Il Tirreno

Pistoia

«La Capitale? Sfruttata male»

di Alessandro Gasperini

Periferie, sicurezza, decoro gli obiettivi del sindaco Alessandro Tomasi

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PISTOIA. I 100 giorni? Non vedeva l’ora che arrivassero per... metterseli alle spalle. Così il sindaco Alessandro Tomasi si è sottoposto pazientemente al “rito” della politica e del giornalismo, che convenzionalmente sceglie questa cifra tonda (che scade oggi) per fare il primo “tagliando” a un nuovo amministratore, o governante. Per il primo rappresentante di centrodestra dal dopoguerra sulla poltrona più alta di Palazzo di Giano i fatidici 100 giorni, infatti, sono trascorsi più o meno come quelli cantati da Caterina Caselli negli anni’60: “un abbraccio, cento abbracci”, ma soprattutto “un girotondo che abbraccia il mondo”. «Finora ci siamo trovati impegnati molto per dare attuazione, magari cambiandoli un po’ quando possibile, ai progetti della passata amministrazione – riflette Tomasi – ed è giusto che sia così, gli impegni presi dall’ente prescindono da chi è subentrato poi alla guida. Non vedo l’ora però che si inizi a dare forma a quelli che sono i nostri progetti, pensati da noi».

Sente che la famosa “luna di miele” dei cittadini con un nuovo sindaco sia ancora presente?

«Sì, finora è così. Lo sento. Ma sinceramente io voglio rispondere di quello che dipende da me, in positivo e in negativo. E allora vi dico questo, così lo stampate sul giornale e rimane: quello che sarà fatto bene alla fine del mandato, sarà merito della squadra; viceversa, gli errori e gli sbagli saranno colpa mia. Io ho fatto il consigliere comunale d’opposizione e so anche perdere. Mi è capitato di vincere e farò di tutto per essere riconfermato, ma se così non sarà, non ne farò una tragedia. La vera rivoluzione culturale è l’alternanza».

Va bene, scritto. Ma tornando all’oggetto di questa intervista, ci dica cosa le ha dato soddisfazione, e cosa, invece, no, in questi 100 giorni.

«Mi hanno fatto piacere i piccoli interventi agli impianti sportivi, come la ripulitura del “Pallone” e l’inizio dei lavori al campo di rugby. Inoltre sono state avviate le procedure per i tabelloni di basket e per l’impianto termico al palazzetto. Piccoli segnali al mondo dello sport in attesa degli interventi più impegnativi. Poi il decoro e la sicurezza della città: siamo intervenuti in piazza d’Armi e piazza Oplà, abbiamo iniziato l’installazione delle telecamere e avviato il concorso per l’assunzione dei vigili urbani. Non sono soddisfatto invece per la vicenda delle multe ai semafori a chi sorpassa la striscia bianca: è vero che ce la siamo trovata, ma il Comune avrebbe dovuto informare meglio i cittadini dell’introduzione di quelle telecamere. Abbiamo cercato di rimediare con i cartelli, ma sono ugualmente dispiaciuto di quanto è accaduto».

Veniamo alla Capitale della cultura: un’occasione sfruttata o persa?

«Diciamo che avrebbe potuto essere sfruttata meglio, con più promozione e servizi di base al turismo. Serviva più cura per chi viene a trovarci: cartellonistica, bagni, informazioni sugli orari, una vera rete tra commercianti e albergatori. Per presentare meglio gli appuntamenti di alta qualità prodotti: Visitazione, la mostra omaggio a Giovanni Pisano a Palazzo Fabroni, quella su Marino Marini. Ma quello che dico è che su un milione a disposizione, solo 35.000 euro sono stati destinati a promuovere (e male) il lavoro svolto. Ci sono da risolvere altri problemi per accogliere i visitatori in maniera non banale, come inizio di quel lungo cammino per rendere Pistoia una città turistica di qualità. Ad esempio, non si è pensato a realizzare un calendario comune degli eventi, in modo anche da evitare sovrapposizioni. Noi abbiamo iniziato ad apporre piccoli correttivi. Eccone uno: al recente meeting di atletica senior con 300 partecipanti abbiamo distribuito a tutti un pacchetto di benvenuto, con volantini informativi, sconti sui biglietti. Lo stesso lo stiamo facendo con le squadre professionistiche, Pistoiese e The Flexx: in trasferta consegneranno questi pacchetti ai tifosi, in modo da invogliarli a seguire le loro squadre quando renderanno visita a Pistoia. E, magari, a visitare la nostra città».

