Il Tirreno

Pistoia

Caripit costretta a risarcire il Comune

di Fabio Calamati
Caripit costretta a risarcire il Comune

Versamenti in ritardo, tassi che non tornano: i magistrati contabili condannano la banca tesoriera a pagare 40.000 euro

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PISTOIA. La Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia dovrà risarcire il Comune di Pistoia e altri tre Comuni per cui svolge il ruolo di tesoriere, per una serie di irregolarità appurate dalla Coprte dei conti nella gestione dei soldi degli enti locali. Insomma, la Cassa avrebbe versato ai Comuni meno interessi del dovuto, violando i relativi contratti di tesoreria e creando così un danno per le casse degli enti locali.

In tutti i casi non si tratta mai di grosse cifre, ma la somma delle cinque sentenze emesse nelle scorse settimane dalla Corte dei conti (una per il Comune di Pistoia, due per il Comune di Montecatini, una ciascuno per i Comuni di Chiesina Uzzanese e Piteccio producono un risarcimento complessivo di oltre 45.000 euro. Di questa cifra la gran parte (39.000 circa) riguardano il Comune di Pistoia.

I magistrati contabili hanno individuato tre filoni diversi di violazioni dei contratti di tesoreria. Il primo, banalmente, è costituito dall’attribuzione di spese non dovute sul conto del Comune e da calcoli irregolari sui tassi da pagare e da ricevere. Dal 2009 al 2013, per questa via il Comune ha dovuto registrare minori entrate per 18.732 euro.

Secondo capitolo, lo svuotamento dei conti correnti postali intestati al Comune. Ce ne sono per la riscossione dell’Ici, delle multe. delle tariffe servizi scolastici e così via: la banca tesoriera deve svuotarli ogni 15 giorni e versare il contenuto nel conto principale del Comune. Questa attività la Caripit l’ha svolta – dice la Corte dei conti – meno spesso di quanto avrebbe dovuto e non ritirando tutte le somme: in questo modo l’attivo del conto del Comune (su cui la Carpit deve pagare un interesse) risultava erroneamente più basso. E questo ha provocato un danno a Palazzo di Giano di 20.521 euro di interessi lordi non erogati. Terzo capitolo, le sponsorizzazioni previste nel contratto e versate in ritardo rispetto al contratto, che parlava di erogazione entro il 30 settembre di ciascun anno. Attraverso questo sistema la Caripit ha evitato di pagare 211 euro. Sommando tutto, si arriva ai 39.464 euro totali che la Corte dei conti ha condannato la Caripit a pagare.

Interpellata sulla vicenda, la banca di via Roma sottolinea innanzitutto che “purtroppo per un errore il Comune di Pistoia ha omesso di informare La Cassa della relazione di irregolarità e della fissazione dell’udienza. Stiamo quindi valutando l’eventualità di ricorrere in appello”. Comunque “la bontà del servizio offerto dalla Cassa è confermato anche dal rinnovo del servizio di tesoreria che la Caripit effettuerà per il Comune di Pistoia anche per il prossimo quinquennio”.



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