi primi mesi si stia muovendo su molti fronti nel solco del lavoro fatto da chi ha governato prima. Se si tratta solo di migliorare la relazione con le persone e aprire il varco di San Vitale, ci sfugge però il senso di una visione strategica della città».
Tomasi ha criticato l’atteggiamento avuto dal Pd sulla vicenda di don Biancalani, il sacerdote attaccato dalla destra per la sua accoglienza dei migranti.
«Di fronte agli inaccettabili attacchi di Forza Nuova, come Pd abbiamo reagito per dare un segnale di civiltà rispetto a un approccio culturale e politico che non può esistere nel campo del confronto democratico. Non è accettabile che venga insultato un prete perché si occupa di aiutare i migranti. Il fatto che il sindaco Tomasi abbia aspettato 72 ore per prendere posizione, mi sembra che dia il senso di un intervento debole e in ritardo. Doveva dare una risposta come massima autorità civile, non limitandosi a nascondersi dietro le parole del vescovo Tardelli. Ho l’impressione che su questioni delicate come questa Tomasi cerchi sempre di non intervenire. Da esponente di destra che si rifà ai principi democratici, il sindaco dovrebbe dire che certe cose non sono accettabili».
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