Le manifestazioni per la Capitale della cultura cesseranno con la fine dell’anno oppure avete intenzione di proseguire?

«Intanto abbiamo invitato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a partecipare alla chiusura dell’anno di Pistoia Capitale. Poi vorremmo organizzare una cerimonia per il passaggio di consegne alla città di Palermo. Infine stiamo pensando a manifestazioni da concentrare nel periodo natalizio: eventi culturali, luminarie, arredi a verde. Per questo stiamo cercando sponsor privati e l’appoggio delle associazioni di categoria».

Promuoverà l’incontro tra le capitali europee della cultura per un progetto di rilancio dell’Unione, come aveva immaginato il suo predecessore Samuele Bertinelli? Oppure lascerà cadere il progetto?

«Io non ho trovato traccia di lettere di questo tenore. Se fosse già stato avviato un progetto, lo avremmo portato avanti sicuramente, come abbiamo fatto con tutti quelli lasciati in eredità dall’amministrazione precedente. Credo dunque che questo onore toccherà, eventualmente, a Palermo».

Applausi e critiche. Due episodi ci sembra che abbiano diviso la cittadinanza (sopratutto sui social) rispetto alle decisioni di Tomasi. Il primo riguarda l’annuncio di non voler proseguire ad accendere il cosiddetto “raggio verde”, cioè il laser che la giunta Bertinelli aveva attivato in occasione delle inaugurazioni degli avvenimenti più importanti di Pistoia Capitale.

«La cifra stanziata fino a giugno era già stata spesa. Ogni accensione costava 5.500 euro e quando mi hanno detto che la biblioteca non comprava più libri per mancanza di fondi ho preferito spendere in altro modo quei soldi. Sono convinto che abbiamo altre priorità per la cultura: i libri per la biblioteca, appunto, o il suo decoro, o un migliore servizio per chi la frequenta. E 5.500 euro mi sembravano spesi meglio per la performance dell’artista Michelangelo Pistoletto che ha portato a Pistoia il suo “Terzo Paradiso”».

Meno applausi, invece, ha ottenuto rispetto alla vicenda della parrocchia di Vicofaro, legata alle polemiche sui migranti, culminata con la presenza degli attivisti di Forza Nuova che ad agosto hanno deciso di presenziare alla messa di don Massimo Biancalani per dare un “giudizio” sul suo operato da parroco. In questo caso a molti non è piaciuta la sua decisione di limitarsi a dichiararsi totalmente favorevole rispetto a quanto aveva detto il vescovo. E basta. Non un commento personale da parte sua.

«In quel caso mi ero consultato anche con il vescovo Fausto Tardelli. Con quella dichiarazione ho scelto un atteggiamento prudente, e di non partecipare a quella messinscena surreale. Successivamente però ho diffuso un videomessaggio in cui ho definito quella di Forza Nova una iniziativa sbagliata, a cui non ho voluto dare risalto proprio perché quello che cercavano era visibiità. Al contrario di quanto ha deciso invece il Pd che ne ha fatto una battaglia politica. Per quanto riguarda la vicenda migranti, il tentativo era quello di trascinare il sindaco in una polemica che sarebbe durata per mesi».

Per concludere, un bilancio di Tomasi su questo primo periodo.

«Certo, cento giorni sono pochi, i primi provvedimenti amministrativi sono partiti praticamente a luglio. Mi sembra di aver fatto poco per le periferie, per la montagna. Anche per la sicurezza non sono ancora soddisfatto. Risposte ai cittadini: può esserci scappato qualcosa. Me ne scuso. Avrei voluto far uscire qualche bando per la gestione degli impianti sportivi. Ma c’è da ritoccare la macchina dell’amministrazione: mancano figure chiave in alcuni settori, come i lavori pubblici. Persone in grado di progettare e poi di seguirei progetti. Io mi sono approcciato con lealtà alla macchina amministrativa: l’ho trovata demotivata. Vorrei che i dipendenti potessero recuperare anche l’orgoglio di lavorare per la comunità: “quel giardino l’ho progettato io”, “quell’impianto sportivo l’ho fatto io”. Faccio solo un piccolo esempio: gli operai comunali hanno ripulito il parco pubblico a Barile. I cittadini mi hanno ringraziato per il lavoro ben fatto, mi hanno detto che in passato non era mai stato fatto così bene».



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