Sicurezza
S. Giovanni, il parco delle siringhe
«Tossicodipendenti anche in pieno giorno, mentre nel giardino ci sono i bambini»
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PISTOIA. Costellazioni di pezzi di carta stagnola, che brillano al sole come fossero stelle, e siringhe. Tante siringhe. Disseminate lungo il perimetro delle mura che cingono il giardino pubblico del Conservatorio di San Giovanni, in via della Costituzione. Un’oasi verde, a due passi dalla Galleria nazionale e da corso Gramsci, su cui si affacciano la scuola elementare Carradori, l’istituto superiore Pacini e la Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista.
Un parco frequentato ogni giorno da bambini e ragazzi, famiglie, ma anche da tante persone che – approfittando della pausa pranzo – si godono gli ultimi giorni di un’estate agli sgoccioli. A segnalare la grave situazione è un lettore del Tirreno, assiduo frequentatore del giardino, dove si reca ogni giorno per portare il cane a passeggio. «Sono diversi mesi che c’è questa situazione – racconta – ma mi sembra che nell’ultimo periodo la cosa sia davvero degenerata. Ho chiamato più volte la Polizia municipale, che ha poi provveduto a far ripulire il giardino, ma ora è un continuo. Ho visto con i miei occhi persone bucarsi in pieno giorno dietro le siepi. È una situazione inaccettabile. Bisogna che siano garantiti più controlli. Qui vengono i bambini. Una cosa del genere è inammissibile».
Eppure, varcando il grande cancello del giardino, la quiete al suo interno non lascerebbe pensare a niente del genere. Basta, però, fare qualche decina di passi e raggiungere l’angolo sinistro in fondo al parco per imbattersi in siringhe, aghi e cappucci, lacci emostatici e involucri di plastica abbandonati a terra. Un percorso nel degrado, che si snoda lungo gran parte della cinta muraria che racchiude il parco, e dove – in pochi minuti – abbiamo rinvenuto una decina di siringhe. Segnale inequivocabile che il giardino di San Giovanni è diventato appuntamento fisso per chi fa uso di eroina. Una droga acquistata forse alla stazione o in piazza della Resistenza, dove più volte – anche recentemente – sono stati compiuti controlli dalle forze dell’ordine.
«Non vengo spesso in questo giardino, ma mi piace molto – dice il padrone di un cagnolino incontrato nel parco – Mi sembrava tenuto piuttosto bene, mai mi sarei aspettato una situazione del genere. È davvero spiacevole e pericoloso. Il problema è che qui non c’è nessun controllo. È probabile che chi prima utilizzava piazza della Resistenza per drogarsi, ora si sia spostato in questo parco. Spero che l’annuncio dato dall’amministrazione sull’arrivo di un giardiniere per ogni giardino sia vero. Una presenza fissa servirebbe da deterrente».
Valentina Vettori
Un parco frequentato ogni giorno da bambini e ragazzi, famiglie, ma anche da tante persone che – approfittando della pausa pranzo – si godono gli ultimi giorni di un’estate agli sgoccioli. A segnalare la grave situazione è un lettore del Tirreno, assiduo frequentatore del giardino, dove si reca ogni giorno per portare il cane a passeggio. «Sono diversi mesi che c’è questa situazione – racconta – ma mi sembra che nell’ultimo periodo la cosa sia davvero degenerata. Ho chiamato più volte la Polizia municipale, che ha poi provveduto a far ripulire il giardino, ma ora è un continuo. Ho visto con i miei occhi persone bucarsi in pieno giorno dietro le siepi. È una situazione inaccettabile. Bisogna che siano garantiti più controlli. Qui vengono i bambini. Una cosa del genere è inammissibile».
Eppure, varcando il grande cancello del giardino, la quiete al suo interno non lascerebbe pensare a niente del genere. Basta, però, fare qualche decina di passi e raggiungere l’angolo sinistro in fondo al parco per imbattersi in siringhe, aghi e cappucci, lacci emostatici e involucri di plastica abbandonati a terra. Un percorso nel degrado, che si snoda lungo gran parte della cinta muraria che racchiude il parco, e dove – in pochi minuti – abbiamo rinvenuto una decina di siringhe. Segnale inequivocabile che il giardino di San Giovanni è diventato appuntamento fisso per chi fa uso di eroina. Una droga acquistata forse alla stazione o in piazza della Resistenza, dove più volte – anche recentemente – sono stati compiuti controlli dalle forze dell’ordine.
«Non vengo spesso in questo giardino, ma mi piace molto – dice il padrone di un cagnolino incontrato nel parco – Mi sembrava tenuto piuttosto bene, mai mi sarei aspettato una situazione del genere. È davvero spiacevole e pericoloso. Il problema è che qui non c’è nessun controllo. È probabile che chi prima utilizzava piazza della Resistenza per drogarsi, ora si sia spostato in questo parco. Spero che l’annuncio dato dall’amministrazione sull’arrivo di un giardiniere per ogni giardino sia vero. Una presenza fissa servirebbe da deterrente».
Valentina Vettori
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