La manifestazione
Lettere minatorie, don Massimo denuncia
Esposto di Biancalani dopo la missiva di un sedicente “Quarto Reich”: «La mia parrocchia accoglie tutti i bisognosi»
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PISTOIA. “Caro pretaccio di m... Dillo anche al capo tuo gesuita, adesso basta. Basta con gli stranieri”. E giù insulti. Nel migliore dei casi riflessioni su quale dovrebbe essere lo stato delle cose (“Voi dovete lavorare per noi cattolici non per i barbari stranieri”) , considerazioni sul Vaticano e intimidazioni al parroco di Vicofaro. Il tutto firmato dal sedicente “Quarto Reich”, che appone come simbolo una bandiera italiana “ornata” al centro da una svastica. La lettera, scritta al computer, risulta essere stata inviata da Roma.
«Cosa potrei dire a questa persona? Mah, non so - risponde Massimo Biancalani - Con quelli di Forza Nuova posso tentare un confronto. Con chi farnetica, no». Eppure, stavolta ha deciso di non lasciar perdere. Perché è perlomeno la quindicesima lettera minatoria che riceve da un mese, e per i toni che vi sono contenuti. Non solo. Ieri mattina, dopo che ha postato sul suo profilo facebook la lettera e il suo contenuto violento, ha ricevuto la visita di alcuni agenti della Digos. «Mi hanno chiesto la missiva, invitandomi a presentare un esposto. Indipendentemente dal loro invito, era già mia intenzione farlo».
E così, nel pomeriggio, don Biancalani ha sporto denuncia. La prima, ma il clima intorno a Vicofaro è tesissimo da mesi. Da molto prima della foto in piscina dei richiedenti asilo postata su facebook con quella che da molti è stata ritenuta una frase provocatoria: “Loro sono la mia patria, i nuovi italiani...”. «Ho avuto attacchi durissimi da parte della Lega Nord e di Fratelli d’Italia in campagna elettorale. Penso che il clima creatosi intorno a me nel tempo abbia smosso movimenti non pistoiesi». Impossibile dargli torto. E il tweet del leader della Lega Matteo Salvini, quello che augurava ironicamente “Buon bagnetto” a Biancalani e ai ragazzi ospiti di Vicofaro ha fatto conoscere a tutt’Italia il prete pistoiese. Con le conseguenze che sappiamo. Media da ogni dove per una settimana, dal 21 al 27 agosto, sino alla “messa riparatrice” della domenica. In quei giorni il vescovo Fausto Tardelli era intervenuto in difesa del suo parroco, invitando i suoi detrattori ad abbassare i toni. Da parte del neo sindaco (di provenienza centrodestra) Alessandro Tomasi, la condanna degli insulti ma anche un invito a un uso cauto dei social.
Don Biancalani è cosciente che le sue iniziative di accoglienza possano risultare dirompenti (come la creazione di uno spazio - moschea all’interno di Vicofaro). Dichiara di seguire l’esempio di don Lorenzo Milani e gli appelli all’accoglienza dello stesso Papa Francesco: «Siamo sereni e andiamo avanti, certe reazioni indicano che siamo sulla buona strada. C'è un vuoto etico spaventoso, viviamo un periodo storico in cui prevalgono egoismi e fondamentalismi. Nei miei confronti gli attacchi sono partiti ben prima della foto in piscina dei ragazzi migranti, e credo che questo clima abbia fatto muovere personaggi non pistoiesi. L’ultima lettera ne è un esempio. Non la sottovaluto, ma continuiamo a fare le cose che facciamo qui in parrocchia. Ad accogliere quelli che ne hanno bisogno, tutti».
Nei giorni scorsi alcuni parrocchiani gli hanno raccontato che in via Cilea sono stati trovati, nelle cassette delle lettere, volantini di Forza Nuova contro di lui e il suo progetto di accoglienza. Non capisce, e considera una provocazione, le ronde organizzate dal movimento: «Alcuni ragazzi mi dicono di aver notato in piazza una ronda la scorsa settimana, rientrando al Centro, all’una di notte. Vicofaro è tutt’altro che un quartiere degradato. Considero queste ronde una provocazione».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Cosa potrei dire a questa persona? Mah, non so - risponde Massimo Biancalani - Con quelli di Forza Nuova posso tentare un confronto. Con chi farnetica, no». Eppure, stavolta ha deciso di non lasciar perdere. Perché è perlomeno la quindicesima lettera minatoria che riceve da un mese, e per i toni che vi sono contenuti. Non solo. Ieri mattina, dopo che ha postato sul suo profilo facebook la lettera e il suo contenuto violento, ha ricevuto la visita di alcuni agenti della Digos. «Mi hanno chiesto la missiva, invitandomi a presentare un esposto. Indipendentemente dal loro invito, era già mia intenzione farlo».
E così, nel pomeriggio, don Biancalani ha sporto denuncia. La prima, ma il clima intorno a Vicofaro è tesissimo da mesi. Da molto prima della foto in piscina dei richiedenti asilo postata su facebook con quella che da molti è stata ritenuta una frase provocatoria: “Loro sono la mia patria, i nuovi italiani...”. «Ho avuto attacchi durissimi da parte della Lega Nord e di Fratelli d’Italia in campagna elettorale. Penso che il clima creatosi intorno a me nel tempo abbia smosso movimenti non pistoiesi». Impossibile dargli torto. E il tweet del leader della Lega Matteo Salvini, quello che augurava ironicamente “Buon bagnetto” a Biancalani e ai ragazzi ospiti di Vicofaro ha fatto conoscere a tutt’Italia il prete pistoiese. Con le conseguenze che sappiamo. Media da ogni dove per una settimana, dal 21 al 27 agosto, sino alla “messa riparatrice” della domenica. In quei giorni il vescovo Fausto Tardelli era intervenuto in difesa del suo parroco, invitando i suoi detrattori ad abbassare i toni. Da parte del neo sindaco (di provenienza centrodestra) Alessandro Tomasi, la condanna degli insulti ma anche un invito a un uso cauto dei social.
Don Biancalani è cosciente che le sue iniziative di accoglienza possano risultare dirompenti (come la creazione di uno spazio - moschea all’interno di Vicofaro). Dichiara di seguire l’esempio di don Lorenzo Milani e gli appelli all’accoglienza dello stesso Papa Francesco: «Siamo sereni e andiamo avanti, certe reazioni indicano che siamo sulla buona strada. C'è un vuoto etico spaventoso, viviamo un periodo storico in cui prevalgono egoismi e fondamentalismi. Nei miei confronti gli attacchi sono partiti ben prima della foto in piscina dei ragazzi migranti, e credo che questo clima abbia fatto muovere personaggi non pistoiesi. L’ultima lettera ne è un esempio. Non la sottovaluto, ma continuiamo a fare le cose che facciamo qui in parrocchia. Ad accogliere quelli che ne hanno bisogno, tutti».
Nei giorni scorsi alcuni parrocchiani gli hanno raccontato che in via Cilea sono stati trovati, nelle cassette delle lettere, volantini di Forza Nuova contro di lui e il suo progetto di accoglienza. Non capisce, e considera una provocazione, le ronde organizzate dal movimento: «Alcuni ragazzi mi dicono di aver notato in piazza una ronda la scorsa settimana, rientrando al Centro, all’una di notte. Vicofaro è tutt’altro che un quartiere degradato. Considero queste ronde una provocazione».
Tiziana Gori
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