Sicurezza
Meno olio e più costoso ma la qualità è eccellente
di Tommaso Artioli
Produzione in calo del 50-60% a causa della siccità. Pasquini (Anapoo): nessun problema per il leccino, mentre hanno sofferto le piante da frantoio
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QUARRATA. Raccolto povero in termini quantitativi, ma prodotto di qualità elevata. Si prospetta così l’annata 2017 per l’olio d’oliva in provincia di Pistoia.
Un territorio che, in linea con il resto della regione, risente del lungo periodo di siccità estivo e della scarsa allegagione (fecondazione dei fiori), nonostante l’abbondante fioritura primaverile.
Fattori che a Pistoia, come in tutta la Toscana, portano a prevedere crolli tra il 50 e il 60% delle quantità rispetto a un’annata di produzione piena. Ma le note positive – osserva l’agronomo Franco Pasquini, presidente di Anapoo (Associazione nazionale assaggiatori professionisti olio d’oliva) e responsabile del gruppo di assaggio della Camera di Commercio di Pistoia – sono attese sul piano della qualità, in considerazione delle basse, e quindi ininfluenti, percentuali di attacco della mosca olearia (3-4% a seconda dei periodi) registrate fino ad ora. «La popolazione della mosca – spiega Pasquini – è stata decimata dal caldo e dove c’è stata la deposizione delle uova, le larve non sono sopravvissute. Così per l’olio si prospettano livelli di qualità molto alti».
Una situazione che, nonostante la mosca sia potenzialmente in grado di attaccare fino a novembre, mette relativamente al sicuro anche gli oliveti non trattati. Considerando, dunque, sia l’elevato livello qualitativo atteso per il 2017, che la scarsa produzione in termini quantitativi registrata nell’anno precedente, il prezzo dell’olio tenderà a salire. Per quanto riguarda le quantità, si prevedono oscillazioni a seconda della varietà di olivo e delle zone del territorio. «Il leccino – chiarisce Pasquini – non ha avuto problemi, mentre le piante di frantoio hanno sofferto di più. Per questo nell’area della Valdinievole, dove le piante di leccino sono molto presenti, la produzione potrebbe essere superiore in termini quantitativi rispetto ad altre zone della provincia».
C’è poi il tema, spesso dibattuto, dell’anticipo della raccolta delle olive in occasione di annate particolari. «L’anticipo – spiega Pasquini – non è mai una bella cosa. Ha senso quando si verificano attacchi importanti da parte della mosca, cosa che quest’anno non è avvenuta. In generale gli oli migliori si ottengono a novembre, quando le piante sentono i primi abbassamenti delle temperature».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un territorio che, in linea con il resto della regione, risente del lungo periodo di siccità estivo e della scarsa allegagione (fecondazione dei fiori), nonostante l’abbondante fioritura primaverile.
Fattori che a Pistoia, come in tutta la Toscana, portano a prevedere crolli tra il 50 e il 60% delle quantità rispetto a un’annata di produzione piena. Ma le note positive – osserva l’agronomo Franco Pasquini, presidente di Anapoo (Associazione nazionale assaggiatori professionisti olio d’oliva) e responsabile del gruppo di assaggio della Camera di Commercio di Pistoia – sono attese sul piano della qualità, in considerazione delle basse, e quindi ininfluenti, percentuali di attacco della mosca olearia (3-4% a seconda dei periodi) registrate fino ad ora. «La popolazione della mosca – spiega Pasquini – è stata decimata dal caldo e dove c’è stata la deposizione delle uova, le larve non sono sopravvissute. Così per l’olio si prospettano livelli di qualità molto alti».
Una situazione che, nonostante la mosca sia potenzialmente in grado di attaccare fino a novembre, mette relativamente al sicuro anche gli oliveti non trattati. Considerando, dunque, sia l’elevato livello qualitativo atteso per il 2017, che la scarsa produzione in termini quantitativi registrata nell’anno precedente, il prezzo dell’olio tenderà a salire. Per quanto riguarda le quantità, si prevedono oscillazioni a seconda della varietà di olivo e delle zone del territorio. «Il leccino – chiarisce Pasquini – non ha avuto problemi, mentre le piante di frantoio hanno sofferto di più. Per questo nell’area della Valdinievole, dove le piante di leccino sono molto presenti, la produzione potrebbe essere superiore in termini quantitativi rispetto ad altre zone della provincia».
C’è poi il tema, spesso dibattuto, dell’anticipo della raccolta delle olive in occasione di annate particolari. «L’anticipo – spiega Pasquini – non è mai una bella cosa. Ha senso quando si verificano attacchi importanti da parte della mosca, cosa che quest’anno non è avvenuta. In generale gli oli migliori si ottengono a novembre, quando le piante sentono i primi abbassamenti delle temperature».
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