Sicurezza
Stagione di prosa, in cartellone molti nomi di grido
Pistoia, dalla coppia Pagliai-Gassman a Gabriel Garko e Francesca Reggiani. Intanto il sindaco Tomasi concede una proroga per la gestione del teatro al cda eletto da Bertinelli
PISTOIA. La donna nuda c’è lo stesso, ma quest’anno nessuna polemica sul “manifesto d’autore” della stagione di prosa del teatro Manzoni, presentata ieri pomeriggio nella Caffetteria del teatro in corso Gramsci. L’opera di Fabian Negrin, che è piaciuta anche al sindaco Alessandro Tomasi, rappresenta un cervo (il teatro) che bacia teneramente una donna senza veli (Pistoia). Alla presentazione della stagione erano presenti, oltre al sindaco Tomasi, il presidente dell’Associazione teatrale pistoiese Rodolfo Sacchettini, il direttore Saverio Barsanti, il presidente della Fondazione Caript Luca Iozzelli, la segretaria dell’assessore regionale alla cultura Cristiana Rita Alfonsi e Marco Vannini di Unicoop.
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Il Comune ha prorogato il cda. Una stagione teatrale particolare, perché è stata concepita dalla gestione Sacchettini-Barsanti con la precedente amministrazione Bertinelli e si ritrova col sindaco cambiato e di opposta bandiera, per di più in un anno in cui Pistoia capitale della cultura ha bisogno di continuità nelle scelte. Il sindaco Alessandro Tomasi ha però rassicurato continuità: il cda verrà prorogato. «Ringrazio Sacchettini - ha detto il sindaco - che mi ha chiamato appena sono stato eletto per chiedermi cosa dovesse fare. Gli ho detto di tenere la barra dritta e continuare a lavorare. Quindi tutte le attività della stagione e la gestione del personale saranno in proroga rispetto alla scadenza di mandato. L’amministrazione metterà risorse importanti in bilancio per la cultura e per il teatro, anche se siamo in una fase di transizione che necessita di chiarezza. Bisognerà ripensare e rifondare lo statuto per avere soggetti finanziatori certi».
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Il forfait della Provincia. Con la Provincia rimasta svuotata di deleghe e finanziamenti, quest’anno è venuta meno un’importante fonte per l’Atp. Ma è stata in qualche sostituita grazie alla volontà degli altri storici finanziatori. In primis, proprio la Fondazione Caript, che ha finanziato corposamente l’attività del teatro senza di sua sponte e non per obbligo scritto nero su bianco. «Ogni volta che entro al Manzoni mi torna in mente il film “2001 Odissea nello spazio, che ho visto qui ai tempi del liceo - ha esordito Luca Iozzelli - Il Manzoni è una parte della storia della città, un bene assoluto da tutelare e conservare. Tra la Fondazione e il teatro Manzoni c’è sempre stata una sinergia stretta, vedi la stagione sinfonica Pro musica che abbiamo presentato proprio oggi». L’altro ente finanziatore è la Regione, la cui rappresentante Rita Alfonsi ha detto che «pur in un momento in cui le risorse per la cultura sono sempre di meno, per noi è fondamentale un impegno economico che cerchi di sostenere la periferia, impedendo che tutto si accentri verso Firenze».
Abbonamenti scontati. L’abbonamento tradizionale offre otto titoli su tre turni e posto fisso, più uno spettacolo con data e posti da scegliere per “La signorina Elsa” al Bolognini più un ulteriore decimo spettacolo da scegliere, novità di quest’anno, fra questi tre titoli: Play Plauto”, “Ci scusiamo per il disagio” e “La ferita della bellezza”.. Vengono poi confermate le riduzioni per i giovani, gli studenti, le associazioni teatrali, i Cral e gli ultrasessantenni, nonché le facilitazioni domenicali per le famiglie. Confermata anche la RisvegliaTi Card per gli under 30, che consente di assistere agli spettacoli con 7 euro.
