La manifestazione
Dynamo Camp, c’è la Fondazione Olivetti
di Carlo Bardini
Alla prima giornata dell’Open Day presentato l’accordo per nuovi corsi di filantropia d’impresa e impresa sociale
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LIMESTRE. Dynamo Academy e Fondazione Adriano Olivetti unite per l’organizzazione di nuovi corsi di alta formazione in cui si imparerà a fare impresa sociale e filantropia di impresa.
È questa una delle novità per il 2018 su cui scommette Vincenzo Manes, fondatore di Dynamo Camp e presidente dell’omonima Fondazione, che ha annunciato l’accordo nel corso della prima giornata dell’annuale Open Day alla struttura di Limestre. Giornata, quella di ieri, solo per invitati, e che tra sostenitori, volontari e altri soggetti ha raggiunto quota 1.500 presenze (oggi, dalle 10,30, il campo sarà aperto a tutta la popolazione).
Manes ha voluto anche sottolineare, e lo ha fatto più volte quasi fosse il fil rouge della giornata, che Dynamo Camp è un “bene comune”. Convinto che «l’interesse per il bene comune faccia stare bene tutti. Un concetto che ho applicato a Dynamo, caratterizzato da generosità, impegno, responsabilità, lavoro, cultura, normalità e felicità». In sostanza, portare benessere non solo a coloro che sono coinvolti ma a tutta la comunità.
Proprio in questa ottica si inserisce la novità dei corsi di alta formazione previsti dal 2018 in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti, due realtà no profit. I partecipanti arriveranno da tutta Italia. I corsi – durata, 10 giorni – saranno tre ad Ivrea, per imparare e sviluppare l’ispirazione di Olivetti, e i restanti a Limestre.
Ma quello di quest’anno è stato un open day davvero emozionante. Al di là di tante parole e numeri (1.300 bambini accolti nel 2017, affetti da 65 diverse patologie, 171 addetti al progetto, di cui 54 dipendenti, 848 volontari e 4,7 milioni di euro che si prevede vengano raccolti entro fine anno) il vero significato di Dynamo Camp lo hanno portato Tommaso e Marcos, che grazie al soggiorno a Limestre, sono riusciti a far crescere la propria autostima e si sono aperti caratterialmente.
Tommaso dando anche la dimostrazione sul palco ballando l’hip-pop assieme ad una platea che si è alzata in piedi. Marcos riuscendo a girare un cortometraggio con Amanda Sandrelli dal titolo “Due come noi”, che lo staff di Dynamo vuole far partecipare ad un festival. Con gesti, racconti e tanta emozione trasmesse dai protagonisti, sono emersi il vero scopo e l’obiettivo di Dynamo Camp.
Altre novità per il prossimo anno le ha accennate Serena Porcari, amministratore delegato, nella sua carrellata di presentazione. Nel 2018 la realtà limestrina cercherà di portare da 95 a 100 i bambini per settimana nelle sessioni estive. «Siamo arrivati al limite fisico di ospitalità – ha detto – e stiamo valutando come ottimizzare gli spazi esistenti, ma anche, pur se a lungo termine, costruire nuove strutture o adottare altre soluzioni».
E poi l’idea di far coltivare un orto ai bambini ospiti. «Il terreno lo abbiamo già preparato – spiega Vito, che fa parte dello staff – e pensiamo che a primavera sarà tutto pronto. L’idea è quella di occupare i nostri ospiti anche in questa attività per poi utilizzare i prodotti sia direttamente che o lavorandoli, ma sempre per uso interno».
Un’altra novità, il “salvadynaio”. «Chiunque – spiega Serena Porcari – lo potrà richiedere. Sono veri e propri salvadanai, ma lo scopo principale non sarà quello riempirli di soldi ma di farci conoscere. Colui che lo prenderà stimolerà gli altri a fare delle donazioni ma anche a venire a conoscerci».
Ed infine l’istituzione di un numero verde (800-526272), il cambiamento del logo – non più “A place in Italy” bensì “Right to happiness”, cioè diritto alla felicità.
È questa una delle novità per il 2018 su cui scommette Vincenzo Manes, fondatore di Dynamo Camp e presidente dell’omonima Fondazione, che ha annunciato l’accordo nel corso della prima giornata dell’annuale Open Day alla struttura di Limestre. Giornata, quella di ieri, solo per invitati, e che tra sostenitori, volontari e altri soggetti ha raggiunto quota 1.500 presenze (oggi, dalle 10,30, il campo sarà aperto a tutta la popolazione).
Manes ha voluto anche sottolineare, e lo ha fatto più volte quasi fosse il fil rouge della giornata, che Dynamo Camp è un “bene comune”. Convinto che «l’interesse per il bene comune faccia stare bene tutti. Un concetto che ho applicato a Dynamo, caratterizzato da generosità, impegno, responsabilità, lavoro, cultura, normalità e felicità». In sostanza, portare benessere non solo a coloro che sono coinvolti ma a tutta la comunità.
Proprio in questa ottica si inserisce la novità dei corsi di alta formazione previsti dal 2018 in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti, due realtà no profit. I partecipanti arriveranno da tutta Italia. I corsi – durata, 10 giorni – saranno tre ad Ivrea, per imparare e sviluppare l’ispirazione di Olivetti, e i restanti a Limestre.
Ma quello di quest’anno è stato un open day davvero emozionante. Al di là di tante parole e numeri (1.300 bambini accolti nel 2017, affetti da 65 diverse patologie, 171 addetti al progetto, di cui 54 dipendenti, 848 volontari e 4,7 milioni di euro che si prevede vengano raccolti entro fine anno) il vero significato di Dynamo Camp lo hanno portato Tommaso e Marcos, che grazie al soggiorno a Limestre, sono riusciti a far crescere la propria autostima e si sono aperti caratterialmente.
Tommaso dando anche la dimostrazione sul palco ballando l’hip-pop assieme ad una platea che si è alzata in piedi. Marcos riuscendo a girare un cortometraggio con Amanda Sandrelli dal titolo “Due come noi”, che lo staff di Dynamo vuole far partecipare ad un festival. Con gesti, racconti e tanta emozione trasmesse dai protagonisti, sono emersi il vero scopo e l’obiettivo di Dynamo Camp.
Altre novità per il prossimo anno le ha accennate Serena Porcari, amministratore delegato, nella sua carrellata di presentazione. Nel 2018 la realtà limestrina cercherà di portare da 95 a 100 i bambini per settimana nelle sessioni estive. «Siamo arrivati al limite fisico di ospitalità – ha detto – e stiamo valutando come ottimizzare gli spazi esistenti, ma anche, pur se a lungo termine, costruire nuove strutture o adottare altre soluzioni».
E poi l’idea di far coltivare un orto ai bambini ospiti. «Il terreno lo abbiamo già preparato – spiega Vito, che fa parte dello staff – e pensiamo che a primavera sarà tutto pronto. L’idea è quella di occupare i nostri ospiti anche in questa attività per poi utilizzare i prodotti sia direttamente che o lavorandoli, ma sempre per uso interno».
Un’altra novità, il “salvadynaio”. «Chiunque – spiega Serena Porcari – lo potrà richiedere. Sono veri e propri salvadanai, ma lo scopo principale non sarà quello riempirli di soldi ma di farci conoscere. Colui che lo prenderà stimolerà gli altri a fare delle donazioni ma anche a venire a conoscerci».
Ed infine l’istituzione di un numero verde (800-526272), il cambiamento del logo – non più “A place in Italy” bensì “Right to happiness”, cioè diritto alla felicità.
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