Il Tirreno

Pistoia

I cani di Grosseto arrivano a Pistoia “sotto scorta”

di Gabriele Baldanzi
I cani di Grosseto arrivano a Pistoia “sotto scorta”

Trasferimento turbolento sotto l’occhio delle guardie zoofile di 28 animali (sui 36 previsti) dalla Dog Farm all’Enpa

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MAGLIANO. Ieri mattina sono stati trasferiti dal canile Dog Farm di Matteo Galdi al canile Enpa di Pistoia ventotto dei trentasei cani che, per conto del Comune di Magliano in Toscana, erano custoditi da anni a Ribolla. Come previsto, non tutto è filato liscio. Sul posto, oltre ad alcune guardie zoofile, c’era il presidente provinciale dell’associazione animalista Lac e i veterinari dell’Asl. Inevitabili le discussioni. La storia, lo ricordiamo, è complicata. Il Comune di Magliano, nel marzo scorso, ha aggiudicato a Enpa onlus un appalto per cattura, custodia, e mantenimento dei cani vaganti rinvenuti nel territorio comunale. L’atto, però, è stato impugnato, dalla Dog Farm e il nuovo affidamento avrà quindi uno strascico giudiziario. Ieri mattina i volontari dell’Enpa erano arrivati con una decina di auto. «Dovevamo procedere alla consegna dei cani al nuovo custode – racconta Galdi – e si sono presentati con diversi mezzi, scortati da guardie zoofile molto decise. Ci hanno intimato la consegna dei cani e di fronte alle nostre perplessità sull'idoneità dei mezzi di trasporto, alcune vetture sono subito ripartite. Probabilmente avevamo ragione. Alla fine abbiamo provveduto alla consegna solo di parte dei cani. Non c’era, purtroppo, neppure un rappresentante del Comune di Magliano, che di fatto è proprietario dei cani. I controlli sui mezzi e sulle operazioni di consegna li hanno svolti l’Asl e la Lac, attraverso il suo presidente Raimondo Silveri». Vicinanza a Galdi è stata espressa anche da Oipa (attraverso Simonetta Pratesi) e da Alessandro Torlai (Gli Irriducibili Liberazione Animale). «La nostra denuncia – prosegue Galdi - verte su un principio di parità e di correttezza. Le gare di appalto si possono perdere o vincere, ma nel rispetto delle regole. Abbiamo chiesto alla magistratura se i nostri dubbi siano o meno fondati. Vediamo. È una battaglia di principio, più che di economia, che ci vede contrapposti a un ente pubblico (il Comune di Magliano) e all’Ente nazionale protezione animali». Ma quali sono esattamente le contestazioni sulla gara d'appalto? «I requisiti di partecipazione prevedevano che l'intervento di cattura e trasporto doveva essere effettuato nel tempo massimo di 2 ore. Mi chiedo come sia possibile che un operatore con mezzo idoneo arrivi a Magliano, catturi il cane e ritorni a Pistoia in due ore per ricoverare in un canile sanitario il soggetto accalappiato. Nelle gare di appalto fanno fede le distanze e i tempi di percorrenza previsti dalla Guida Michelin». Ma arrabbiati per questa situazione sono anche i cittadini di Magliano proprietari di cani, alcuni cacciatori per esempio, perché in caso di smarrimento e conseguente accalappiamento, dovranno recarsi a Pistoia per riprenderli. «Sorprende, infine – conclude Galdi – che alla procedura negoziata per l’aggiudicazione del servizio, bandita dagli uffici comunali di Magliano, non siano stati invitati gli altri canili accreditati presenti in Maremma: Zooservice di Grosseto, Il Villaggio del Cane di Campagnatico e il canile del Martellino di Scarlino».

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