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Pistoia 1312: un episodio slegato dalle rivalità calcistiche

PISTOIA. Contrariamente a quanto si potesse pensare, la maxi-rissa scattata nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso in centro a Pistoia non è riconducibile al mondo ultrà. Le quattro persone...

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PISTOIA. Contrariamente a quanto si potesse pensare, la maxi-rissa scattata nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso in centro a Pistoia non è riconducibile al mondo ultrà.

Le quattro persone attualmente sotto custodia cautelare sono sì legati all'ambiente della tifoseria della Pistoiese, come reso noto dalle stesse forze dell'ordine, ma il tragico accadimento non ha nulla a che vedere con il calcio e con le dinamiche delle curve. Nessuna vecchia ruggine da stadio né rivalità campanilistiche: i motivi scatenanti sono stati altri.

È recente la notizia dello scioglimento del principale gruppo ultras arancione, "Pistoia 1312", ma a quanto sappiamo anche quella scelta non è in alcun modo collegata ai fatti di Via dei Fabbri. «La decisione è stata presa dopo la prima partita di campionato perché ci siamo resi conto che il gruppo non era più in grado di portare avanti la mentalità ultras per come la intendiamo noi - si può leggere nel comunicato diffuso nei giorni scorsi - la continua repressione che in questi ultimi due anni ha falcidiato tutto il direttivo (chiaro riferimento ai numerosi Daspo che hanno colpito alcuni esponenti del gruppo, ndr) e la lotta contro la tessera del tifoso e l’articolo 9, che ha portato ad una spaccatura all’interno della curva, sono alcuni elementi che ci hanno portato a prendere questa drastica decisione».

Da segnalare che nelle prime gare della stagione gli ultras arancioni non erano entrati allo stadio Melani proprio per protestare contro l'applicazione dell'articolo 9 nei confronti di alcuni ragazzi del gruppo. (a.b.)

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