Sicurezza
Tomasi: usciamo da Uniser via libera dal consiglio
I capigruppo di maggioranza: decisioni diverse sono impossibili e sbagliate Ma scoppia la polemica con l’opposizione, che chiedeva di rilanciare il consorzio
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PISTOIA. Addio Uniser, addio, prima o poi, anche Farcom. L’amministrazione comunale si è espressa per la prima volta con un atto formale sulla delicata materia delle aziende controllate e/o partecipate e la decisione è stata chiara: uscita dal consorzio universitario, l’Uniser e preparazione all’uscita, totale o parziale, anche rispetto alla Farcom, l’azienda delle farmacie comunali.
Queste le scelte politiche della giunta Tomasi, sintetizzate nel documento di “Revisione straordinaria delle partecipazioni” che ogni Comune (e Pistoia ovviamente non fa eccezione) è chiamato ad approvare entro la fine del mese. L’assemblea di Palazzo di Giano ha discusso della materia nella seduta di lunedì ed alla fine la proposta della giunta è passata con 20 voti favorevoli e 10 contrari.
Ma in consiglio c’è stata battaglia, soprattutto sull’opportunità di uscire dall’Uniser, il consorzio che si occupa degli spazi per il polo universitario pistoiese e che, dopo l’uscita della Provincia è rimasta con una compagine societaria costituita soltanto dalla Fondazione Caripit e (per ora) dal Comune, oltre ad una piccola partecipazione dell’Università di Firenze. Nato nel 2001, il polo universitario pistoiese oggi gestisce solo i corsi di laurea di primo livello in fisioterapia e scienze infermietistiche.
Secondo la giunta l’uscita da Uniser è giustificata, perché, come si legge nella delibera, “non si ravvisa la necessità del mantenimento per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente, sul piano della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria, nonché per il fatto che detta società non gestisce alcun servizio affidato dal Comune di Pistoia”.
Presentando l’atto, l’assessore al bilancio Margherita Semplici ha negato che nell’applicare la legge vi fossero spazi reali di manovra a disposizione del Comune: quindi la scelta di fuoriuscire da Uniser sarebbe obbligata.
Di parere contrario l’opposizione, che con motivazioni e argomentazioni diverse, ha sostenuto la necessità di mantenere la partecipazione, cercando semmai di rilanciare il polo universitario pistoiese. Il gruppo di Pistoia sorride ha anche presentato una raccomandazione che auspicava la creazione “di una società volta a favorire la ricerca scientifica e l'alta formazione, allo scopo ultimo di creare una connessione tra la ricerca scientifica universitaria e il tessuto economico-sociale del territorio". Ma la proposta è stata respinta dall’amministrazione comunale.
Sul tema sono intervenuti infine con un comunicato tutti i capigruppo di maggioranza, ribadendo che da un punto di vista giuridico non vi erano veri spazi per mantenere la partecipazione, mentre da quello politico va preso atto che “uno degli scopi primari del progetto Uniser può considerarsi tramontato”. Viene invece valutata positivamente la proposta lanciata dal sindaco Tomasi di una nuova riflessione sul tema, coinvolgendo anche le associazioni di categoria, “utilizzando anche l’occasione del tavolo di sviluppo economico”.
Fabio Calamati
Queste le scelte politiche della giunta Tomasi, sintetizzate nel documento di “Revisione straordinaria delle partecipazioni” che ogni Comune (e Pistoia ovviamente non fa eccezione) è chiamato ad approvare entro la fine del mese. L’assemblea di Palazzo di Giano ha discusso della materia nella seduta di lunedì ed alla fine la proposta della giunta è passata con 20 voti favorevoli e 10 contrari.
Ma in consiglio c’è stata battaglia, soprattutto sull’opportunità di uscire dall’Uniser, il consorzio che si occupa degli spazi per il polo universitario pistoiese e che, dopo l’uscita della Provincia è rimasta con una compagine societaria costituita soltanto dalla Fondazione Caripit e (per ora) dal Comune, oltre ad una piccola partecipazione dell’Università di Firenze. Nato nel 2001, il polo universitario pistoiese oggi gestisce solo i corsi di laurea di primo livello in fisioterapia e scienze infermietistiche.
Secondo la giunta l’uscita da Uniser è giustificata, perché, come si legge nella delibera, “non si ravvisa la necessità del mantenimento per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente, sul piano della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria, nonché per il fatto che detta società non gestisce alcun servizio affidato dal Comune di Pistoia”.
Presentando l’atto, l’assessore al bilancio Margherita Semplici ha negato che nell’applicare la legge vi fossero spazi reali di manovra a disposizione del Comune: quindi la scelta di fuoriuscire da Uniser sarebbe obbligata.
Di parere contrario l’opposizione, che con motivazioni e argomentazioni diverse, ha sostenuto la necessità di mantenere la partecipazione, cercando semmai di rilanciare il polo universitario pistoiese. Il gruppo di Pistoia sorride ha anche presentato una raccomandazione che auspicava la creazione “di una società volta a favorire la ricerca scientifica e l'alta formazione, allo scopo ultimo di creare una connessione tra la ricerca scientifica universitaria e il tessuto economico-sociale del territorio". Ma la proposta è stata respinta dall’amministrazione comunale.
Sul tema sono intervenuti infine con un comunicato tutti i capigruppo di maggioranza, ribadendo che da un punto di vista giuridico non vi erano veri spazi per mantenere la partecipazione, mentre da quello politico va preso atto che “uno degli scopi primari del progetto Uniser può considerarsi tramontato”. Viene invece valutata positivamente la proposta lanciata dal sindaco Tomasi di una nuova riflessione sul tema, coinvolgendo anche le associazioni di categoria, “utilizzando anche l’occasione del tavolo di sviluppo economico”.
Fabio Calamati
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