Sicurezza
Sequestrate 4 serre con oltre tremila piante di marijuana
Arrestate cinque persone sorprese a coltivarle Ieri gli interrogatori del giudice nel carcere di Pistoia
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PISTOIA. Il tentativo era ambizioso e la location scelta per portarlo avanti avrebbe dovuto essere perfetta per camuffarsi. Chi mai avrebbe potuto immaginare che fra tante serre di piante, fiori, alberelli e cespugli vari ce ne fossero alcune dedicate alla coltivazione delle piante di marijuana? Ma non è stato così e ad accorgersene sono stati i finanzieri che da Firenze sono arrivati nel Pistoiese per stroncare quella che stava per diventare una vera e propria produzione industriale di sostanza stupefacente.
Una coltivazione di marijuana in grande stile: tremila piante di cannabis mature e in un edificio usato come essiccatore altre duecento pronte per essere lavorate per la successiva commercializzazione dell'erba. E "L'erba di grace", dal titolo dell'omonimo film inglese, è il nome che la Finanza ha dato all'operazione che giovedì scorso ha portato all'arresto di cinque persone e al sequestro di un "vivaio" di marijuana in provincia di Pistoia.
Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando provinciale di Firenze, coadiuvati dai militari della sezione Pronto Impiego del Gruppo di Prato, hanno individuato - nel comune di Pistoia - un vivaio interamente adibito alla coltivazione di marjuana. In particolare, all’interno di quattro serre, di cui due comunicanti, sono state rinvenute oltre tremila piante di marjuana “mature” mentre, in un edificio usato come “essiccatore”, sono state individuate duecento piante pronte per essere lavorate e quindi commercializzate sul mercato degli stupefacenti. La coltivazione era gestita da cinque italiani. I finanzieri sono risaliti al vivaio a seguito di servizi di routine di controllo del territorio. In uno di questi è stato individuato un ventisettenne (G.V. queste le sue iniziali) che alla vista della pattuglia delle Fiamme Gialle ha cercato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga tra le serre.
Il ventisettenne, però, è stato inseguito e bloccato mentre altri militari accedevano all’interno delle serre dove trovavano quattro persone intente a coltivare le piante di marijuana. Tutte le persone sono state arrestate e condotte presso il carcere di Pistoia a disposizione dell’autorità giudiziaria inquirente.
Le oltre tremila piante erano coltivate in appositi vasi, già alte e pronte per il taglio, tutte ordinatamente disposte in file e colonne, protette dai teli delle serre ed innaffiate con un capillare impianto d’irrigazione. Le serre erano state ben mimetizzate tra capannoni adibiti alla coltivazione di altre piante e, tra l’altro, erano state ben chiuse per impedire la diffusione del forte odore che l’arbusto di marijuana notoriamente emette. Durante le operazioni di perquisizione dei locali è stata rinvenuta anche una pistola calibro 6, illecitamente detenuta da parte di uno degli arrestati.
A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia Giuseppe Grieco. Secondo i primi riscontri sembra che le serre siano state affittate dal gruppo malavitoso e che il titolare fosse all’oscuro del tipo di piantagioni che venivano coltivate all’interno. Ieri i primi interrogatori da parte del giudice delle indagini preliminari per la convalida degli arresti e per capire i ruoli che i cinque arrestati svolgevano all’interno del progetto illegale di coltivazione delel piante di marijuana. Intanto i finanzieri continuano le loro indagini per verificare se ci fossero altre persone coinvolte visto che il ciclo dalla produzione allo spaccio avrebbe sicuramente visto altre figure e molte potrebbero essere dall’alto profilo criminale. (p.p.)
Una coltivazione di marijuana in grande stile: tremila piante di cannabis mature e in un edificio usato come essiccatore altre duecento pronte per essere lavorate per la successiva commercializzazione dell'erba. E "L'erba di grace", dal titolo dell'omonimo film inglese, è il nome che la Finanza ha dato all'operazione che giovedì scorso ha portato all'arresto di cinque persone e al sequestro di un "vivaio" di marijuana in provincia di Pistoia.
Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando provinciale di Firenze, coadiuvati dai militari della sezione Pronto Impiego del Gruppo di Prato, hanno individuato - nel comune di Pistoia - un vivaio interamente adibito alla coltivazione di marjuana. In particolare, all’interno di quattro serre, di cui due comunicanti, sono state rinvenute oltre tremila piante di marjuana “mature” mentre, in un edificio usato come “essiccatore”, sono state individuate duecento piante pronte per essere lavorate e quindi commercializzate sul mercato degli stupefacenti. La coltivazione era gestita da cinque italiani. I finanzieri sono risaliti al vivaio a seguito di servizi di routine di controllo del territorio. In uno di questi è stato individuato un ventisettenne (G.V. queste le sue iniziali) che alla vista della pattuglia delle Fiamme Gialle ha cercato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga tra le serre.
Il ventisettenne, però, è stato inseguito e bloccato mentre altri militari accedevano all’interno delle serre dove trovavano quattro persone intente a coltivare le piante di marijuana. Tutte le persone sono state arrestate e condotte presso il carcere di Pistoia a disposizione dell’autorità giudiziaria inquirente.
Le oltre tremila piante erano coltivate in appositi vasi, già alte e pronte per il taglio, tutte ordinatamente disposte in file e colonne, protette dai teli delle serre ed innaffiate con un capillare impianto d’irrigazione. Le serre erano state ben mimetizzate tra capannoni adibiti alla coltivazione di altre piante e, tra l’altro, erano state ben chiuse per impedire la diffusione del forte odore che l’arbusto di marijuana notoriamente emette. Durante le operazioni di perquisizione dei locali è stata rinvenuta anche una pistola calibro 6, illecitamente detenuta da parte di uno degli arrestati.
A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia Giuseppe Grieco. Secondo i primi riscontri sembra che le serre siano state affittate dal gruppo malavitoso e che il titolare fosse all’oscuro del tipo di piantagioni che venivano coltivate all’interno. Ieri i primi interrogatori da parte del giudice delle indagini preliminari per la convalida degli arresti e per capire i ruoli che i cinque arrestati svolgevano all’interno del progetto illegale di coltivazione delel piante di marijuana. Intanto i finanzieri continuano le loro indagini per verificare se ci fossero altre persone coinvolte visto che il ciclo dalla produzione allo spaccio avrebbe sicuramente visto altre figure e molte potrebbero essere dall’alto profilo criminale. (p.p.)
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