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Danti replica a Fontana: usi una sentenza a fini politici
ABETONE. Secca replica dell’ex sindaco Giampiero Danti a Marcello Fontana riguardo all’articolo pubblicato su “Il Tirreno” per l’archiviazione della denuncia firmata da Danti a Fontana, nel corso...
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ABETONE. Secca replica dell’ex sindaco Giampiero Danti a Marcello Fontana riguardo all’articolo pubblicato su “Il Tirreno” per l’archiviazione della denuncia firmata da Danti a Fontana, nel corso della campagna per la fusione dei Comuni di Abetone e Cutigliano. Oggetto della denuncia, alcuni manifesti in cui l’allora sindaco di Abetone veniva qualificato come bugiardo.
“Siamo e resteremo avversari politici – scrive Danti – hai fatto pubblica una vicenda privata, che stai continuando ad usare a fini politici facendo la “povera vittima”, come il lupo travestito da agnello”.
Danti prosegue ricordando che Fontana gli è stato contrario fino dal 2009 quando i due si affrontarono sulla questione del contenzioso con Gaia sull’acqua potabile. Danti nel 2012 vinse quella difficile battaglia facendo rimanere la gestione acqua al Comune.
Danti scrive allora: “Non ti ho visto, né sentito, probabilmente nascosto e tacitato da un grande successo per la comunità. Forse era troppa la rabbia: avevi attaccato e avevi fallito. La vittoria della comunità non era evidentemente la tua”.
“Non ti ho sentito nemmeno – continua Danti – quando sono riuscito a portare risorse al comune di Abetone coinvolgendo addirittura il governo nazionale, ma ti ho sentito dire pubblicamente che la fusione Abetone-Cutigliano era il male minore rispetto all’ipotesi di un unico comune della montagna. Dopo, probabilmente, quando hai capito che l’argomento sarebbe stato un bel cavallo elettorale, a capo di un comitato cittadino, mi hai dato del bugiardo con tanto di manifesto e ho ritenuto di essere stato offeso personalmente. Mi sono difeso secondo la legge, quella stessa legge che, interpretata dalla Magistratura, ha detto che non mi dovevo ritenere offeso”.
Danti prosegue dicendo che pagare dei manifesti satirici e affiggerli per tutto il Comune non è certamente rispettoso per l’avversario . Poi l’affondo: “Sei tanto contento di avermi sbeffeggiato impunemente che, con il petto in fuori e gonfio d’orgoglio, ne sai più della maggioranza che hai sostenuto: sai già che con quella fusione che pubblicamente hai definito il male minore, i servizi funzioneranno peggio e che le risorse concesse, di cui mettevi in dubbio l’arrivo ma sei stato smentito nei fatti, sono serviti a pagare dei debiti”.
Sauro Romagnani
“Siamo e resteremo avversari politici – scrive Danti – hai fatto pubblica una vicenda privata, che stai continuando ad usare a fini politici facendo la “povera vittima”, come il lupo travestito da agnello”.
Danti prosegue ricordando che Fontana gli è stato contrario fino dal 2009 quando i due si affrontarono sulla questione del contenzioso con Gaia sull’acqua potabile. Danti nel 2012 vinse quella difficile battaglia facendo rimanere la gestione acqua al Comune.
Danti scrive allora: “Non ti ho visto, né sentito, probabilmente nascosto e tacitato da un grande successo per la comunità. Forse era troppa la rabbia: avevi attaccato e avevi fallito. La vittoria della comunità non era evidentemente la tua”.
“Non ti ho sentito nemmeno – continua Danti – quando sono riuscito a portare risorse al comune di Abetone coinvolgendo addirittura il governo nazionale, ma ti ho sentito dire pubblicamente che la fusione Abetone-Cutigliano era il male minore rispetto all’ipotesi di un unico comune della montagna. Dopo, probabilmente, quando hai capito che l’argomento sarebbe stato un bel cavallo elettorale, a capo di un comitato cittadino, mi hai dato del bugiardo con tanto di manifesto e ho ritenuto di essere stato offeso personalmente. Mi sono difeso secondo la legge, quella stessa legge che, interpretata dalla Magistratura, ha detto che non mi dovevo ritenere offeso”.
Danti prosegue dicendo che pagare dei manifesti satirici e affiggerli per tutto il Comune non è certamente rispettoso per l’avversario . Poi l’affondo: “Sei tanto contento di avermi sbeffeggiato impunemente che, con il petto in fuori e gonfio d’orgoglio, ne sai più della maggioranza che hai sostenuto: sai già che con quella fusione che pubblicamente hai definito il male minore, i servizi funzioneranno peggio e che le risorse concesse, di cui mettevi in dubbio l’arrivo ma sei stato smentito nei fatti, sono serviti a pagare dei debiti”.
Sauro Romagnani
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