Attenzione
discarica del cassero
Nuova richiesta di dissequestro
Di fronte al tribunale del riesame l’appello di Pistoiambiente
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CASALGUIDI. Nuovamente davanti ai giudici la vicenda del sequestro della discarica del Cassero. Pistoiambiente, la società proprietaria dell’impianto, ha infatti presentato ricorso al tribunale del riesame contro il no della procura all’ultima istanza di dissequestro avanzata.
Questa mattina, nell’aula collegiale di piazza del Duomo, sarà l’avvocato Giovanni Vasoin De Prosperi, del foro di Padova, a sostenere le ragioni della società, mentre gli avvocati Andrea Niccolai e Fabio Celli si occuperanno di difendere nel procedimento penale i due indagati, il presidente dell’azienda, Alfio Fedi, e il direttore tecnico dell’impianto, Michele Menichetti, a cui il pm Luigi Boccia contesta di aver consentito che in discarica finissero rifiuti con concentrazioni di idrocarburi pesanti notevoli, o con polveri di alluminio (che al contatto con l’acqua generano gas altamente infiammabili) che, per legge e in base all’autorizzazione ambientale, non avrebbero dovuto essere accolti.
Così come aveva già fatto il Tribunale del riesame, il primo settembre scorso la gip di Pistoia Maria Elena Mele aveva rigettato un’altra istanza di dissequestro della discarica, la cui attività è stata bloccata su richiesta della procura il 4 marzo scorso, nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo il rogo divampato il 4 luglio precedente.
Entro ottobre la questione sarà affrontata anche dalla Corte di cassazione. Probabile però un rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea per chiedere chiarimenti sulla compatibilità della normativa comunitaria con quella italiana sul tema della caratterizzazione dei rifiuti.
Questa mattina, nell’aula collegiale di piazza del Duomo, sarà l’avvocato Giovanni Vasoin De Prosperi, del foro di Padova, a sostenere le ragioni della società, mentre gli avvocati Andrea Niccolai e Fabio Celli si occuperanno di difendere nel procedimento penale i due indagati, il presidente dell’azienda, Alfio Fedi, e il direttore tecnico dell’impianto, Michele Menichetti, a cui il pm Luigi Boccia contesta di aver consentito che in discarica finissero rifiuti con concentrazioni di idrocarburi pesanti notevoli, o con polveri di alluminio (che al contatto con l’acqua generano gas altamente infiammabili) che, per legge e in base all’autorizzazione ambientale, non avrebbero dovuto essere accolti.
Così come aveva già fatto il Tribunale del riesame, il primo settembre scorso la gip di Pistoia Maria Elena Mele aveva rigettato un’altra istanza di dissequestro della discarica, la cui attività è stata bloccata su richiesta della procura il 4 marzo scorso, nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo il rogo divampato il 4 luglio precedente.
Entro ottobre la questione sarà affrontata anche dalla Corte di cassazione. Probabile però un rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea per chiedere chiarimenti sulla compatibilità della normativa comunitaria con quella italiana sul tema della caratterizzazione dei rifiuti.
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