Il dolore
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Cantiere Cis chiuso: «Alia riveda i piani»
MONTALE. «È incomprensibile che i lavoratori che fanno capo a tre Comuni della Piana pistoiese siano spostati nell’area pratese». La Cgil «non ci sta» e lo scrive in un comunicato. Silvia Biagini,...
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MONTALE. «È incomprensibile che i lavoratori che fanno capo a tre Comuni della Piana pistoiese siano spostati nell’area pratese».
La Cgil «non ci sta» e lo scrive in un comunicato. Silvia Biagini, segretaria della Funzione pubblica, interviene sulla chiusura del cantiere Cis di Montale. «Pur condividendo le preoccupazioni dei lavoratori dell’azienda ex Asm di Prato le problematiche legate al trasferimento dei lavoratori dell’ex Cis nella sede Alia di via Paronese a Prato non si limitano alla effettiva inidoneità della struttura ad accogliere i lavoratori della ex azienda pistoiese. In primo luogo – afferma Biagini – non ci hanno convinto le motivazioni che hanno spinto la società a programmare la chiusura del cantiere: gli obiettivi e le finalità ci sono apparsi poco chiari e fumosi. Ci aspettavamo inoltre un progetto di riorganizzazione articolato e dettagliato mentre, negli incontri che si sono tenuti nei mesi estivi, non abbiamo avuto alcuna precisa risposta su questo. La chiusura del cantiere di Montale potrebbe rappresentare l’ennesima perdita di centralità del nostro territorio e anche una minore aderenza ai bisogni dei cittadini. Per questo motivo abbiamo incontrato i sindaci dei Comuni di Agliana, Montale e Quarrata che, a seguito di un confronto con questa sigla e con i suoi rappresentanti sindacali, hanno espresso perplessità rispetto ad un progetto non condiviso con i proprietari della società stessa e si sono impegnati a richiedere un incontro alla società per affrontare la problematica».
«Quanto prospettato – sostiene la Cgil – risulta fra l’altro diseconomico poiché i lavoratori continueranno a prestare la loro attività nella piana pistoiese ma i mezzi partiranno e rientreranno nella sede di via Paronese a Prato. La decisione di Alia – conclude Biagini – non rispetta inoltre il Protocollo di intesa siglato dai sindacati con l’Ato Centro, che contemplava l’impegno a mantenere i lavoratori nel loro posto di lavoro per almeno 5 anni. Per tutte queste ragioni, all’inizio del mese di agosto, abbiamo inviato una diffida al gestore unico dei rifiuti ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Se questa non arrivasse in tempi utili, nel corso dell’assemblea che si terrà il 19 settembre, decideremo con i lavoratori le iniziative da intraprendere».
La Cgil «non ci sta» e lo scrive in un comunicato. Silvia Biagini, segretaria della Funzione pubblica, interviene sulla chiusura del cantiere Cis di Montale. «Pur condividendo le preoccupazioni dei lavoratori dell’azienda ex Asm di Prato le problematiche legate al trasferimento dei lavoratori dell’ex Cis nella sede Alia di via Paronese a Prato non si limitano alla effettiva inidoneità della struttura ad accogliere i lavoratori della ex azienda pistoiese. In primo luogo – afferma Biagini – non ci hanno convinto le motivazioni che hanno spinto la società a programmare la chiusura del cantiere: gli obiettivi e le finalità ci sono apparsi poco chiari e fumosi. Ci aspettavamo inoltre un progetto di riorganizzazione articolato e dettagliato mentre, negli incontri che si sono tenuti nei mesi estivi, non abbiamo avuto alcuna precisa risposta su questo. La chiusura del cantiere di Montale potrebbe rappresentare l’ennesima perdita di centralità del nostro territorio e anche una minore aderenza ai bisogni dei cittadini. Per questo motivo abbiamo incontrato i sindaci dei Comuni di Agliana, Montale e Quarrata che, a seguito di un confronto con questa sigla e con i suoi rappresentanti sindacali, hanno espresso perplessità rispetto ad un progetto non condiviso con i proprietari della società stessa e si sono impegnati a richiedere un incontro alla società per affrontare la problematica».
«Quanto prospettato – sostiene la Cgil – risulta fra l’altro diseconomico poiché i lavoratori continueranno a prestare la loro attività nella piana pistoiese ma i mezzi partiranno e rientreranno nella sede di via Paronese a Prato. La decisione di Alia – conclude Biagini – non rispetta inoltre il Protocollo di intesa siglato dai sindacati con l’Ato Centro, che contemplava l’impegno a mantenere i lavoratori nel loro posto di lavoro per almeno 5 anni. Per tutte queste ragioni, all’inizio del mese di agosto, abbiamo inviato una diffida al gestore unico dei rifiuti ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Se questa non arrivasse in tempi utili, nel corso dell’assemblea che si terrà il 19 settembre, decideremo con i lavoratori le iniziative da intraprendere».
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