Sicurezza
trasporto pubblico
Per regolare meglio il servizio il Copit ascolterà gli studenti
PISTOIA. Un censimento degli spostamenti in autobus degli studenti, per individuare i punti critici e capire così come ridurli. Con l'inizio della scuola torna "l'incubo autobus", soprattutto negli...
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PISTOIA. Un censimento degli spostamenti in autobus degli studenti, per individuare i punti critici e capire così come ridurli. Con l'inizio della scuola torna "l'incubo autobus", soprattutto negli orari di uscita dalle lezioni. Per cercare di trovare non tanto una soluzione definitiva, ma almeno un miglioramento, gli studenti della Consulta provinciale di Pistoia hanno deciso di collaborare con il Copit ad un progetto che preveda un censimento dei loro spostamenti con i mezzi pubblici.
In poche parole agli studenti degli istituti che gravano nella zona di viale Adua, ovvero liceo scientifico Duca d'Aosta, Fedi-Fermi e succursale del liceo artistico Petrocchi, sarà fornito un questionario da riempire per raccogliere informazioni sul luogo di partenza e di scesa dagli autobus. I ragazzi dovranno indicare l’istituto di appartenenza, la fermata dell’autobus di partenza (piazza San Francesco o stazione ferroviaria) e la fermata autobus di discesa.
«Voglio ringraziare i dirigenti delle scuole di viale Adua e presidente e direttore del Copit, Antonio Di Zanni e Kevin Sichi –ha esordito Dario Baldassari, presidente della Consulta provinciale degli studenti alla presentazione del progetto- finalmente ci sarà per la prima volta una collaborazione diretta tra Copit e scuole affinché l’azienda possa migliorare il servizio pubblico».
«Abbiamo scelto quelle scuole perché sono quelle più scomode da raggiungere e perché fare un lavoro sugli istituti del centro sarebbe stato più complesso. Gli studenti avranno tempo fino all’8 ottobre prossimo per compilare il modulo».
Dopo quella data, anche in vista di un orario definitivo delle lezioni, Copit potrà rimettere mano agli orari e al numero delle navette disponibili per migliorare il servizio. «Sul servizio di trasporto pubblico il Copit può fare ben poco, sono gli enti locali che decidono il servizio – ha spiegato Kevin Sichi, direttore Copit – con questo progetto però qualcosa possiamo fare perché andiamo a toccare qualcosa di nostra competenza, cioè le navette. Per noi è importante riuscire a monitorare soprattutto le uscite che sono le situazioni più complesse».
«Siamo veramente entusiasti di questo progetto e faremo compilare subito il questionario – ha detto Paolo Bernardi, preside dell’istituto Fedi-Fermi- dei nostri 1.300 studenti, circa 650 sono residenti fuori comune e si spostano con gli autobus».
Alessandra Tuci
In poche parole agli studenti degli istituti che gravano nella zona di viale Adua, ovvero liceo scientifico Duca d'Aosta, Fedi-Fermi e succursale del liceo artistico Petrocchi, sarà fornito un questionario da riempire per raccogliere informazioni sul luogo di partenza e di scesa dagli autobus. I ragazzi dovranno indicare l’istituto di appartenenza, la fermata dell’autobus di partenza (piazza San Francesco o stazione ferroviaria) e la fermata autobus di discesa.
«Voglio ringraziare i dirigenti delle scuole di viale Adua e presidente e direttore del Copit, Antonio Di Zanni e Kevin Sichi –ha esordito Dario Baldassari, presidente della Consulta provinciale degli studenti alla presentazione del progetto- finalmente ci sarà per la prima volta una collaborazione diretta tra Copit e scuole affinché l’azienda possa migliorare il servizio pubblico».
«Abbiamo scelto quelle scuole perché sono quelle più scomode da raggiungere e perché fare un lavoro sugli istituti del centro sarebbe stato più complesso. Gli studenti avranno tempo fino all’8 ottobre prossimo per compilare il modulo».
Dopo quella data, anche in vista di un orario definitivo delle lezioni, Copit potrà rimettere mano agli orari e al numero delle navette disponibili per migliorare il servizio. «Sul servizio di trasporto pubblico il Copit può fare ben poco, sono gli enti locali che decidono il servizio – ha spiegato Kevin Sichi, direttore Copit – con questo progetto però qualcosa possiamo fare perché andiamo a toccare qualcosa di nostra competenza, cioè le navette. Per noi è importante riuscire a monitorare soprattutto le uscite che sono le situazioni più complesse».
«Siamo veramente entusiasti di questo progetto e faremo compilare subito il questionario – ha detto Paolo Bernardi, preside dell’istituto Fedi-Fermi- dei nostri 1.300 studenti, circa 650 sono residenti fuori comune e si spostano con gli autobus».
Alessandra Tuci
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