Sicurezza
Scuola, ultime cattedre assegnate al rush finale
di Giovanna Laporta
Da lunedì prossimo tutto dovrebbe andare a regime con altri 250 incarichi assegnati nell’ulteriore tour de force tenuto ieri all’Ufficio scolastico provinciale
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PISTOIA. Assegnati oltre il 90 per cento dei posti vacanti alle medie e alle superiori in provincia di Pistoia. Ieri, nei locali del dopolavoro ferroviario, si è tenuta la terza assemblea coordinata finalizzata a nominare almeno 250 docenti necessari per completare il puzzle degli organici di diritto e di fatto. Loretta Sabatini, in pensione sulla carta da ormai più di due anni, all’Ufficio Scolastico Provinciale continua a coordinare la sempre più complicata attività di assegnazione delle cattedre sia di ruolo che a tempo deteriminato. «Al primo incontro del 20 settembre – spiega – abbiamo reclutato 199 insegnanti di seconda fascia. Al secondo appuntamento del 22 settembre, riservato alla terza fascia, siamo riusciti a stipulare 481 contratti in un giorno. E’ stato un tour de force, dalle 8 della mattina alle 20 di sera senza mai fermarsi. Ecco perché abbiamo aggiornato tutto al 27 settembre. Restavano da conferire ancora almeno 250 incarichi». Con un’altra maratona straordinaria, ne sono stati dati circa 200. Resta, quindi, una quota irrisoria di incarichi da assegnare. Il quadro verrà completato autonomamente dalle scuole, con le graduatorie di istituto. Se queste non dovessero essere sufficienti a colmare le ultime lacune, si ricorrerà alle Mad, acronimo che indica la formula delle cosidette “messe a disposizione”. Da lunedì 2 ottobre, comunque, tutto dovrebbe partire a regime. Prevalentemente, restano da coprire cattedre o spezzoni di matematica, fisica, meccanica e altre discipline specialistiche. Molte delle cattedre sono state coperte con professionisti o addirittura da ricercatori che svolgono attività di ricerca universitaria. «Il quadro – dice Lucia Bagnoli, segretaria della Cgil Scuola - basta per smentire i proclami fatti da vari livelli dell’amministrazione, sia da quello regionale nella persona dell’assessore all’istruzione, che da quello nazionale, nella persona della ministra, che hanno ribadito come l’anno scolastico sia partito bene in nome dell’efficacia e dell’efficienza derivanti dalla Buona Scuola. No, non è così: abbiamo visto da un lato i precari che hanno sofferto ore d’ansia nell’incertezza di sapere se avessero avuto il posto o meno, in molti casi con figli piccolissimi al seguito, dall’altro i lavoratori sia delle scuole che dell’amministrazione provinciale (ex provveditorato) rimanere al lavoro per ben 11 ore, in barba ad ogni regola contrattuale e sindacale; è evidente quindi ancora una volta come la scuola pubblica statale vada avanti grazie alla buona volontà degli addetti, siano essi assistenti amministrativi, dirigenti scolastici o lavoratori dell’ex Provveditorato… altro che fannulloni del pubblico impiego di brunettiana memoria».
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