Sicurezza
Maxi rissa in centro a Pistoia: 4 arresti e 5 denunciati - Video
L'episodio in piazza della Sala: a scatenare tanta violenza vecchie ruggini tra alcuni ragazzi
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PISTOIA. Ore 2,43 del mattino, 26 agosto. Via dei Fabbri, a due passi da piazza della Sala, cuore di Pistoia. Non siamo a Lloret de Mar. La scena ripresa dalla telecamera di sorveglianza non è quella della tragica notte spagnola di due settimane prima, in cui Niccolò Ciatti, 22enne fiorentino, fu massacrato di botte in discoteca. Stessa agghiacciante violenza, epilogo diverso. Ma solo per un caso, per una frazione di secondo. La vittima, un altro giovane, è a terra, uno degli aggressori lo tiene giù, lo tempesta di pugni. Altri due si avvicinano, caricano il calcio in contemporanea, diretto alla testa, ma poco prima di colpire i loro piedi s’incontrano, smorzando la violenza dell’impatto, potente a sufficienza da far perdere i sensi ma non da uccidere. Lo lasciano lì, svenuto, con la maglia strappata, sanguinante dal naso, dalla bocca, ma non prima di avergli assestato un altro calcio, in pancia. Il ragazzo, 23 anni, pistoiese, sembra agonizzante, ma gli è andata bene: trauma cranico, tante ferite, ma solo 10 giorni di prognosi. Gli aggressori, sei in tutto, si dileguano prima dell’arrivo della polizia.
GLI ARRESTATI
Ma nella mattina di sabato 16 all’alba, quattro di loro, sono finiti in manette. Rissa aggravata l’accusa con cui il gip del tribunale, grazie alle indagini portate a termine della Squadra volante della questura, ha disposto per loro la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Si tratta di Giano Sermi, 35 anni, Simone Pisu, 36, Massimiliano Villani, 40 e Nicola Maestripieri, 34, tutti pistoiesi, tutti legati agli ambienti della tifoseria arancione.
Già martedì scorso le loro abitazioni erano state perquisite dai poliziotti dell’ufficio Upg-sp, in cerca di conferme alle immagini video: gli abiti indossati la notte dell’aggressione. Così come erano state perquisite le abitazioni dei due amici – sempre di Pistoia – che avevano preso parte alla rissa al loro fianco, e quelle dei tre giovani aggrediti, due lucchesi (uno finito all’ospedale, anche lui con 10 giorni di prognosi) e il pistoiese preso a calci. Tutti e cinque, come gli arrestati, indagati per lo stesso reato.
IL MOTIVO DELLA VIOLENZA
All’origine della rissa, senza dubbio, vecchie ruggini. Politica, tifo, non si sa. A darvi inizio, è certo, il Villani. Nelle immagini si vede chiaramente. Mentre i tre amici parlano e scherzano fra di loro, si avvicina con passo deciso. Dice qualcosa. “Ti avevo avvertito di non farti più vedere qui” forse le sue parole. Fatto sta che sferra un cazzotto a uno dei ragazzi di Lucca.
La reazione è immediata, ma gli aggressori sono in sei. Contro tre. Volano cazzotti, calci, cinghiate. Il 23enne pistoiese ha quasi subito la peggio. Contro di lui sono in due, in tre. Finisce a terra, sul lastricato di via dei Fabbri, davanti alla “Fiaschetteria”. Villani è il doppio di lui, gli è sopra, lo tiene giù, lo tempesta di pugni. Lui cerca di ripararsi con le gambe. Uno degli amici lucchesi prova a difenderlo, ma viene tenuto a distanza a colpi di fibbia. Poi arriva il doppio calcio, che gli fa perdere i sensi. E quello sulla pancia. Mentre intorno chi guarda non ha il coraggio di intervenire. La prima a farlo, a chinarsi su di lui, come per proteggerlo da altre botte, è una ragazza bionda. Lo accarezza. Allunga una mano per dire basta. Ne arriva un’altra. Gli aggressori desistono, se ne vanno. Qualcuno tira fuori il cellulare e chiama il 118, e la polizia. Ora gli arresti.
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