Il Tirreno

Pistoia

Quarrata, raddoppiati i cinesi

di Tommaso Artioli

Nell’ultimo anno ci sono state duecento nuove richieste di residenza che hanno portato a 560 il totale

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QUARRATA. Sono sempre di più i cittadini di nazionalità cinese che negli ultimi mesi si sono stabiliti a Quarrata.

Famiglie, in molti casi provenienti dai comuni confinanti come Prato e Carmignano (ed in particolare dalla zona di Seano), che hanno trovato casa e preso la residenza. Su una popolazione complessiva di 26.260 abitanti, a Quarrata vivono oggi 560 persone di nazionalità cinese, 200 delle quali hanno richiesto la residenza solo nell’ultimo anno. Un fenomeno in crescita, balzato all’attenzione degli uffici comunali quando, tra maggio e giugno scorsi, si dovevano comporre le classi in vista dell’anno scolastico da poco iniziato. «L’aumento delle richieste di residenza da parte di cittadini di nazionalità cinese – spiega l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Quarrata, Francesca Marini – è stato particolarmente evidente dallo scorso gennaio. Si tratta in molti casi di famiglie che provengono dal territorio pratese e che cercano abitazioni che siano dotate anche di un piccolo stanzone, di un laboratorio, o comunque di un annesso a destinazione artigianale in cui svolgere la propria attività lavorativa al riparo da contestazioni sull’utilizzo dei locali. Si trasferiscono sul territorio quarratino probabilmente perché riescono a trovare immobili di questo tipo a costi d'affitto inferiori a quelli di Prato». Verso Quarrata si spostano persone, dunque, ma anche attività. Così, il comando di Polizia municipale, di concerto con tutte le autorità competenti, ha negli ultimi tempi avviato un’azione di monitoraggio del territorio, volta a verificare e garantire il rispetto della legalità nelle attività produttive e, eventualmente, a scoprire quelle abusive. «L’intenzione – prosegue Marini – è di portare avanti l’attività di monitoraggio proprio per non sottovalutare il fenomeno sulla base di quanto avvenuto a Prato in passato». Tra i primi frutti dell’azione messa in campo sul territorio quarratino, il blitz di qualche giorno fa con cui carabinieri, Polizia municipale e Ispettorato del lavoro hanno portato alla luce un’attività illegale (senza alcuna registrazione alla Camera di commercio) in un seminterrato della frazione di Catena. Un laboratorio per la produzione di capi di abbigliamento, in cui lavoravano 21 persone di nazionalità cinese senza tutele e nella pressoché totale assenza del rispetto delle norme di sicurezza e sanitarie. L'operazione è scattata proprio al termine di un periodo di intensa attività di controllo. «Voglio ribadire la nostra stima e la nostra fiducia nei confronti del comando locale della Polizia municipale e di tutte le autorità convolte in questa opera – sottolinea Marini – auspicando che il monitoraggio del territorio continui per garantire il rispetto delle leggi all’interno delle attività produttive, a cui tutti si devono attenere».

Intanto il fenomeno migratorio è iniziato e quindi difficilmente si potrà fermare. Ma con l’impegno da parte di tutti potrà essere sicuramente governato per fare in modo che non sia una presenza volta a creare attività illegali.

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