Italia
Pistoia, è ancora emergenza spazi sugli autobus degli studenti
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La calca degli studenti in piazza Dante Alighieri all’uscita dalle scuole (foto Gori)Dal Copit quest’anno tre mezzi in più ma ogni giorno alle fermate calca e urla per salire
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PISTOIA. Stazione di Pistoia, ore 12. Qualcuno è in piedi alla fermata dell’autobus, qualcun altro si dirige verso i binari, alcuni studenti sono in attesa di prendere il mezzo che li riaccompagnerà a casa. Tutto abbastanza tranquillo, le persone chiacchierano tra loro, passano diversi autobus semi-vuoti e in pochi salgono sopra.
Alle 12,30 l’apparente situazione di calma cambia aspetto: c’è un via vai di gente più intenso, molti camminano frettolosamente, aumenta anche il numero di studenti. Alle 13,15 un esercito di ragazzi, zaino in spalla, cammina velocemente in via XX Settembre, su entrambi i marciapiedi della strada, mentre la stazione comincia a riempirsi di studenti. Anzi, è letteralmente oberata dagli studenti, le voci si alzano, i pochi autobus che arrivano suonano alle auto parcheggiate nei divieti di sosta o in doppia fila. È il caos più totale. “Fermi!”, “Non da quella parte, di qua!” si sente urlare da alcuni controllori che cercano di “domare” la folla e indirizzare i ragazzi all’ingresso degli autobus dal quale salire. Alcuni di loro, appena vedono il bus in lontananza, si precipitano davanti alla fermata e seguono il mezzo cercando di fermarsi nel punto esatto in cui le porte si dovrebbero aprire. Alcuni hanno abbonamento e carta d’identità in mano.
«Fino a sabato scorso la situazione era invivibile, ma ora è notevolmente migliorata, anche se si può fare ancora molto –racconta Tommaso Romano, 16 anni, che attende la linea 63 per Monsummano- i primi giorni di scuola è sempre così perché tutti usciamo alla stessa ora. Però la situazione in generale è migliore rispetto agli anni passati, ci sono parecchi controllori che verificano chiunque salga sull’autobus per vedere se ha il biglietto o meno. Gli anni scorsi sembrava di andare ad un incontro di boxe ogni volta. Le persone sono incivili, maleducate, se si comportassero correttamente non ci sarebbe nemmeno bisogno di controlli secondo me». Stessa opinione quella di Federico Frati e Caterina Sguanci, entrambi 17enni. «Io prendo la linea 51 per Quarrata-Firenze –dice Federico- rispetto a tre anni fa la situazione è migliorata. Fino al 30 settembre c’erano un autobus in più alle 12.35 per Poggio a Caiano e molti controllori e questo è stato positivo. Vedremo cosa accadrà adesso. È giusto che ci siano i controlli, altrimenti si rischia di lasciare a piedi chi ha pagato il biglietto e di far salire invece chi non ce l’ha. L’orario peggiore rimangono le 13, meglio quando si esce alle 12 o alle 14».
«Penso che il servizio sia migliorato, so che la consulta degli studenti e il Copit stanno lavorando per migliorarlo ulteriormente, e questo è un bene –gli fa eco Caterina che prende la linea 51 o la linea 13- sono stati ascoltati gli studenti, vedo che ci sono degli autobus in più e questo è positivo. Speriamo si continui a migliorare, passo dopo passo».
Diversa, invece, l’opinione di altri ragazzi. «Si sta molto stretti, ci sono pochi posti e quasi sempre faccio il viaggio in piedi, il servizio funziona poco» dice Alisha Dass. «Le persone si devono dare una calmata, anche autisti e controllori –le fa eco Giulia Bellandi- spesso ci bloccano di continuo e ci urlano contro. Basterebbe qualche autobus in più». «I controllori sembrano in guerra con noi, ci spingono da una parte, gridano di stare in fila –le parole di Martina Guasti- una volta saliti si sta in piedi quasi sempre, a volte nemmeno si riesce a salire».
Alessandra Tuci
Alle 12,30 l’apparente situazione di calma cambia aspetto: c’è un via vai di gente più intenso, molti camminano frettolosamente, aumenta anche il numero di studenti. Alle 13,15 un esercito di ragazzi, zaino in spalla, cammina velocemente in via XX Settembre, su entrambi i marciapiedi della strada, mentre la stazione comincia a riempirsi di studenti. Anzi, è letteralmente oberata dagli studenti, le voci si alzano, i pochi autobus che arrivano suonano alle auto parcheggiate nei divieti di sosta o in doppia fila. È il caos più totale. “Fermi!”, “Non da quella parte, di qua!” si sente urlare da alcuni controllori che cercano di “domare” la folla e indirizzare i ragazzi all’ingresso degli autobus dal quale salire. Alcuni di loro, appena vedono il bus in lontananza, si precipitano davanti alla fermata e seguono il mezzo cercando di fermarsi nel punto esatto in cui le porte si dovrebbero aprire. Alcuni hanno abbonamento e carta d’identità in mano.
«Fino a sabato scorso la situazione era invivibile, ma ora è notevolmente migliorata, anche se si può fare ancora molto –racconta Tommaso Romano, 16 anni, che attende la linea 63 per Monsummano- i primi giorni di scuola è sempre così perché tutti usciamo alla stessa ora. Però la situazione in generale è migliore rispetto agli anni passati, ci sono parecchi controllori che verificano chiunque salga sull’autobus per vedere se ha il biglietto o meno. Gli anni scorsi sembrava di andare ad un incontro di boxe ogni volta. Le persone sono incivili, maleducate, se si comportassero correttamente non ci sarebbe nemmeno bisogno di controlli secondo me». Stessa opinione quella di Federico Frati e Caterina Sguanci, entrambi 17enni. «Io prendo la linea 51 per Quarrata-Firenze –dice Federico- rispetto a tre anni fa la situazione è migliorata. Fino al 30 settembre c’erano un autobus in più alle 12.35 per Poggio a Caiano e molti controllori e questo è stato positivo. Vedremo cosa accadrà adesso. È giusto che ci siano i controlli, altrimenti si rischia di lasciare a piedi chi ha pagato il biglietto e di far salire invece chi non ce l’ha. L’orario peggiore rimangono le 13, meglio quando si esce alle 12 o alle 14».
«Penso che il servizio sia migliorato, so che la consulta degli studenti e il Copit stanno lavorando per migliorarlo ulteriormente, e questo è un bene –gli fa eco Caterina che prende la linea 51 o la linea 13- sono stati ascoltati gli studenti, vedo che ci sono degli autobus in più e questo è positivo. Speriamo si continui a migliorare, passo dopo passo».
Diversa, invece, l’opinione di altri ragazzi. «Si sta molto stretti, ci sono pochi posti e quasi sempre faccio il viaggio in piedi, il servizio funziona poco» dice Alisha Dass. «Le persone si devono dare una calmata, anche autisti e controllori –le fa eco Giulia Bellandi- spesso ci bloccano di continuo e ci urlano contro. Basterebbe qualche autobus in più». «I controllori sembrano in guerra con noi, ci spingono da una parte, gridano di stare in fila –le parole di Martina Guasti- una volta saliti si sta in piedi quasi sempre, a volte nemmeno si riesce a salire».
Alessandra Tuci
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