Pagliai reciterà insieme a Gabriel Garko. Quest'anno, all'interno della Stagione, tra novità e riprese, saranno presenti 4 nostre produzioni: una ad inaugurare l'intero programma e l'abbonamento, le altre in Altri Linguaggi (la parte del cartellone che da anni presenta nuove forme o linguaggi scenici). Martedì 24 Ottobre l'avvio al Bolognini, con La signorina Else di Arthur Schnitzler. Lo spettacolo giunge dal Pistoia Teatro Festival, dove è andato in scena al Teatro Anatomico dello Spedale del Ceppo con un ottimo successo di pubblico e un gradimento unanime da parte della critica nazionale venuta a Pistoia ad assistere alla nuova regia di Federico Tiezzi, probabilmente il più importante regista teatrale italiano.
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Lo spettacolo, coprodotto con la compagnia Lombardi Tiezzi, è interpretato, nel ruolo del titolo, da un'attrice emergente, già allieva di Ronconi, Lucrezia Guidone che ha dato una prova, a detta di tutti, 'in stato di grazia'. Accanto a lei l'ottimo Martino D'Amico. Nonostante le tante repliche, la capienza ridotta del Teatro Anatomico non ha permesso a tutto il nostro pubblico di vedere lo spettacolo, per cui abbiamo ritenuto doveroso riproporlo in stagione, nella versione da palcoscenico con cui poi andrà in tournée.
Altra produzione che arriva dal Pistoia TEATRO Festival, (nel cartellone Altri linguaggi ma in opzione per gli abbonati), La ferita della bellezza, lo spettacolo rappresentato nella Chiesa di San Michele in Cioncio con la regia di Giovanni Guerrieri. Scritto da Luca Scarlini da un'idea di Massimo Grigò (anche in scena con Annibale Pavone e Maurizio Rippa) il lavoro incentrato su un episodio della vita di Atto Melani, il celebre cantante lirico castrato pistoiese, che fu, con i fratelli Jacopo ed Alessandro, protagonista di una formidabile stagione musicale intessuta di trame politiche e sociali nell’Europa di fine ‘600. Lo spettacolo nella ripresa invernale andrà in scena 'in forma itinerante', dal Teatro Bolognini alla vicina chiesa di San Biagino.
Giunge a conclusione il Progetto T sulla Porrettana, realizzato con Gli Omini, il collettivo (Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi e Luca Zacchini, con Giulia Zacchini 'dramaturg') in residenza artistica all'Atp dal 2014. Saranno così proposti lo spettacolo del primo anno Ci scusiamo per il disagio, nel cartellone Altri linguaggi (anche questo in opzione per gli abbonati) e la tappa conclusiva, appunto, Il controllore, nuova produzione. Da ricordare che l'altra compagnia residente, Sotterraneo, sarà presente a Dicembre nel programma di Piccolo Sipario, la rassegna di teatro per le famiglie e le scuole, con Il Giro del mondo in 80 giorni_ kids, proposto da Sara Bonaventura e Claudio Cirri con Daniele Villa in cabina di regia.
In programma troviamo una miscela di autori classici (la tragedia con Medea di Euripide e il gran teatro shakespeariano con Richard II), autori, dello scorso secolo, ormai consacrati (l'inizio Novecento con Schnitzler ma anche con il ritorno sulle scene di Eugene O'Neill e l'ultima parte del secolo con lavori di David Mamet e Woody Allen). Infine le novità: dal testo del regista argentino Claudio Tolcachir, già portato in scena in Italia dalla sua compagnia argentina, alla riscrittura del napoletano Igor Esposito di un cult del cinema come Che fine ha fatto Baby Jane? per arrivare alla commedia leggera di Broadway con Paul Rudnick, drammaturgo americano, romanziere e saggista (autore di titoli come Jeffrey, sceneggiatore di Sister act e prossimo adattatore per il teatro de Il diavolo veste Prada).
