Sicurezza
verso il congresso
Marco Frediani dice addio al Pd
L’ex segretario del circolo Centro storico: «No a candidature uniche»
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PISTOIA. Il Pd di Pistoia perde pezzi a pochi giorni dal congresso provinciale. A lasciare il partito è stato ieri l’ex segretario del circolo del Centro Storico, Marco Frediani, che si era dimesso dalla carica all’indomani della sconfitta alle amministrativelo scorso giugno.
«Caro piddì – scrive Frediani su Fb – la mia avventura finisce qui! Senza troppi gesti eclatanti tipo tagli di tessere o improbabili digiuni, molto semplicemente non parteciperò a un congresso fatto di candidature che a me appaiono più “uniche” che “unitarie” e dove tutto è comunque già deciso. Non ne capisco il senso. Mi fa naturalmente piacere che a Pistoia si siano create le condizioni, dopo una sconfitta storica, affinché non si litighi più su tutto e su tutti. Ma le domande per me restano aperte: come ci siamo arrivati? Davvero si è riflettuto fino in fondo su quanto è successo a Pistoia? A me non sembra. E chi è arrivato alle scelte sui nomi? Mi si dice che è un accordo tra “aree”. Bene. Aree, correnti, fazioni, poco importa. E i circoli? E gli iscritti? E i cittadini? Non essendo stato minimamente coinvolto in queste scelte capisco che è arrivato davvero il momento di mettersi da una parte. Evidentemente nel Pd non c’è spazio per chi non ragiona in termini di schieramento a prescindere». (t.a.)
«Caro piddì – scrive Frediani su Fb – la mia avventura finisce qui! Senza troppi gesti eclatanti tipo tagli di tessere o improbabili digiuni, molto semplicemente non parteciperò a un congresso fatto di candidature che a me appaiono più “uniche” che “unitarie” e dove tutto è comunque già deciso. Non ne capisco il senso. Mi fa naturalmente piacere che a Pistoia si siano create le condizioni, dopo una sconfitta storica, affinché non si litighi più su tutto e su tutti. Ma le domande per me restano aperte: come ci siamo arrivati? Davvero si è riflettuto fino in fondo su quanto è successo a Pistoia? A me non sembra. E chi è arrivato alle scelte sui nomi? Mi si dice che è un accordo tra “aree”. Bene. Aree, correnti, fazioni, poco importa. E i circoli? E gli iscritti? E i cittadini? Non essendo stato minimamente coinvolto in queste scelte capisco che è arrivato davvero il momento di mettersi da una parte. Evidentemente nel Pd non c’è spazio per chi non ragiona in termini di schieramento a prescindere». (t.a.)
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