Attenzione
Raccolta funghi, si torna al passato
Benesperi (Unione dei Comuni montani): «La nuova normativa regionale consente l’accesso ai boschi tutti i giorni»
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SAN MARCELLO. Era nell’aria e volava talmente alta la notizia anticipata ieri da Il Tirreno, che forse c’erano profondi cambiamenti riguardo la normativa che disciplina la raccolta di funghi, rimasti nell’ombra sui monti della Montagna Pistoiese, ma anche sconosciuti agli organi preposti al controllo del territorio che niente sapevano fino a ieri. È infatti da giugno di quest’anno che i funghi possono essere raccolti anche nei giorni in cui prima era proibito, il martedì, e in quelli in cui c’erano delle limitazioni, il venerdì.
Al momento ancora non è del tutto chiaro cosa e come le norme siano cambiate, tanto che il dirigente dell’Unione dei Comuni montani Appennino pistoiese, Francesco Benesperi ha confermato: «Stiamo prendendo ulteriori informazioni e precisazioni per i nuovi assetti previsti dalla nuova normativa regionale».
La notizia farà molto rumore. In molti saranno contenti, altrettanti scontenti. Roaccenderà l’annosa discussione su come, quando e in quali condizioni si debba accedere ai boschi e soprattutto chi, quanti e in quali tempi possano accedervi. La vecchia normativa intendeva in qualche modo “dare respiro” ai funghi con un giorno di sosta, il martedì, e limitando di fatto, il venerdì, il numero delle persone che potevano recarsi nei boschi.
Tutto azzerato e tutto come prima. In Montagna Pistoiese nessuno conosceva queste disposizioni, nemmeno gli agenti forestali dell’Unione dei Comuni montani Appennino pistoiese, preposti al controllo dei boschi. C’è da chiedersi cosa sarebbe accaduto se martedì scorso, per esempio, se i forestali avessero emesso delle sanzioni nei confronti di presunti trasgressori trovati a raccogliere funghi in un giorno “proibito” che invece era perfettamente regolare.
Insomma davvero uno stato di cose incredibile originato dai cambiamenti istituzionali riguardanti le Province. A partire dal 31 dicembre 2015 la competenza in materia di raccolta funghi era passata dalle Province alla Regione Toscana, che si era data un periodo di tre anni di sperimentazione per confermare o modificare quanto le Province avevano stabilito. La Regione aveva iniziato il periodo sperimentale nel giugno 2015. Quindi dal giugno 2017 la Regione Toscana avrebbe dovuto dare notizia delle proprie decisioni, ma non l’avrebbe fatto. Da qui i disguidi e qualche malumore. Né fungai, che abbiamo ascoltato, né gente comune appassionata alla ricerca dei funghi sapeva niente. Questo per quanto riguarda i giorni di raccolta, mentre sembra che tutto il resto della vecchia normativa – tesserini, loro costo e loro differenziazioni, grandezza minima dei funghi che si possono raccogliere ed altro – sia rimasto invariato.
Sauro Romagnani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Al momento ancora non è del tutto chiaro cosa e come le norme siano cambiate, tanto che il dirigente dell’Unione dei Comuni montani Appennino pistoiese, Francesco Benesperi ha confermato: «Stiamo prendendo ulteriori informazioni e precisazioni per i nuovi assetti previsti dalla nuova normativa regionale».
La notizia farà molto rumore. In molti saranno contenti, altrettanti scontenti. Roaccenderà l’annosa discussione su come, quando e in quali condizioni si debba accedere ai boschi e soprattutto chi, quanti e in quali tempi possano accedervi. La vecchia normativa intendeva in qualche modo “dare respiro” ai funghi con un giorno di sosta, il martedì, e limitando di fatto, il venerdì, il numero delle persone che potevano recarsi nei boschi.
Tutto azzerato e tutto come prima. In Montagna Pistoiese nessuno conosceva queste disposizioni, nemmeno gli agenti forestali dell’Unione dei Comuni montani Appennino pistoiese, preposti al controllo dei boschi. C’è da chiedersi cosa sarebbe accaduto se martedì scorso, per esempio, se i forestali avessero emesso delle sanzioni nei confronti di presunti trasgressori trovati a raccogliere funghi in un giorno “proibito” che invece era perfettamente regolare.
Insomma davvero uno stato di cose incredibile originato dai cambiamenti istituzionali riguardanti le Province. A partire dal 31 dicembre 2015 la competenza in materia di raccolta funghi era passata dalle Province alla Regione Toscana, che si era data un periodo di tre anni di sperimentazione per confermare o modificare quanto le Province avevano stabilito. La Regione aveva iniziato il periodo sperimentale nel giugno 2015. Quindi dal giugno 2017 la Regione Toscana avrebbe dovuto dare notizia delle proprie decisioni, ma non l’avrebbe fatto. Da qui i disguidi e qualche malumore. Né fungai, che abbiamo ascoltato, né gente comune appassionata alla ricerca dei funghi sapeva niente. Questo per quanto riguarda i giorni di raccolta, mentre sembra che tutto il resto della vecchia normativa – tesserini, loro costo e loro differenziazioni, grandezza minima dei funghi che si possono raccogliere ed altro – sia rimasto invariato.
Sauro Romagnani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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