Dopo l'apertura con La signorina Else, i titoli in abbonamento si succederanno da Novembre a Marzo. Tra i registi in cartellone, oltre al già citato Federico Tiezzi, vanno segnalati lo stesso Claudio Tolcachir e, altro nome straniero, Peter Stein (il più importante regista di area germanica che in Italia ha trovato la sua seconda patria, per la prima volta al Manzoni con un suo lavoro), da Valerio Binasco (neo consulente artistico del Teatro Stabile di Torino)
al ritorno di Arturo Cirillo e di Alessandro Benvenuti, fino alla riproposta dopo 22 anni, da parte di Daniele Salvo, allora suo assistente, di uno 'storico' allestimento di Luca Ronconi.
Saranno in scena grandi protagonisti del teatro italiano: da Giulia Lazzarini (con un'interpretazione straordinaria e commovente) al 'nostro' Ugo Pagliai, da Franco Branciaroli a Maddalena Crippa, da Milvia Marigliano a Paola Gassman. Inoltre una serie di interpreti che attraversano teatro, cinema e tv: dal gruppo di primedonne composto da Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Iaia Forte e Francesca Reggiani alla rivelazione Marco D'Amore, protagonista della serie tv Gomorra e l'inedito Gabriel Garko. Da ricordare, tra i protagonisti in scena, anche i già citati Lucrezia Guidone, Massimo Grigò e Arturo Cirillo.
Dopo La signorina Else al Bolognini, il primo appuntamento al Manzoni è con Emilia, lavoro scritto e diretto da Tolcachir e prodotto dal Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Al centro del testo la storia di una famiglia argentina, sullo sfondo della crisi economica, e le vicende che scaturiranno dall'incontro del protagonista con la sua vecchia 'tata'. Un gruppo di interpreti perfetti (da Sergio Romano a Paolo Mazzarelli, da Pia Lanciotti al giovane Josafat Vagni) attorno a Giulia Lazzarini, una delle grandissime interpreti del teatro italiano ancora in attività, quasi 'magica' nella sua semplicità che ha commosso tutto il pubblico alle recite romane dello scorso anno e che ha aggiunto con questa interpretazione un'altra perla alla sua carriera di attrice (giunta, forse non a caso come intensità, dopo il ruolo del titolo nel film di Nanni Moretti Mia madre).
Subito dopo un'altra protagonista del teatro italiano: Maddalena Crippa, in scena nei panni un personaggio maschile, Richard II di Shakespeare, una delle tragedie storiche di Shakespeare forse meno rappresentate perchè 'più difficile', ma la regia di Peter Stein (il grande regista tedesco marito della Crippa) assicura un lavoro di grande fascino e qualità.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, ha debuttato con successo all'Estate Teatrale Veronese e un'importante critica ha scritto che raramente in una compagnia così numerosa il livello recitativo è così alto. Per questo dell'ensemble numeroso (15 attori) oltre alla protagonista, da ricordare almeno Paolo Graziosi, Giovanni Visentin, Graziano Piazza, Gianluigi Fogacci, Almerica Schiavo, Andrea Nicolini e Alessandro Averone.
La 'scommessa' della stagione è forse lo spettacolo successivo e la giochiamo con la complicità di due 'amici' del Teatro Manzoni: Alessandro Benvenuti, alla regia, e il pistoiese Ugo Pagliai (con la partecipazione della moglie Paola Gassman) coprotagonista di Odio Amleto. La pièce di Broadway porta in scena un attore, star della televisione, che decide di rimettersi in gioco affrontando in teatro il ruolo per antonomasia: quello di Amleto. L'impresa è ardua, ma quando nell'appartamento in cui vive compare il fantasma del grande attore shakesperiano John Barrymore (Pagliai appunto), la materia rischia di farsi, complice la regia di Benvenuti, incandescente...
A scegliere di portare in scena la commedia, dopo averla vista a New York, producendola e interpretando il ruolo principale (e dando prova di coraggio e di autoironia) è niente di meno che Gabriel Garko (che torna a teatro 15 anni dopo la sua unica prova in Quel che sapeva Masie, diretto da Luca Ronconi e affiancato da una squadra di compagni-maestri composta da Mariangela Melato, Annamaria Guarnieri, Galatea Ranzi e molti altri).
