Italia
Inceneritore, niente emissioni ma si può ancora migliorare
di Tommaso Artioli
Commissione congiunta Montale-Agliana e relazione sull’incidente del 20 agosto «Fumo e fuliggine sono penetrati nei locali tecnici, questo rischio va eliminato»
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MONTALE. Non hanno comportato conseguenze ambientali rilevanti l’arresto e le successive manovre che hanno interessato l’inceneritore di Montale in seguito al blackout all’impianto del 20 agosto scorso. Un blackout dovuto ai fumi e alla fuliggine provenienti dall’incendio che nello stesso giorno è divampato sull’argine del vicino torrente Agna e che hanno saturato il locale che ospita il gruppo di continuità (Ups) dell’impianto di via Tobagi, causando l'arco elettrico all'origine del guasto. Sono queste le conclusioni contenute nella perizia commissionata dall’azienda titolare della gestione dell’inceneritore, la Ladurner, alla società Desmos di Milano per accertare cause e conseguenze dell'evento del 20 agosto.
Conclusioni illustrate mercoledì pomeriggio (27 settembre) dall’ingegner Manlio Pacitti di Desmos alla presenza del dottor Gianni Gallozzi di Ladurner, del presidente di Cis spa Edoardo Franceschi, dell'ingegner Nicola Cipriani e della dottoressa Paola Picciolli di Asl, dei sindaci di Montale e Agliana Ferdinando Betti e Giacomo Mangoni, e dei componenti delle commissioni ambiente dei due Comuni. Una ricostruzione che però, secondo alcuni esponenti delle opposizioni di Montale e Agliana, apre interrogativi sullo stato dei locali tecnici dell'impianto, che essendo stati invasi da fumo, fuliggine e altri materiali provenienti dall’esterno il 20 agosto, si sono mostrati particolarmente vulnerabili.
«"Sono attonito e sorpreso - ha sottolineato Alberto Fedi (Centrodestra Unito per Montale) - per il fatto che nella sala quadri siano potuti penetrare rami secchi e altri materiali: è chiaro che in quella stanza entra di tutto. Una sala quadri così non è a norma: questo dimostra che quell'impianto è pericoloso».
Perplessità analoghe sullo stato dei locali tecnici di via Tobagi sono state espresse anche dal consigliere Massimo Bartoli (Movimento 5 stelle Agliana). Una serie di osservazioni su cui si è soffermato anche il sindaco di Montale, Ferdinando Betti, dicendosi pronto a non sottovalutare la questione: «L'impianto ora dispone di una strumentazione più efficiente rispetto a quella di qualche tempo fa, e per questo c'è soddisfazione. Se vogliamo che anche i locali tecnici siano più sicuri dobbiamo impegnarci in questa direzione e le amministrazioni proprietarie (Montale, Agliana e Quarrata, ndr) su questo faranno le dovute considerazioni».
La perizia sul guasto del 20 agosto. «L’impianto – ha spiegato l’ingegner Pacitti – è stato danneggiato in maniera poco prevedibile. Il blackout è durato circa 30 minuti e le procedure di spegnimento si sono svolte senza anomalie e problemi. I risultati delle analisi sui campionamenti hanno poi rilevato dati ampiamente sotto i limiti previsti per le diossine». “In conclusione – si legge sulla perizia – l’evento anomalo che si è verificato, l’incendio antistante l’impianto, ha prodotto un guasto non prevedibile al gruppo di continuità Ups, risultato peraltro correttamente installato secondo le specifiche definite dal produttore, e regolarmente sottoposto a manutenzione”.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali legati all’evento, la perizia specifica alcuni punti. "Si sottolinea tuttavia come le emissioni, nelle specifiche condizioni di emergenza illustrate, - si legge nel documento - siano state caratterizzate da portate assolutamente modeste, riducendo in tal modo l'effettivo impatto sull'ambiente esterno. La massa delle sostanze emesse è stata pertanto decisamente ridotta".
Conclusioni illustrate mercoledì pomeriggio (27 settembre) dall’ingegner Manlio Pacitti di Desmos alla presenza del dottor Gianni Gallozzi di Ladurner, del presidente di Cis spa Edoardo Franceschi, dell'ingegner Nicola Cipriani e della dottoressa Paola Picciolli di Asl, dei sindaci di Montale e Agliana Ferdinando Betti e Giacomo Mangoni, e dei componenti delle commissioni ambiente dei due Comuni. Una ricostruzione che però, secondo alcuni esponenti delle opposizioni di Montale e Agliana, apre interrogativi sullo stato dei locali tecnici dell'impianto, che essendo stati invasi da fumo, fuliggine e altri materiali provenienti dall’esterno il 20 agosto, si sono mostrati particolarmente vulnerabili.
«"Sono attonito e sorpreso - ha sottolineato Alberto Fedi (Centrodestra Unito per Montale) - per il fatto che nella sala quadri siano potuti penetrare rami secchi e altri materiali: è chiaro che in quella stanza entra di tutto. Una sala quadri così non è a norma: questo dimostra che quell'impianto è pericoloso».
Perplessità analoghe sullo stato dei locali tecnici di via Tobagi sono state espresse anche dal consigliere Massimo Bartoli (Movimento 5 stelle Agliana). Una serie di osservazioni su cui si è soffermato anche il sindaco di Montale, Ferdinando Betti, dicendosi pronto a non sottovalutare la questione: «L'impianto ora dispone di una strumentazione più efficiente rispetto a quella di qualche tempo fa, e per questo c'è soddisfazione. Se vogliamo che anche i locali tecnici siano più sicuri dobbiamo impegnarci in questa direzione e le amministrazioni proprietarie (Montale, Agliana e Quarrata, ndr) su questo faranno le dovute considerazioni».
La perizia sul guasto del 20 agosto. «L’impianto – ha spiegato l’ingegner Pacitti – è stato danneggiato in maniera poco prevedibile. Il blackout è durato circa 30 minuti e le procedure di spegnimento si sono svolte senza anomalie e problemi. I risultati delle analisi sui campionamenti hanno poi rilevato dati ampiamente sotto i limiti previsti per le diossine». “In conclusione – si legge sulla perizia – l’evento anomalo che si è verificato, l’incendio antistante l’impianto, ha prodotto un guasto non prevedibile al gruppo di continuità Ups, risultato peraltro correttamente installato secondo le specifiche definite dal produttore, e regolarmente sottoposto a manutenzione”.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali legati all’evento, la perizia specifica alcuni punti. "Si sottolinea tuttavia come le emissioni, nelle specifiche condizioni di emergenza illustrate, - si legge nel documento - siano state caratterizzate da portate assolutamente modeste, riducendo in tal modo l'effettivo impatto sull'ambiente esterno. La massa delle sostanze emesse è stata pertanto decisamente ridotta".
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