Attenzione
Il Comune non paga: addio raggio laser
Ogni accensione costava 5.500 euro ed erano state finanziate soltanto quelle previste nella prima parte dell’anno
PISTOIA. Il dubbio è diventato certezza sabato 16 settembre: il raggio laser che aveva sfrecciato attraverso il cielo di Pistoia all’inizio del 2017 e poi nelle altre grandi occasioni del calendario di Pistoia capitale italiana della cultura, non c’era più.
Dopo la pausa estiva, infatti, il raggio verde che univa Palazzo Fabroni alla fattoria di Celle avrebbe sicuramente dovuto fare la sua comparsa il giorno dell’inaugurazione della mostra “Marino Marini - Passioni visive”, forse l’appuntamento più importante dell’anno. E invece il raggio verde non si è visto. E silenzio anche dal Comune, che non ha fornito spiegazioni, almeno all’inizio.
Ma nei giorni successivi le domande si sono susseguite e alla fine l’amministrazione Tomasi ha rivelato l’arcano: il laser non tornerà ad accendersi perché il suo costo – 5.500 euro più Iva per ogni settimana di funzionamento – è considerato dal sindaco Tomasi e dalla sua giunta troppo alto. Quei soldi verranno meglio spesi in altre (per il momento non specificate) iniziative culturali.
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Quando fu presentato, l’amministrazione Bertinelli spiegò che il raggio laser avrebbe funzionato per sottolineare gli eventi-clou di Pistoia Capitale legati all’arte contemporanea, durante tutto il 2017. Ma in pratica Palazzo di Giano aveva acquistato soltanto le prime quattro accensioni del raggio. Accensioni della durata di 8 giorni, che in base all’accordo firmato con l’azienda fornitrice, la Laser Entertainment di Cologno Monzese, costano 5.500 euro più Iva ciascuna. Per un totale, quindi, di 22.000 euro più Iva
Entrata in carica la nuova giunta comunale, dopo le elezioni amministrative del 25 giugno, si è presentata la necessità di rifinanziare la fornitura con la Laser Entertainment. Ma una volta messi a conoscenza del costo, la nuova amministrazione ha scelto di spegnere il raggio verde e di destinare ad altro la somma che sarebbe stata necessaria. «Non vedo perché dovremmo spendere questi soldi – ha commentato il sindaco Alessandro Tomasi a Tvl – i simboli di Pistoia capitale della cultura sono ben altri».
Questa soppressione del raggio laser è forse la novità più evidente finora introdotta dalla nuova giunta di centrodestra nel programma di Pistoia capitale, che Tomasi si è trovato ad ereditare interamente dalla precedente amministrazione.
Il laser disegnava nel cielo un raggio di 5,4 km, la distanza che corre tra Palazzo Fabroni (sede delle principali mostre d’arte del 2017) e la villa di Celle, famosa a livello internazionale per la sua collezione unica di arte ambientale. Il progetto era stato concretizzato sulla base di un’idea dell’ex direttrice dei musei comunali Chiara d’Afflitto e dello stesso Giuliano Gori, proprietario della villa di Celle. Voleva riprendere l’idea di un altro raggio laser, con il quale l’artista contemporaneo Dani Karavan aveva unito, nel 1978, la cupola di Santa Maria del Fiore al Forte Belvedere, a Firenze.
Fin dalla sua prima accensione, nei primi otto giorni di gennaio, il raggio laser suscitò reazioni opposte: chi lo trovò molto bello e suggestivo, chi invece lo criticò aspramente, trovandolo pacchiano e megalomane. Il 3 gennaio provocò anche un allarme, subito rientrato: il pilota di un velivolo privato, in decollo dall’’aeroporto fiorentino di Peretola, lo segnalò ai carabinieri di Prato, nonostante che l’accensione del raggio fosse stata opportunamente notificata alle autorità aeroportuali.
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