Ultimo spettacolo prima di Natale è American buffalo di David Mamet anche questo diretto e interpretato da un attore diventato famoso con la serie tv Gomorra, tratta dal libro di Saviano, e con alcuni film: Marco D'Amore, dai trascorsi teatrali con nomi come Andrea Renzi, Elena Bucci e Toni Servillo (con cui era stato a Pistoia in Trilogia della villeggiatura). Il testo di Mamet era già stato portato in Italia, come molte altre sue opere, da Luca Barbareschi che adesso è produttore dello spettacolo con il Teatro Eliseo di Roma che dirige. La vicenda dei tre esseri umani alla deriva in una squallida bettola di Chicago, persi dietro un'impresa impossibile, è stata trasferita dal regista e dall'adattatore del testo, lo scrittore di gialli Maurizio De Giovanni, in un vicolo della Napoli dei bassifondi, dove la lingua dei personaggi (con D'Amore in scena i bravi Tonino Taiuti e il giovane Vincenzo Nemolato di Punta Corsara) diventa musica, come lo 'slang' americano di Mamet...
Il 2018 si apre ancora, in rapida successione, all'insegna del cinema e dell'America.
Primo spettacolo dell'anno sarà un nuovo spettacolo firmato da Valerio Binasco, Come stelle nel buio, novità per il teatro del giovane drammaturgo napoletano Igor Esposito.
Il testo (la storia di due sorelle, dive del cinema, in eterno conflitto tra loro) si rifà e ricorda molto un 'cult' del cinema come Che fine ha fatto Baby Jane? (di recente fatto rivivere nella serie tv Feud) e pure questo lavoro è, curiosamente, trasferito dall'autore in un'ambientazione partenopea. In scena due brave attrici di cinema, ma con già esperienze teatrali con Binasco, già passate dal nostro teatro come Isabella Ferrari e Iaia Forte.
Ancora cinema e ancora America con Mariti e mogli, secondo spettacolo di gennaio, adattamento per il teatro di un film di Woody Allen, curato e diretto da Monica Guerritore che lo interpreta con Francesca Reggiani, coprotagonista, affiancate da un ottimo gruppo di attori. Lo spettacolo affronta alcune tipiche tematiche di Allen (le coppie, le amicizie, i tradimenti, un certo ambiente intellettuale newyorkese) con ironia e malinconia, ricordando anche visivamente certa pittura americana del Novecento.
A Febbraio torna, dopo 22 anni, per un doveroso omaggio a Luca Ronconi, uno spettacolo già passato a Pistoia, ma diventato una delle sue regie 'storiche' per l'idea geniale di affidare il ruolo del titolo, Medea, a un interprete maschile di enorme talento e notevoli capacità espressive com'è Franco Branciaroli. L'attore, con il Centro Teatrale Bresciano, la sua compagnia il Teatro de Gli Incamminati (fondata da lui con Giovanni Testori molti anni fa) e con il Piccolo Teatro di Milano, hanno deciso di omaggiare il Maestro scomparso nel 2015 affidando la ricostruzione dello spettacolo a Daniele Salvo, che era stato allora suo assistente alla regia.
Ancora America e ancora la famiglia nell'ultimo titolo in abbonamento. La famiglia, uno dei temi cari alla nostra cultura e anche al teatro quindi, dopo esser stata osservata nelle sue varie sfaccettature, temi e conflitti in La signorina Else, Emilia, Come stelle nel buio, Mariti e mogli e, perchè no, anche in Medea, è al centro, fino alla sua deflagrazione, del capolavoro di Eugene O'Neill, Lunga giornata verso la notte (Premio Pulitzer e Tony award) non a caso portata in scena in passato, oltre che da registi come Luigi Squarzina e Mauro Bolognini, anche da Ingmar Bergman, grande disegnatore di drammi familiari. A portare in scena il lavoro è Arturo Cirillo che con la stessa coprotagonista, Milvia Marigliano, termina così la sua trilogia americana, dopo Lo zoo di vetro di Tennessee Williams (al Manzoni 2 anni fa) e Chi ha paura di Virginia Wolf? di Edward Albee (la passata stagione al Metastasio). In scena con loro Rosario Lisma e il giovane Riccardo Buffonini.
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