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ricoverati al san jacopo
Epatite A, 13 casi in pochi giorni i medici a caccia dell’infezione
PISTOIA. Allarme all’ospedale San Jacopo di Pistoia. Nel giro di pochissimi giorni sono stati ricoverati ben 13 pazienti tutti con i sintomi tipici dell’ epatite A. In tutti i casi si tratta di...
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PISTOIA. Allarme all’ospedale San Jacopo di Pistoia. Nel giro di pochissimi giorni sono stati ricoverati ben 13 pazienti tutti con i sintomi tipici dell’ epatite A. In tutti i casi si tratta di persone adulte che, a prima vista, non avrebbero un qualche tipo di collegamento tra loro.
Sottoposti alle cure del caso, nessuno di loro è in condizioni preoccupanti ed alcuni sono stati addirittura già dimessi.
Ma se dal punto di vista strettamente medico non sono un problema, i tredici casi di epatite A possono rappresentare una vera e propria emergenza in termini sanitari. L’epatite A, infatti, è una malattia che si trasmette per via orefecale, cioè mangiando cibi infetti o bevendo acqua ugualmente contaminata. A Pistoia, quindi, è subito scattata una indagine epidemiologica, cioé una ricerca che consenta di isolare l’origine, la fonte – per dir così – dell’infezione. Oppure le fonti, visto che non necessariamente si deve trattare di una sorgente unica per tutti i casi.
Di certo le infezioni da epatite A si ricollegano molto spesso a condizioni igieniche insufficenti dove si vive o si consumano pasti. Un possibile strumento di infezione può essere l’acqua, contaminata da feci animali o da carcasse di qualunque tipo. Ma è possibile prendere l’epatite A mangiando ad esempio dei frutti di mare non adeguatamente trattati, oppure mal conservati. Anche altri alimenti, come la carne, e in generale tutti i cibi crudi, possono essere veicoli di infezione. Infine, l’epatite A può essere trasmissibile anche per via sessuale.
Quello che colpisce nel caso di Pistoia è il breve lasso di tempo in cui si sono concentrati i ricoveri, circostanza che farebbe pensare ad un unico fattore scatenante. Comune – lo ripetiamo – i medici di Pistoia sono al lavoro proprio su questo e nelle prossime ore dovrebbe essere possibile saperne di più.
I sintomi tipici di questa infezione sono la nausea, il vomito, la febbre e i dolori all’addome, anche forti. Il tempo di incubazione può arrivare anche a sei settimane, anche se periodi più brevi sono più frequenti.
Sottoposti alle cure del caso, nessuno di loro è in condizioni preoccupanti ed alcuni sono stati addirittura già dimessi.
Ma se dal punto di vista strettamente medico non sono un problema, i tredici casi di epatite A possono rappresentare una vera e propria emergenza in termini sanitari. L’epatite A, infatti, è una malattia che si trasmette per via orefecale, cioè mangiando cibi infetti o bevendo acqua ugualmente contaminata. A Pistoia, quindi, è subito scattata una indagine epidemiologica, cioé una ricerca che consenta di isolare l’origine, la fonte – per dir così – dell’infezione. Oppure le fonti, visto che non necessariamente si deve trattare di una sorgente unica per tutti i casi.
Di certo le infezioni da epatite A si ricollegano molto spesso a condizioni igieniche insufficenti dove si vive o si consumano pasti. Un possibile strumento di infezione può essere l’acqua, contaminata da feci animali o da carcasse di qualunque tipo. Ma è possibile prendere l’epatite A mangiando ad esempio dei frutti di mare non adeguatamente trattati, oppure mal conservati. Anche altri alimenti, come la carne, e in generale tutti i cibi crudi, possono essere veicoli di infezione. Infine, l’epatite A può essere trasmissibile anche per via sessuale.
Quello che colpisce nel caso di Pistoia è il breve lasso di tempo in cui si sono concentrati i ricoveri, circostanza che farebbe pensare ad un unico fattore scatenante. Comune – lo ripetiamo – i medici di Pistoia sono al lavoro proprio su questo e nelle prossime ore dovrebbe essere possibile saperne di più.
I sintomi tipici di questa infezione sono la nausea, il vomito, la febbre e i dolori all’addome, anche forti. Il tempo di incubazione può arrivare anche a sei settimane, anche se periodi più brevi sono più frequenti.
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