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Funghi tutti i giorni? La montagna dice no

Funghi tutti i giorni? La montagna dice no

Pagliai: «Boschi sotto assedio, serve una legge diversa». Incontro pubblico con la Regione

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SAN MARCELLO. Un assedio di fungaioli sulla montagna pistoiese alla ricerca del re porcino. Una gara a chi li trova, fin dalle prime ore del mattino e, soprattutto tutti i giorni. E questo non è davvero un beneficio per il bosco.

La sperimentazione introdotta dalla giunta regionale nel 2014, su richiesta della provincia di Pistoia, relativa al divieto assoluto di raccolta per un giorno a settimana (martedì) e il limite, per i soli residenti per un altro giorno (venerdì) era in vigore fino allo scorso 16 giugno. Da allora siamo tornati al passato ed è possibile andare a funghi tutti i giorni. Ma questo salto indietro non è stato digerito da molti, soprattutto da coloro che in montagna ci abitano e cercano di rispettare il più possibile la natura. Intanto l'Unione dei Comuni Appennino Pistoiese, raccogliendo i vari malumori, sta preparando una relazione da portare all'attenzione della Regione Toscana e organizzando un incontro pubblico. Tema, quello della salvaguardia del bosco e della necessità di una forte regolamentazione della raccolta di funghi, che non è assolutamente nuovo.

Basta tornare indietro di pochi mesi, alla fine dello scorso anno, quando fu fatto un questionario popolare da un gruppo di appassionati formato da Federico Pagliai, che per primo lanciò il concetto del “Consorzio Alto Pistoiese”, Daniele Pacelli, Danilo Strufaldi e Gianluca Gavazzi. I risultati indicarono che le normative in materia non sono sufficienti ed il personale di controllo è troppo poco. In molti optarono per la salvaguardia del patrimonio boschivo. «Il poter andare tutti i giorni a cercar funghi - spiega Federico Pagliai- non mi piace assolutamente. Anche prima molti cercatori non avevano scrupoli ma in questo periodo si assiste ad un vero assedio. Il problema è reale e questa condizione non fa bene al bosco. I dati del nostro sondaggio parlavano chiaro: ci vuole una regolamentazione diversa. Spero nel futuro perché mi sembra che ci sia una certa sensibilità politica sia a destra che a sinistra».

«In questo modo -afferma Massimo Danesi, non solo fungaio ma amante del patrimonio naturale in genere-non possiamo andare avanti. I boschi sono assediati di persone, una mancanza di rispetto della natura».

«L'Unione di Comuni Appennino Pistoiese - spiega il suo attuale presidente Luca Marmo- non ha competenze stringenti in materia se non quelle legate alla vigilanza. È comunque nostra intenzione, acquisito il parere degli organi tecnici preposti, operare una valutazione sugli esiti della sperimentazione per riproporla in via definitiva, alla Regione Toscana. Il percorso intrapreso proporrà anche l'utilizzo dell nostre guardi e in maniera diverso ed è nostra intenzione fare anche un incontro pubblico sulla materia per ascoltare la popolazione». Sull'argomento anche la Lega Nord: «Siamo presi di mira da gente che viene a raccogliere funghi in maniera selvaggia, senza rispetto per il bosco. Fermo restando che un regolamento va studiato e reso effettivo quanto prima-c'è un altro grosso problema che caratterizzava anche la precedente sperimentazione, ovvero i mancati controlli. Come Lega Nord ci attiveremo per far sì che la raccolta sia disciplinata in maniera equa favorendo i residenti della montagna e facendo si che i controlli siano adeguati, anche ponendo il problema all'attenzione dei nostri consiglieri regionali».

Carlo Bardini

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