Il Tirreno

Pistoia

Rimesso in libertà fa un’altra rapina dopo 5 giorni: in cella

di Massimo Donati
Rimesso in libertà fa un’altra rapina dopo 5 giorni: in cella

Prima l’aggressione a una ciclista per rubarle la collana poi il colpo a Mondo Risparmio: 25enne torna in carcere

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PISTOIA. Dopo averla affiancata con l’auto, per costringerla a fermarsi le avevano spruzzato in faccia del profumo. E poi, mentre cercava di fuggire facendo dietrofront con la bicicletta, uno di loro era saltato a terra e, da dietro, le aveva strappato la collana. Erano state le urla della donna a richiamare l’attenzione di una pattuglia di carabinieri che si trovava a passare di là proprio in quel momento. E per Alessio Squadrito, 25enne di Monsummano, e per il suo complice, erano scattate le manette per rapina. Era il 13 agosto scorso sul lungomare di Rimini. Ma in carcere Squadrito c’era rimasto appena cinque giorni. Era stato rimesso in libertà con il solo divieto di uscire di casa la notte. Giusto per mettere a segno un’altra rapina, questa volta a Pistoia, cinque giorni dopo, il 23 agosto, al grande magazzino “Mondo Risparmio” di via Fermi, assieme alla fidanzata e alla sorella.

Identificato e rintracciato dalla polizia, il nuovo colpo gli era costato lì per lì solo una denuncia a piede libero, ma nel pomeriggio di venerdì 1° settembre, proprio a causa di queste nuove accuse, per lui si sono riaperte le porte del carcere. Il gip di Rimini, su segnalazione della questura di Pistoia, ha aggravato la misura che pendeva su di lui per la rapina alla ciclista, disponendo la custodia cautelare in carcere. A notificargli il provvedimento, gli uomini della Squadra mobile, che lo hanno prelevato da casa e trasferito nella casa circondariale di Prato.

Come accennato, il furto degenerato in rapina impropria a “Mondo Risparmio” è avvenuto il 23 agosto. La sorella, 20 anni, e la fidanzata, 18, avevano cercato di dileguarsi con della merce rubata dagli scaffali, e lui, quando era scattato l’allarme antitaccheggio e le due ragazze avevano gettato sulla cassa un paio di jeans e una confezione di lamette che si erano nascoste addosso, aveva bloccato sulla porta il titolare e un dipendente del centro commerciale che cercavano di fermarle. Prima provando a intimidirli mostrando loro un distintivo della Guardia di Finanza, poi con le maniere forti, con spintoni e pugni. Fatto sta che i tre erano riusciti a darsi alla fuga, senza però fare i conti con i riflessi fulminei del titolare, che, seppur ferito ad una mano, con il cellulare aveva fotografato la targa della loro auto.

Sul posto erano accorsi immediatamente i poliziotti della Squadra Volante, seguiti poi dai colleghi della Mobile. Attraverso la foto della targa, avevano potuto verificare che su quell’auto, una Peugeot, Squadrito era stato più volte fermato e controllato assieme alla sua fidanzata. E una volta comparate le foto segnaletiche con le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza, avevano appurato che autori della rapina erano stati proprio loro. A quel punto i poliziotti si erano diretti a Monsummano, a casa del giovane. L’auto era parcheggiata fuori, ma lui non c’era. Lo avevano trovato però nell’abitazione vicina, con le due ragazze. E con il resto del bottino: due profumi e un altro paio di jeans.

I tre erano stati denunciati per rapina impropria. Squadrito anche per i reati di sostituzione di persona e di possesso di segni distintivi di corpi di polizia, per essersi spacciato per un finanziere.
 

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